Gli Omega 3, assieme agli Omega 6, sono gli acidi grassi essenziali che, però, il nostro corpo non riesce a sintetizzare, quindi dobbiamo procurarceli con l’alimentazione.

Se gli Omega 6 sono comunissimi e i cibi che consumiamo di più ne sono pregni, di Omega 3 c’è decisamente carenza, soprattutto di EPA e DHA, dato che si possono trovare in alimenti che si consumano meno volte in una settimana, come pesce, determinati tipi di verdure, legumi, semi ed alghe.

Perché la nostra cultura è orientata così tanto verso alimenti contenenti gli Omega 6, che favoriscono i processi infiammatori, e non verso gli Omega 3, universalmente ritenuti più sani e, per molti, elisir di lunga vita?

La risposta potrebbe essere sconvolgente: è colpa della agricoltura.

Le carni migliori provengono dagli animali erbivori

carne

Agli albori del 1900, infatti, gli allevatori industriali hanno compiuto un cambiamento che potrebbe sembrare minore ma che ha poi inciso profondamente, ad effetto domino, anche sulla nostra attuale alimentazione: hanno iniziato a nutrire gli animali, quelli erbivori, con i cereali puntando a farli aumentare di peso e poter vendere una merce più abbondante e succulenta.

Il cambio di alimentazione degli animali di cui ci cibiamo non può essere considerata una questione di secondo grado quando è proprio ciò che mangiano ad influire sulla qualità della loro carne. In poche parole, chiare e semplici, eliminando la dieta erbivora e favorendo quella ai cereali, gli agricoltori hanno reso gli animali stessi più portatori di Omega 6 che Omega 3 .

Qualora questi animali avessero continuato a mangiare ciò di cui sono naturalmente portati a cibarsi, come l’erba, la loro carne sarebbe più ricca di Omega 3 e noi, ora come ora, non dovremmo preoccuparci così tanto di come assumere questo tipo di acidi grassi se la nostra stessa cultura di massa ne fosse già piena di suo, come invece accade per gli Omega 6.

Anche se pensiamo di avere tante scelte, in realtà le nostre possibilità sono comunque legate a ciò che il supermercato, quindi l’industria di massa, ci fornisce e sono tutti alimenti a scarsa quantità di Omega 3 , guarda caso una di quelle cose che potrebbe farci vivere in modo molto più salutare.

Cereali e carboidrati: l’alimentazione di massa

cereali

Pensiamo anche solo ad una classica giornata media, almeno per la maggioranza delle persone: alla mattina ci si alza e si fa colazione e si mangia generalmente una brioche, perché la più sponsorizzata, che nel nostro stesso immaginario fa rima con colazione.

A metà mattinata magari mangiamo un panino, tanto per smorzare l’appetito in vista del pranzo, dove mangeremo un piatto di pasta, un trancio di pizza o ancora un altro panino.

Alla sera solitamente si predilige carne o pesce, in base al giorno, mentre pane, frutta e verdura faranno, se presenti, da contorno. Certo, la descrizione appena fatta può non valere per tutti ma si può dire con assoluta tranquillità che è un ritratto parecchio verosimile di alimentazione moderna.

E cos’hanno in comune tutti i pasti della giornata? I cereali e i carboidrati .

Troppi cereali e carboidrati fanno ingrassare e non sono nutrienti!

Troppi cereali non fanno bene alla salute

Prima che questa sorta di rivoluzione industriale agricola cambiasse l’alimentazione degli animali d’allevamento agli inizi del secolo scorso, i cibi “di massa” non erano così carenti di Omega 3 e così, invece, ripieni di Omega 6.

Questo mutamento epocale, rimasto tale e sviluppatosi ulteriormente nei decenni, è arrivato sino ai giorni nostri, fornendoci pertanto un’alimentazione fortemente calorica, poco sana e che favorisce infiammazioni e obesità (i cereali fanno ingrassare volutamente gli animali, quindi va di per sé che facciano lo stesso anche con gli esseri umani).

Volenti o nolenti, è la distribuzione a guidare le scelte che compiamo in quanto ad alimentazione e l’offerta “di chi comanda”, ovviamente, include soprattutto il cibo che si conserva meglio per il lungo tempo necessario a percorrere grandi distanze: i prodotti raffinati derivati dai cereali.

Pasta, pane e pizza: tantissime calorie, nessun micronutriente

Pasta, pane e pizza non contengono nessun micronutriente

Quali sono i prodotti raffinati, derivati dai cereali? Rispondono all’appello pane, pasta e pizza di farina raffinata, alimenti che tutti amiamo, che però introducono nel nostro corpo quantità enormi di calorie ‘vuote’, perché prive di micronutrienti.

Gli Omega 3 sono quasi sparitio dalle nostre tavole perché , oltre a non favorire l’ingrassamento degli animali da allevamento, sono ospiti scomodi della grande distribuzione dato che rende gli alimenti in cui sono presenti più rapidamente deperibili. Questo ha, ovviamente, lasciato via libera all’ascesa dei carboidrati raffinati, che hanno tempi di conservazione più lunghi, e, in soldoni, danno meno problemi.

La carne che una volta era ricca di Omega 3, famosi per i molti benefici, perché derivava da animali che a loro volta si cibavano di vegetali a foglia verde quindi Omega 3, ora è, al contrario, ricca di Omega 6. Va di conseguenza che i prodotti derivati da questi animali, come latte, formaggi e uova, siano anch’essi figli dello squilibrio tra Omega 3 e Omega 6, a favore di questi ultimi, a noi essenziale per proteggerci da malattie ed infezioni.

Burro e panna: gli alimenti “banditi” ma tanto ricchi di Omega 3

Il burro è ricchissimo di omega 3!

I grassi, attualmente, sono visti proprio come, nei secoli scorsi, il popolo vedeva le streghe : degli alimenti da tenere a bada e spesso da indicare come i colpevoli di qualsiasi male e da bandire dalle diete. Invece i grassi, in particolare gli acidi grassi ‘buoni’, sono anche loro essenziali per il nostro fabbisogno e, in molti casi, sono anche utilissimi contro molte patologie.

Ci hanno fatto eliminare burro e panna perché troppo grassi, quando invece sono ricchi di Omega 3 perché provengono da animali erbivori (se allevati al pascolo), a favore degli oli di semi (come l’olio di mais e di girasole), la maggior parte dei quali ha un più alto contenuto di Omega 6.

Ecco come ritrovare l’armonia con gli omega 3

sardine, ricchissime di omega 3

Ma come fare a vivere nuovamente in armonia con gli Omega 3 se non possiamo consumare troppo pesce (l’Omega 3 risiede nel pesce azzurro e in quelli di piccola taglia), perché in alcune varietà di pesci di grande taglia o i molluschi, si accumulano nei propri tessuti, in particolare quelli adiposi, POP, PCB, mercurio e inquinanti vari?

La risposta più sensata è, come prima cosa, ridurre la quantità di Omega 6 che ingeriamo con l’alimentazione , raccomanda Susan Allport, studiosa americana di acidi grassi Omega, e tornare ad un’alimentazione fondata sui vegetali erbacei.

Attenzione, con questo non si consiglia una dieta totalmente vegetariana , (v’invitiamo a leggere questo articolo, dove si parla della differenza tra Omega 3 vegetali e Omega 3 animali), bensì un regime alimentare che includa, assolutamente, anche le carni, a patto che esse provengano da animali nutriti rigorosamente con erba.

Date di nuovo una possibilità all’Omega 3, data una possibilità alla vostra salute.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica; si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull'uso di un medicinale è necessario contattare il proprio medico.

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