Il ruolo degli acidi grassi polinsaturi e loro metaboliti relativamente alla proliferazione e differenziazione delle cellule staminali

Il sistema nervoso di ogni essere umano è altamente arricchito dalla presenza cospicua di acidi grassi polinsaturi a catena lunga (noti anche con l’utilizzo della sigla, o dicitura, scientifica di PUFAs). Gli acidi grassi essenziali, vale a dire gli acidi grassi polinsaturi di omega – 6 (detti anche n – 6) e di omega-3 (detti diversamente anche n – 3) ed i loro metaboliti sono dei componenti critici della struttura e della funzione cellulare, e possono di conseguenza influenzare il destino delle cellule staminali.

Prima di vedere nel dettaglio gli esperimenti che sono stati compiuti in merito, cerchiamo di capire cosa sono nello specifico i metaboliti.

Come dice la radice stessa del nome, questi non sono altro che i prodotti, o i risultati, dei diversi processi compiuti dal metabolismo degli esseri umani. Sappiamo infatti che qualsiasi sostanza venga assunta dal nostro organismo subisce, al suo interno, un processo di elaborazione e di modifica, durante il quale viene assimilata dalle cellule o pure eliminata, in qualità di materiale di scarto, dall’organismo umano.

Tra le due, le cellule che vengono assimilate nell’organismo, a processo ultimato, prendono per l’appunto il nome specifico di mateboliti.

I dati sperimentali di supporto disponibili, in rapporto alla stretta collaborazione tra acidi grassi polinsaturi e la proliferazione delle cellule staminali, rivelano che proprio questi ultimi acidi grassi polinsaturi di tipo n – 6 e n – 3 ed i loro metaboliti possono agire attraverso meccanismi dei più diversi e dei più svariati, per arrivare a promuovere la proliferazione e la differenziazione di vari tipi di cellule staminali.

Gli acidi grassi polinsaturi e i loro mediatori hanno in un certo senso la stessa funzione che hanno gli spartitraffico in una città: regolano infatti i diversi processi che si svolgono all’interno del cervello, come la neuro – trasmissione, la sopravvivenza cellulare e la neuro – inflammazione, e quindi, conseguentemente, anche l’umore e la cognizione.

I diversi livelli di acidi grassi polinsaturi e le molteplici vie di segnalazione che loro stessi regolano sono alterate in vari disturbi neurologici molto specifici, tra cui la malattia di Alzheimer e la depressione maggiore, spesso dovuta, o per lo meno strettamente collegata, alla malattia stessa.

Pertanto, il chiarimento del ruolo che gli acidi grassi polinsaturi hanno e dei loro diversi metaboliti nella regolazione del destino, o nelle diverse funzioni, delle cellule staminali è importante per la biologia delle cellule staminali e per la terapia annessa delle cellule staminali.

Gli interventi a base acidi grassi polinsaturi, creati in particolar modo per generare un ambiente positivo e stimolante per la proliferazione o la differenziazione delle cellule staminali potrebbero portare ad un approccio promettente e pratico sul controllo del destino delle cellule staminali per le specifiche applicazioni cliniche.

Sullo studio delle cellule staminali sono stati fatti moltissimi progressi negli ultimi anni, e molto probabilmente molti altri ce ne saranno da fare per poter dar uno sviluppo ulteriore alla ricerca per la cura di diverse malattie.

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