I grassi fanno tutti male?

In una realtà sempre più concentrata sulla forma e il benessere fisico i grassi contenuti nella nostra dieta sono sempre più demonizzati.

Di fatto tuttavia i grassi sono parte integrante e fondamentale del nostro metabolismo che li brucia per produrre energia. In effetti, molto più difficile da metabolizzare sono i carboidrati che tra l’altro in nostro corpo cerca di eliminare totalmente mentre sono i grassi a essere utilizzati dall’organismo come riserva.

Ecco quindi che diventa necessario fare una distinzione tra grassi buoni e grassi cattivi, per garantire al nostro corpo i preziosi nutrienti necessari per il corretto funzionamento e benessere.

Grassi “buoni”

La categoria dei grassi si suddivide in quattro gruppi, polisaturi, monosaturi, saturi e insaturi. All’interno di ognuna di queste categorie ci sono alcuni grassi che devono assolutamente essere consumati all’interno di una dieta equilibrata.

I polisaturi ad esempio, altamente demonizzati, annoverano tra le loro fila gli Omega 3 che sono indispensabili per il corretto funzionamento del nostro sistema cardiocircolatorio. Nella medesima categoria anche l’Acido Linoleuco Coniugato che, addirittura, è soprannominato “il grasso che riduce i grassi”.

La sua assunzione, infatti, accelera il metabolismo aiutando a sintetizzare gli altri grassi, sempre polisaturo è anche l’Acido Pinoleico che come il precedente è consigliato nelle diete ipocaloriche per la sua peculiarità di ridurre il senso di fame. Questi tre grassi fondamentali li troviamo nei semi, nelle noci, nei pinoli, nelle verdure a foglie larghe e verdi, nelle alghe, oltre che nel pesce e nei crostacei.

Tra i grassi buoni spiccano inevitabilmente quelli contenuti negli alimenti e negli oli vegetali, avocado, burro di arachidi rigorosamente biologico, olio di semi di lino, olio di cocco, olio di semi di canapa, olio di ribes nero e olio di soia sono solo alcuni tra i più importanti.

Grassi “cattivi”

I grassi saturi fanno male alla salute

A primeggiare nell’elenco dei grassi nocivi sono sicuramente quelli di origine animale. Non è un segreto, infatti, che il nostro organismo non è in grado di metabolizzare questo genere di grassi che diventano una vera e propria colla per le pareti arteriose, andando a formare le placche arteriosclerotiche responsabili delle maggiori patologie cardiocircolatorie.

Ecco quindi che diventa imperativo ridurre drasticamente il consumo di insaccati grassi come salame, pancetta, coppa, lardo, cotechino, zampone ecc… ecc… Pelle di pollo e tacchino, grasso di gallina, braciole di manzo e di maiale che contengono un altissimo contenuto di grassi polisaturi negativi.

Formaggi grassi e burro sono da equiparare all’assunzione della margarina che, sebbene considerata light è invece molto nociva per l’organismo.

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