Olio di Krill: un’esplosione di salute per il tuo corpo

 

I recenti studiosi del settore hanno scoperto che l’assunzione regolare di omega 3 attraverso l’olio di Krill comporta numerosi benefici al mantenimento della salute e alla cura del corpo.

Da diversi anni costituisce la fonte ideale e preferenziale per l’assunzione dei preziosi grassi Omega 3.

L’olio di Krill spesso erroneamente paragonato all’olio di pesce.

I ricercatori hanno evidenziato alcune particolari differenze  tra l’olio di Krill e le altre fonti ricche dei grassi polinsaturi di omega 3 come l’appena citato olio di pesce, il Salmone dell’Alaska, le sardine e le acciughe, che lo rendono ancora oggi la soluzione migliore.

Prima di vedere quali sono le differenze tra olio di krill e olio di pesce, ricordiamo alcune nozioni sull’olio di pesce.

Olio di pesce

Capsule Omega 3 a forma di pesce

Sono diversi i tipi di pesce utilizzati per creare l’olio. Tra i tanti, possono essere ricordati:

  • sgombro,
  • trota iridea,
  • trota di lago,
  • halibut,
  • aringa,
  • branzino,
  • sardine,
  • pesce spada,
  • ostriche,
  • tonno bianco,
  • tonno rosso,
  • tonno pinna gialla,
  • rombo,
  • sardine,
  • alici e
  • salmone.

I più comuni tra questi per l’ottenimento di olio sono tonno bianco, aringa, sgombro, sardine, trota di lago e salmone.

La qualità di olio di pesce dipende molto dal tipo di pesce da cui si recupera l’olio.

Prima di descrivere dettagliatamente i benefici che l’assunzione dell’olio di Krill apporta nelle persone che ne fanno uso abituale, vediamo quali benefici si possono riscontrare in chi assume l’olio di pesce. I benefici sono evidenti e riguardano capelli, pelle, organi sessuali, fertilità, gravidanza e obesità.

Quali sono i principali benefici dell’olio di pesce?

Pelle e capelli più sani

Capelli donna, come nutrirli al meglio con Omega 3

Molto più spesso di quanto si pensi, la pelle del viso e i capelli risentono fortemente della cattiva alimentazione.

Un uso esagerato dell’omega 6, favorisce l’invecchiamento della pelle, l’ingrassamento della cute e molto spesso è responsabile della formazione dell’acne e degli eczemi.

In soccorso del corpo attaccato dalle molecole di interleuchina cretesi, interviene l’olio di krill che ha il prezioso compito di ridurre le infiammazioni e idratare la pelle dall’interno verso l’esterno.

Con l’assunzione regolare di olio di pesce e di olio di krill, inoltre i capelli torneranno ad essere robusti e forti e la pelle di chi ne fa uso tornerà ad essere perfettamente levigata e sana come la pelle di un bambino.

Con l’arrivo dell’estate molte persone temono la formazione delle macchie solari nella pelle: l’olio di pesce somministrato regolarmente riduce sensibilmente questo rischio cosi tanto temuto specialmente dalle donne.

L’olio di pesce idrata e rende morbida la pelle secca.

L’olio di pesce, all’occorrenza può anche essere applicato localmente per ottenere sollievo dal consumo psoriasi.
L’olio di pesce è un trattamento efficace anche per l’acne. Infatti, l’EPA, uno dei grassi polinsaturi, è noto per inibire la formazione di androgeni, che può influenzare la formazione di sebo nel follicolo pilifero, portando ad acne.

Riduzione della sintomatologia della sindrome premestruale

Molte donne soffrono di sindrome premestruale e spesso per i primi giorni del ciclo sono vittime dei forti dolori. Anche in questo caso l’olio di pesce, come un vero e proprio soccorritore, interviene per migliorare la sintomatologia mestruale, premestruale e la sintomatologia creata dall’endometriosi.

Un alleato di donne e uomini: fertilità e gravidanza

Forse non tutti sanno che l’olio di pesce è un perfetto alleato della fertilità maschile e della gravidanza, per cui uomo e donna che decidono di concepire un bambino dovrebbero diventare amici dell’olio di pesce.

Aiuta a perdere peso e diminuisce gli sbalzi di umore

Perdita di peso con gli Omega 3

L’olio di pesce è in grado anche di ridurre il grasso adiposo intorno al tronco.

Il professor Peter Howe presso l’University of South Australia ha condotto uno studio nel corso del quale solo alcuni dei volontari obesi hanno assunto gli omega 3 presenti in grosse quantità nell’olio. Che cosa è successo? Nei pazienti che hanno assunto con regolarità l’olio e condotto una sana attività fisica, si è potuto evidenziare un calo ponderale significativo accompagnato anche da una trasformazione corporea notevole.

Si è evinto infine che al termine della ricerca i soggetti partecipanti che hanno assunto omega 3, hanno presentato un corpo rimodellato e asciutto, rispettando alla lettera l’antico detto mens sana in corpore sano.

L’omega 3 presente sia nell’olio di pesce sia nell’olio di Krill, aumenta la serotonina, migliorando l’umore della persona che lo assume con costanza.  Anche chi è affetto da sindrome bipolare, può trovare benefici dalla somministrazione dei grassi polinsaturi omega 3.

Rafforzamento del sistema immunitario

Si ritiene che il consumo regolare di olio di pesce aiuti a rafforzare il sistema immunitario, consentendo in tal modo a resistere l’insorgenza di malattie comuni come il raffreddore, tosse e l’influenza.

Per accertarlo, i ricercatori di settore hanno analizzato quale effetto procuravano la farina di pesce e olio di pesce sul sistema immunitario. Per questa ricerca sono stati utilizzati dei suini, i quali, con l’assunzione dell’olio, crescevano molto meglio, così come accadde ai topi analizzati a Taichung in Taiwan.

L’olio di pesce aiuta a combattere i sintomi di febbre, stanchezza ed eruzioni cutanee che caratterizzano la presenza della malattia immunitaria nota come lupus eritematoso, nella quale il sistema immunitario attacca i propri organi e tessuti.

Proprietà antinfiammatorie

Gli omega 3 presenti negli alimenti, e in dosi massicce nell’olio di Krill e nell’olio di pesce si dimostrano estremamente efficaci nel ridurre infiammazioni nel sangue e nei tessuti.

Per coloro che soffrono di malattie croniche, è consigliato il consumo regolare di omega 3 negli alimenti o sotto forma d’integratori, come olio di pesce e di Krill contenuto in pillole, compresse, e capsule.

Entrambi gli oli sono efficaci nel trattamento di tutti i disturbi gastrointestinali, compreso il morbo di Crohn, la colite ulcerosa e la celiachia.

Artrite

L’olio di pesce è utile nel trattamento di artrite, reumatismi, sintomi del morbo di Raynaud e condizioni simili. Se si utilizza con costanza e regolarità spesso si riesce a ridurre le dosi dei farmaci antinfiammatori. 

L’olio di pesce è utile anche in caso di artrosi, dove si riduce l’impatto degli enzimi che distruggono la cartilagine.

Depressione e ansia

Sbalzi d'umore, tristezza e depressione possono essere aiutati con assimilazione di Omega 3

Gli omega 3 presenti nell’olio di pesce e nell’olio di krill in quantità elevate sono sufficienti a combattere e alleviare alcune patologie come:

  • depressione,
  • tristezza,
  • ansia,
  • irrequietezza,
  • stanchezza mentale,
  • stress,
  • diminuzione del desiderio sessuale,
  • tendenze suicide e
  • altri disturbi nervosi.

E’ considerato un dato sorprendente ma confermato degli studi effettuati, il fatto che

nei paesi di mare in cui è sviluppata la pesca come mezzo di sostentamento e di alimentazione principale, il tasso di depressione è molto al di sotto della media.

Un’altra ricerca è stata fatta nel tentativo di studiare l’influenza dell’omega 3 sulle alterazioni socio-comportamentali dei soggetti violenti e pericolosi. E’ stato scelto un campione di prigionieri ai quali somministrare quantità prestabilite di omega 3 ogni giorno per tutta la durata della ricerca. Sono stati alimentati con i frutti di mare e il risultato della ricerca ha dimostrato che nel periodo di assunzione e immediatamente successivo, la frequenza degli omicidi e delle violenze era sensibilmente diminuito.

Nella totalità dei casi l’omega 3 è il perfetto alleato della salute fisica e mentale di qualsiasi persona.

Benessere della vista

L’omega 3 tra le sue numerose virtù, introdotto nell’organismo attraverso l’olio di pesce, ha la capacità di aiutare a migliorare la vista e la degenerazione maculata senile.

Il National Eye Institute presso il National Institute of Health negli Stati Uniti, prevede di condurre uno studio a livello nazionale per valutare l’effetto di olio di pesce nel trattamento della degenerazione maculare. Questo studio fornirà una forte evidenza scientifica per quanto riguarda i benefici dell’olio di pesce per la cura degli occhi, consentendo in tal modo alle agenzie governative e ai medici di raccomandare con forza l’olio di pesce per la malattia maculare degenerativa.

Contro l’Alzheimer e i disturbi cognitivo-comportamentali

I ricercatori dell’Università di Stato della Luisiana hanno dimostrato che gli acidi grassi EPA e DHA presenti nell’olio di pesce e nell’olio di Krill, sono efficaci nel trattamento del morbo di Alzheimer.

Anche l’Associazione Alzheimer, testata la veridicità del miglioramento psicofisico attraverso il consumo di olio di pesce, sensibilizza l’opinione pubblica, raccomandando l’olio di pesce contenente più alto contenuto di acidi grassi omega-3 per i pazienti affetti dall’Alzheimer e dalla demenza.

Gli acidi polinsaturi e l’olio di pesce sono ideali anche per alcune patologie del bambino come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD)

L’olio di pesce è un rimedio provato per una moltitudine di patologie legate alla sindrome dell’iperattività come:

  • dislessia,
  • disprassia,
  • incapacità di completare le attività,
  • instabilità emotiva,
  • atteggiamento esitante,
  • scarsa coordinazione,
  • capacità di attenzione breve,
  • scarsa memoria a breve termine,
  • bassa capacità di concentrazione,
  • irruenza,
  • impulsività,
  • basso quoziente intellettivo
  • disturbi dell’apprendimento. 

I ricercatori dell’ Università South Australia, hanno condotto una ricerca per dimostrare che bambini iperattivi dopo 15 mesi di somministrazione di olio di pesce, sono migliorati sensibilmente nel comportamento.
Essendo il cervello costituito per il 60% circa di grassi, gli acidi grassi essenziali come omega 3 e omega 6 aiutano a migliorare le funzioni del cervello.

Un alleato contro il cancro e malattie cardiovascolari

Salute del cuore

L’olio di pesce è utile nel ridurre la perdita di peso nei pazienti affetti da cancro al pancreas.
Gli integratori che contengono omega-3 possono anche essere utili per i pazienti affetti da iperlipidemia e diabete tipo 2 correlati al cancro.

I pazienti diabetici sono inclini a malattie cardiovascolari, aterosclerosi e ictus.
Come accennato in precedenza, è utile nel trattamento di vari problemi cardiaci.

I benefici elencati fino a questo momento riguardano i miglioramenti evidenti che vengono riscontrati nelle persone che assumono l’olio di pesce con regolarità.

Tuttavia, le differenze con l’olio di Krill sono sensibili e riguardano principalmente la maggiore potenza dell’olio di krill rispetto all’olio di pesce, l’eco-sostenibilità, la presenza di fosfolipidi, resistenza all’ossidazione e assenza di contaminazioni tossiche.

Olio di pesce e olio di Krill: due fratelli diversi

Entrambi essenziali per la salute di persone e animali, olio di pesce e olio di krill presentano delle sostanziali differenze che separano questi due elementi preziosi, dall’essere considerati realmente equivalenti.

Le principali differenze che rendono i due oli, riguardano le seguenti caratteristiche:

Maggiore potenza

Dagli studi di settore pubblicati nel 2011 sulla rivista Lipids, è emerso che l’olio di Krill è ben 48 volte più potente rispetto all’olio di pesce, per cui chi ne fa uso può assumerne molto meno rispetto all’olio di pesce.

Contenuto di fosfolipidi

Gli acidi grassi non sguazzano nel sangue in forma libera, per cui, pur essendo solubili in acqua, necessitano di una sorta di imballaggio per poter circolare nel flusso sanguigno. Questo imballaggio si sono le lipoproteine.

Cosa accade quando consumiamo l’olio di pesce e l’olio di Krill? 

Nell’olio di pesce gli omega 3 sono attaccati ai trigliceridi che, ripartiti negli acidi dell’intestino, si disperdono per l’85%, mentre con l’assunzione del portentoso olio di Krill, il grasso omega 3 è collegato ai fosfolipidi che consentono un assorbimento nel corpo molto più facile e una minore dispersione.

Immaginiamo che l’olio di Pesce e l’olio di Krill siano classi scolastiche.
L’olio di pesce ha un insegnante chiamato signor “Trigliceridi” mentre l’olio di Krill ne ha uno che si chiama “Fosfolipidi”.
Che cosa succede in queste due classi?
La classe dell’olio di pesce gli studenti omega 3 devono rapportarsi al professor Trigliceridi. Il professor Trigliceridi non riesce a gestire la classe e li riparte con i professori “acidi dell’intestino” che causano la dispersione della classe pari all’85%.
La classe dell’olio di Krill è invece molto più disciplinata e il professor Fosfolipidi riesce a mantenere insieme gli alunni omega 3 portandoli alla fine del loro percorso, permettendo un migliore assorbimento e una minore dispersione.

Resistenza all’ossidazione

Al contrario dell’olio di pesce che, essendo a bassissimo contenuto di antiossidanti è incline all’ossidazione, l’olio di Krill contiene l’astaxantina, considerata il più potente antiossidante al mondo che è invece un potentissimo alleato contro l’ossidazione.

Assenza di contaminazioni tossiche 

Il Krill è di origine antartica e, avendo un’origine alla base della catena alimentare, si nutre di fitoplacton, rimane del tutto estraneo alla possibilità di contaminazione da metalli, mercurio o inquinamento dei mari.

Ecosostenibilità

Il Krill forma la più grande biomassa del pianeta. La sua raccolta accurata, stimata nel 2% della biomassa totale prodotta annualmente, è considera una delle pratiche più sostenibili del mondo.
La popolazione di krill è monitorata dalla Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell’Antartico (CCAMLR). Il Marine Stewardship Council (MSC) poi, certifica che la raccolta venga fatta in conformità a rigorosi criteri di sostenibilità, al fine di evitare la pesca eccessiva.

Che effetto ha l’olio di Krill sui geni umani?

Nel 2011 è stato effettuato uno studio attento e dettagliato sui diversi e superiori effetti che l’assunzione dell’olio di Krill ha rispetto all’olio di pesce.
Per comprendere in quale modo le fonti omega 3 influenzano il tessuto epatico, è stato studiata la reazione del fegato dei topini da laboratorio utilizzati per la ricerca, i quali sono stati distintamente nutriti con l’olio di pesce o con l’olio di Krill.

Lo scopo della ricerca è stato quello di cercare l’innescamento dell’espressione genica da ciascuna.  Nonostante entrambi contengano dosi elevate di omega 3, l’olio di krill influenza i geni che controllano il metabolismo in maniera del tutto differente.

Si è cosi stabilito con certezza che l’olio di Krill contribuisce a migliorare la funzione mitocondriale e il metabolismo del glucosio e che soprattutto può che può aiutare a proteggere il fegato contro steatosi epatica. Essa costituisce una delle principali malattie che colpisce il fegato a causa di abitudini alimentari errate e ricche di grassi dannosi. 

Si è inoltre stabilito che l’olio di Krill stimola i percorsi metabolici mitocondriali come l’ossidazione degli acidi grassi e il ciclo di Krebs.

Olio di Krill: tutti possono trarne beneficio

Migliore krill

Photo credit: pallter via Visualhunt.com / CC BY-SA

Spesso i pesci veri e propri sono troppo contaminati per essere consumati a volontà, per cui si consiglia l’integrazione degli omega 3 mediante l’assunzione regolare dell’olio di Krill.

Si deve tenere in considerazione che gli omega 3 costituiscono un alimento fondamentale ed essenziale per il mantenimento della salute e la cura di alcune patologie.

La popolazione Americana è quella che più di tutte ha un’alimentazione errata, ricca di grassi omega 6 che soffocano del tutto i benefici degli omega 3.

Per comprendere questo disequilibrio tra omega 3 e omega 6 pensiamo a una casa al sole e a un albero.
La casa di giorno è illuminata dal sole, l’albero fornisce il giusto angolo di ombra che permette agli abitanti di rinfrescarsi. Se l’albero cresce troppo, si frappone tra la casa e il sole non permettendo così al sole di illuminare la casa. La casa ormai perennemente in ombra non riuscirà più a scaldarsi e illuminarsi col sole, comincerà ad avere problemi di umidità e piano piano si rovinerà.
Questo accade anche all’uomo che, assumendo molti più omega 6 nell’ambito di un’alimentazione sregolata, annulla i benefici degli omega 3 assunti in quantità nettamente minore.
Come accade alla casa che si ammala per la mancata luce proveniente dal sole, cosi succede all’uomo che si alimenta in maniera errata e squilibrata.

Nel corso di una ricerca pubblicata nel 2009, si è ipotizzato che la carenza di omega 3 possa causare ogni anno oltre 96 mila morti premature.
Si è inoltre accertato che le basse concentrazioni di EPA e DHA provochino l’accelerazione del declino cognitivo e causare ictus, Alzheimer e altre patologie celebrali e psicologiche come la depressione. 

I benefici sono veramente molteplici perché gli omega 3 contenuti in quantità elevate nell’olio di Krill, possiedono una notevole capacità di aiutare nel trattamento di altre malattie come quelle di cuore, colesterolo alto, ansia, ADHD, di sistema, cancro, diabete, infiammazioni, artrite, IBD, AIDS, disturbi agli occhi indeboliti, degenerazione maculare e ulcere.

Indipendentemente da patologie, età o sesso, l’assunzione di omega 3 di origine animale di altissima qualità come l’olio di Krill, dovrebbe costituire il supplemento alimentare quotidiano per tutti per rafforzare e mantenere il proprio organismo sano ed efficiente.

Olio di Krill in gravidanza

Il corpo umano non è in grado di formare grassi omega 3 in autonomia, per cui quando una donna è incinta deve necessariamente assumerlo come supplemento alimentare.

Il feto lo assume attraverso la propria madre e ne ha estremo bisogno per la corretta maturazione. I grassi DHA sono di fondamentale importanza per lo sviluppo celebrale e la salute oculare del bambino.

Per questi motivi la dieta alimentare di una donna incinta o di una donna che allatta, deve essere ricca di omega 3.

Gli oli di Krill sono tutti uguali?

Quando si decide di acquistare l’olio di Krill si devono necessariamente tenere in considerazioni alcuni fattori in grado di far comprendere se si assumerà un prodotto qualitativamente adeguato alle aspettative. 

Innanzi tutto, è di fondamentale importanza:

  1. assicurarsi che il krill provenga dall’Antartico,
  2. che sia privo di metalli pesanti o altri agenti contaminanti,
    3. che l’azienda produttrice sia in possesso della certificazione di sostenibilità valido dalla MSC.
    Tale certificato garantisce che il Krill sia raccolto seguendo gli standard di conservazione richiesto in ambito internazionale.

Quando si acquista il Krill in capsule, si dovrebbe prediligere quelle rigide,in quanto le capsule normali facilitano l’ossigenazione che stimola l’ossidazione e quindi irrancidimento.

Le capsule rigide invece non consentono l’ingresso dell’ossigeno e per questo non possono causare fenomeni di ossidazione e consentono all’olio di Krill già antiossidante per la presenza di astaxatina, di mantenere inalterata la massima freschezza ed efficacia nel tempo.

Si dovrebbero sostituire gli oli vegetali con gli oli di pesce?

La risposta breve è no. Ci sono molti siti web che avvisano le persone a smettere di mangiare gli oli vegetali e passare a olio di pesce, al fine di aumentare l’assunzione di acidi grassi omega-3.
Tuttavia, va notato che la maggior parte di questi siti prende una polarizzazione verso olio di pesce per aumentare le vendite dei loro prodotti.

L’olio di pesce è una buona fonte di omega-3 acidi grassi essenziali e deve essere consumato, ma questo non significa necessariamente che si dovrebbe sostituire completamente gli oli vegetali con olio di pesce.

Scoprite la nostra opinione al riguardo sulla pagina dedicata: https://3omega3.it/omega-3-vegetali-la-sincera-opinione-3omega3-it/ 

Olio di krill: la dieta della mamma ha un ruolo determinante ed insostituibile

La dieta durante la gravidanza può condizionare la salute e la vita del bambino. Le donne possono dare un grande contributo  per una gravidanza più sicura

Una giusta assunzione di acidi grassi Omega-3 ha un grande influsso sulla salute prenatale.

La maggior parte delle donne presentano gravi carenze di questo acido grasso che risulta essenziale per lo sviluppo del bambino: ostacola il pieno sviluppo del sistema nervoso e immunitario e provoca problemi emotivi e di apprendimento.

La maggior parte della gente presenta gravi carenze di Omega -3,mentre possiede livelli più elevati di Omega-6. Per avere un rapporto equilibrato tra Omega-6 e Omega-3 è necessario eliminare tutti gli oli vegetali (inclusi quelli in alimenti trasformati, come biscotti, patatine e cracker) e prendere in modo regolare acidi grassi Omega-3.

Ma per quale motivo gli Omega-3 sono così importanti per la mamma e la salute del bambino?

Gli Omega-3 diminuiscono il rischio di parto prematuro, ottimizzare la crescita del feto. Il parto pretermine è la principale causa di morte nel primo mese di vita del bambino e inoltre gravi complicanze possono avvenire durante la vita dei prematuri che sopravvivono, come ad esempio la sindrome da stress respiratorio, l’emorragia cerebrale, l’immaturità del sistema immunitario, il ritardo mentale, la paralisi cerebrale, i problemi polmonari, i disturbi gastrointestinali.

Gli Omega-3 garantiscono un corretto sviluppo del bambino. Questi nutrienti aiutano a massimizzare l’intelligenza del bambino e a proteggerlo da lesioni cerebrali.

Diario della dieta

Alcuni studi hanno dimostrato che sufficienti livelli di omega-3 ottimizzano la crescita del cervello nel feto soprattutto durante il terzo mese e possono essere molto efficaci nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Basse concentrazioni nel plasma di DHA sono collegate alla diminuzione della serotonina cerebrale, la quale ha un effetto calmante sul cervello e sul sistema nervoso, quindi l’assenza di essa è una dei motivi di depressione.

Un altro grande vantaggio dell’assunzione di Omega-3, contenuto in alte percentuali nell’olio di krill, riguarda il suo effetto protettivo dallo sviluppo del diabete nel bambino. Ricerche dimostrano che i bambini prematuri posseggono un rischio superiore di sviluppare il diabete e questa tendenza è ricollegabile ad una mancanza di vitamina D prima della nascita.

In passato si raccomandava un elevato consumo di pesce per assumere gli Omega-3  necessari, ma per via del rischio crescente di ingerire il mercurio e altri metalli pesanti è bene evitare un consumo elevato di pesce come tonno, salmone, preferendo invece alici e pesci più piccoli.

Importantissima è anche l’integrazione  con olio di krill di alta qualità. Il motivo per cui l’olio di krill è da preferire all’olio di pesce è che esso contiene potenti antiossidanti.

È importante anche sottolineare che gli Omega-3 di origine vegetale non danno i medesimi benefici. Semi di lino, noci e altre fonti vegetali di Omega-3 non vanno a sostituire gli Omega-3 di origine animale perché devono essere metabolizzati per essere attivi.

Omega-3 dell’olio di krill riducono del 47% i sintomi dell’artrite reumatoide

L’assunzione giornaliera di olio di krill, integratore ricco di acidi grassi Omega-3, può aiutare a diminuire i sintomi dell’artrite reumatoide. La notizia è stata riportata dalla rivista BMC Musculoskeletal Disorders, che ha pubblicato i risultati di una ricerca nata dalla collaborazione di diversi ricercatori.

Secondo gli autori, i benefici dell’olio di krill sono legati alla presenza, al suo interno, sia degli Omega-3, sia di altre molecole che possiedono proprietà antiossidanti.

Il krill è formato da piccoli crostacei, noti per il loro elevato contenuto di Omega-3 e di altri importanti nutrienti. Esso popola le acque marine profonde, dove vivono circa 85 specie di questi animaletti che formano la biomassa animale più grande del pianeta terra.  Dopo che viene pescato dal krill si ricava un olio contenente concentrazioni di antiossidanti che risultano 48 volte superiori  al tradizionale olio di pesce.

Inoltre, rispetto a quest’ultimo l’olio di krill ha anche una quantità maggiore di fosfolipidi ricchi in Omega-3 e l’astaxantina, un antiossidante che potrebbe aiutare a ridurre i fenomeni infiammatori.

Artrite reumatoide

Olio di krill e artrite: un’efficacia dimostrata

Gli autori della ricerca hanno analizzato le potenzialità dell’olio di krill nel combattere l’artrite in topi predisposti allo sviluppo di tale malattia.

Gli animali sono stati divisi in tre gruppi. Al primo gruppo non è stato dato alcun supplemento, al secondo gruppo di topi è stata fornita un’alimentazione con olio di krill tale da fornire 0,44 grammi di Omega-3, EPA e DHA ogni 100 grammi di cibo. Gli altri topi infine hanno ricevuto EPA e DHA sotto forma di olio di pesce, per un totale di 0,47 grammi di Omega-3 ogni 100 grammi di cibo.

L’artrite è stata osservata in ogni gruppo di topi dopo aver analizzato i tessuti delle articolazioni. Inoltre, alla fine dello studio sono stati prelevati campioni di sangue per determinare i livelli di molecole che causano i processi infiammatori.

I dati così raccolti hanno evidenziato che, anche se non vi è stata una diminuzione dei marcatori dell’infiammazione, sia l’assunzione di olio di krill, sia la supplementazione con olio di pesce producono una sensibile diminuzione dei sintomi dell’artrite.

Tuttavia, i ricercatori evidenziano come gli effetti ottenuti con l’olio di krill sono stati più elevati. Infatti, mentre l’olio di pesce è stato capace di ridurre il grado della malattia del 26%, quello di krill ne ha ridotto i sintomi del 47%.

Secondo gli studiosi, l’effetto maggiore ottenuto con l’olio di krill potrebbe essere dovuto a una più elevata bio-efficacia dell’EPA e del DHA al suo interno rispetto a quelli che si trovano nell’olio di pesce.

Sebbene questo studio si sia concentrato sull’artrite reumatoide, gli autori ritengono che la stessa efficacia potrebbe essere riscontrata anche nei confronti dell’osteoartrite e di altre malattie infiammatorie.

Olio di krill contro la degenerazione maculare senile

Patologie alla retina come la retinopatia diabetica possono essere curate anche gli Omega 3

L’olio di krill può aiutare a ridurre la probabilità di ammalarsi di degenerazione maculare senile (AMD), principale causa di cecità e ipovisione in Occidente e la terza a livello

mondiale. Un nuovo studio sostiene che lo stile di vita, partendo dall’alimentazione, è fondamentale per prevenire una patologia che, andando ad intaccare il centro della retina responsabile della visione frontale (macula), è fortemente debilitante.

In base a questo studio britannico, finanziato dalla Commissione europea, chi prende olio di krill almeno una volta a settimana ha il 50% di probabilità in meno di prendersi la forma umida dell’AMD, quella meno comune (circa il 15% dei casi) ma più pericolosa, rispetto a chi l’assume

in modo saltuario. Infatti questa patologia della retina, se non curata in modo tempestivo, può causare cecità: in sostanza avviene una distorsione del campo visivo che può trasformarsi in veri e propri buchi al centro del campo visivo.

Questo è il primo studio fatto in Europa, dove si dimostra un beneficio sull’AMD umida derivante dall’assunzione di olio di krill, in linea con i risultati ottenuti negli Usa e in Australia.

proteggere la pelle dei bambini dai danni del freddo

Olio di krill e pelle dei bambini

Neonato

Il cambio di stagione, gli sbalzi di temperatura, possono rovinare la nostra pelle rendendola sensibile e screpolata. Ancora di più quella dei bambini che risulta più sensibile e delicata. Spesso la protezione di creme e abbigliamento possono non essere sufficienti a proteggere da secchezza e dermatiti da freddo.

Bisognerebbe prendere spunto dagli eschimesi, i quali seguono una dieta ricca di Omega-3. Ci si è domandati per molto tempo come facessero a proteggersi dal freddo e a mantenere la pelle sana anche a temperature bassissime.

La dieta degli eschimesi è ricca di Omega 3 e vitamine B. La Vitamina B protegge la pelle e l’efficienza dei vasi sanguigni, agendo da vasodilatatore, molto importante quindi per chi pratica sport perché aiuta ad ossigenare i tessuti e aiuta ad eliminare le scorie. Si trova soprattutto in alimenti come le carni di maiale e il pollame, il fegato di manzo, il pesce spada, salmone e tonno. In frutti come i mirtilli, i funghi, le arachidi e nel lievito di birra. E poi anche la Vitamina B5 che si trova nelle aragoste e nei crostacei e in carne rossa, fegato, lenticchie, piselli, soia, cereali integrali,  uova, arachidi e pappa reale Omega 3.

Oltre alla vitamina B un altro grande alleato della pelle è costituito dagli Omega-3 che come detto più volte sono componenti fondamentali delle membrane cellulari e del tessuto epiteliale, e si trovano nell’olio di krill.

Gli acidi grassi essenziali in esso contenuti prendono parte anche alla formazione del film idrolipidico prodotto a livello della cute e del cuoio capelluto dalle ghiandole sebacee e da quelle sudoripare. Oltre che negli integratori come l’olio di krill, si trovano  nel salmone e tonno, pesce azzurro, semi e oli di semi, soia e in molte verdure come spinaci, broccoli, lattuga e cavolo verde, noci, cereali e alghe.

Olio di krill e acne vulgaris

Acne giovanile e in età adulta

L’acne vulgaris è una delle malattie che colpisce la pelle diffusa soprattutto nei paesi occidentali, soprattutto tra i giovani.

Essa provoca l’infiammazione dei follicoli piliferi e delle loro ghiandole sebacee. Il meccanismo patogenetico dell’acne però non è ancora stato pienamente chiarito, e pare coinvolgere fattori ereditari, ambientali e ormonali.

In tempi recenti, l’effetto dell’alimentazione sull’acne vulgaris è stato oggetto di molte discussioni, ad esempio, l’iperglicemia indotta da alimenti ad alto indice glicemico sembra causarne l’insorgenza.

Gli acidi grassi Omega-3 contenuti nell’olio di krill influenzano la sintesi di molte molecole proinfiammatorie. Il GLA è uno degli acidi grassi Omega-6 essenziali che possiede effetti antinfiammatori sull’epidermide umana e sembra che abbia un ruolo importante nel preservare l’integrità della barriera cutanea.

Perciò, gli studiosi hanno evidenziato l’azione degli Omega-3 e GLA nel migliorare l’acne vulgaris, e hanno messo a punto uno studio, il primo nel suo genere, per constatare l’efficacia clinica e la sicurezza di Omega-3 e GLA nel trattare l’ acne che colpisce il viso.

Nello specifico gli Omega-3 contenuti nell’olio di krill diminuiscono il numero delle lesioni acneiche.

Summary
Review Date
Reviewed Item
omega 3
Author Rating
51star1star1star1star1star
© 2017-2018 Vedova d.o.o., Sedejeva ulica 4, 5000 Nova Gorica, Slovenia disclaimer | termini e condizioni | privacy policy & cookies