EPA e DHA: tutto a riguardo

Integratori di Omega 3 in capsule di olio di pesce

Da buoni occidentali, la maggior parte di noi consuma una dieta che predilige l’assunzione di alimenti ricchi di Omega 6 più che di Omega 3, banalmente perché gli Omega 6 sono contenuti in molti più cibi.

Gli uomini del Paleolitico vivevano, per assurdo, con diete più sane, dove l’apporto tra Omega 6 e Omega 3 era di 1:1, ma con il passare dei millenni tutto cambia: l’uomo ci ha messo la sua mano e l’industria ha vinto, tanto da trasformare un’alimentazione salutare in qualcosa di sicuramente più studiato, succulento e più affascinante nel packaging, ma molto più pericoloso per il nostro corpo.

Non che gli Omega 6 siano un male di per sé, perché entrambi gli acidi grassi essenziali (Omega 6 e 3) portano dei benefici, il problema, però, risiede sempre e comunque nella dose in cui consumiamo questi alimenti che li contengono!

Se un rapporto ideale, studiato per l’attuale società, indica che ad ogni Omega 3 debbano corrispondere sei Omega 6, cosa capita se vi diciamo che, nella dieta occidentale odierna, il rapporto sta, almeno, a 10:1 (Omega 6:Omega 3)?

Lo squilibrio tra Omega 6 e Omega 3

Il rapporto di squilibrio tra gli acidi grassi essenziali Omega 6 e Omega 3 , chiamati così perché il nostro corpo non riesce a sintetizzarli da sé e quindi dobbiamo recuperarli noi con la nostra alimentazione, è proprio ciò che determina l’origine infiammatoria di tantissime malattie e patalogie che hanno l’infiammazione come radice e fattore scatenante (ed anche qualche malattia autoimmune, ad esempio il Morbo di Chron).

Come ogni cosa potenzialmente buona e con azioni benefiche, l’extradosaggio può rivelarsi un pericoloso rovescio della medaglia.

Come difendersi da tutto ciò?

Fortunamente abbiamo l’opportunità di difenderci tramite l’informazione, che sia con libri o siti web specializzati, (come ad esempio il nostro 3Omega3.it , pieno di articoli su tutto ciò che riguarda il mondo Omega 3) e vi accompagneremo alla scoperta del rapporto che intercorre tra EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), i due nutrienti Omega 3 che hanno le più importanti e potenti funzioni antinfiammatorie .

EPA e DHA attenuano e riducono molte malattie!

Gli acidi grassi Omega 3 sono contenuti, principalmente, nel pesce grasso come salmone, sgombro, tonno, aringhe e altre tipologie di pesci azzurri e di piccola taglia. Questi appena citati sono anche gli alimenti con il più alto tasso di EPA e DHA .

Gli acidi grassi Omega 3 EPA e DHA hanno notevoli proprietà benefiche sul nostro corpo, a cominciare dal cervello fino all’attenuamento, e in molti casi riduzione, di svariate malattie cardiovascolari.

Ma non solo.

EPA e DHA sono anche un toccasana per malattie coronariche, ipertensione, diabete, artrite e di altri problemi di natura infiammatoria nonché di patologie di natura autoimmune, di alcune tipologie di cancro e, non da meno, sono essenziali per la normale crescita e lo sviluppo e per la retina.

La sintetizzazione di EPA e DHA

EPA e DHA sono derivati metabolici dell’acido alfa linolenico.

Un enzima (Δ-6-desaturasi) si occupa della trasformazione dell’ ALA (acido alfa linolenico) in EPA e DHA , ben più utili al nostro organismo, ma la sua attività catalitica non solo diminuisce con l’invecchiamento, in caso di alcolismo, di dieta ipoproteica, iperglicemia e trattamento con farmaci glucocorticoidi (come il cortisone) ma, spesso, risulta proprio insufficiente di suo perché non riesce a sintetizzare quanti EPA e DHA servirebbero.

É bene, quindi, essere consapevoli che, per quanto lo stesso acido alfa linolenico sia importante, il suo apporto benefico non sarà mai al livello di quello di EPA e DHA .

Ne consegue che dovremmo favorire l’assimilazione di nutrienti che contengono già direttamente una più alta percentuale di EPA e DHA senza sperare che, assimilando cibi contenenti solo ALA, il nostro corpo li catalizzi e sintetizzi poi automaticamente in EPA e DHA perché non è così!

EPA e DHA proteggono le membrane cellulari

EPA e DHA , una volta introdotti dagli alimenti, hanno un importante compito bioregolatorio: essi vengono poi, subito, accorpati nella membrana cellulare che sarà impegnata nella formazione del doppio strato lipidico.

Una protezione delle membrane cellulari è essenziale per proteggerci da infiammazioni e problemi ancora più gravi, quindi vedete come il ruolo degli acidi EPA e DHA è davvero importantissimo.

EPA e DHA: cos’hanno di diverso?

EPA e DHA , nonostante siano sempre accorpati ed intesi come “il cuore degli Omega 3” , quelli che fanno davvero la differenza, non sono uguali e hanno caratteristiche e proprietà differenti l’uno dall’altro.

L’ EPA è più impegnato nel controllo dell’infiammazione e nella salvaguardia del sistema immunitario producendo le prostaglandine, che hanno proprietà antinfiammatorie e antiaggreganti.

Il DHA , invece, è colui che controlla e regola la pressione arteriosa, quella dei trigliceridi, interviene sulle funzioni cognitive (da studi è stato evidenziato come vi sia anche una diminuzione sensibile del rischio di Alzheimer), ha la proprietà di aumentare il colesterolo buono a sfavore del colesterolo cattivo e di migliorare la sensibilità cellulare all’insulina.

É indubbio che il DHA abbia la maggior parte di cose di cui occuparsi per prendersi cura di noi al meglio , seppure l’EPA gli dà una considerevole mano!

EPA e DHA: quale acido grasso è meglio per noi?

Come abbiamo appena visto, è il DHA a fare la maggior parte del lavoro rispetto all’ EPA , senza nulla togliere a quest’ultimo, e in questo spazio vogliamo approfondire la questione, perché abbiate le idee ancora più chiare.

Ecco quali sono le patologie ad origine infiammatoria che gli Omega 3 possono aiutare a combattere e, in molti casi, ridurre e vedremo nello specifico perché il DHA è l’acido grasso di cui abbiamo più bisogno tra EPA e DHA .

I benefici del DHA

Il pesce azzzurro è il più ricco di Omega 3

  • Infiammazioni generiche

Un supplemento aggiuntivo di DHA , è stato dimostrato, ha diminuito il numero di neutrofili circolanti, le concentrazioni di proteina C-reattiva (CRP) e dell’interleuchina-625.

  • Cancro

In studi tratti da esperimenti eseguiti su animali, il DHA si è rivelato più forte rispetto all ’EPA nell’ inibire il fattore di attivazione della proteina 1 (AP-1) che è implicata nello sviluppo tumorale.

  • Ipertensione

In soggetti con diabete e ipertensione è stato osservato come, con livelli alti di DHA nel sangue, vi sia stato un miglioramento dei valori di pressione.

Dove troviamo più EPA e DHA?

EPA e DHA , come già detto, si trovano in percentuale maggiore nei pesci dei mari freddi, e chi mangia la giusta dose di pesce a settimana trarrà sicuramente più benefici di chi sceglie di ricercare gli Omega 3 in fonti vegetali, che di EPA e DHA ne contengono sensibilmente meno.

Pesce vs Omega 3 vegetali

Negli Omega 3 Vegetali, al contrario, vi si può trovare più ALA!

L’acido alfa linoleico fa anch’esso bene alla nostra salute, in dosi controllate, e contiene al suo interno gli EPA e DHA . Penserete: “Beh, allora è più completo! No?” No, c’è un problema. L’enzima che deve occuparsi di sintetizzare EPA e DHA dall’ ALA, come vi spiegavamo prima, non è abbastanza forte da compiere un lavoro soddisfacente, che ci restituisca la percentuale di EPA e DHA che ci serve.

Parlando in percentuale, che rende sempre meglio l’idea, la misura in cui possiamo assimilare EPA e DHA dal pesce o dagli integratori è da 10 a 100 volte superiore (in base al pesce e all’integratore) rispetto alle fonti di Omega 3 Vegetali che possiamo reperire in natura.

Appurato che il pesce, l’olio di pesce e gli integratori dello stesso hanno decisamente più EPA e DHA degli Omega 3 Vegetali, andiamo a trattare, in breve, di questi alimenti.

Il miglior olio di pesce ha più EPA e DHA!

Gli oli di pesce, così come gli integratori a base di esso, non sono tutti uguali .

Le aziende che producono olio di pesce sono di diversi tipi, hanno diversi budget ed immettono sul mercato prodotti profondamente diversi, non tutti raccomandabili. Anzi! Tutto dipende da come viene prodotto l’olio di pesce e da quanti soldi vengono spesi per purificare e ultrapurificare l’olio che verrà poi venduto per costituirne gli integratori.

I processi di produzione dell’olio di pesce

I processi di produzione dell’olio di pesce differiscono tra quelli meccanici a spremitura a freddo , dove l’olio di pesce originario viene privato quanto più possibile degli agenti inquinanti che lo costituiscono e ne viene fuori un prodotto che rispetta le sue qualità benefiche di partenza, e tra i metodi della raffinazione , che prevedono l’utilizzo di solventi chimici che alterano tutte le proprietà primitive del prodotto, rendendolo sicuramente gustoso e sfizioso ma altrettanto dannoso e poco consigliabile.

La fase che determina la differenza sostanziale tra i vari oli di pesce, dove si vanno a creare i rapporti di EPA e DHA più importanti e le loro concentrazioni finali, è la Distillazione Molecolare Avanzata .

Distillazione Molecolare Avanzata

É nella Distillazione Molecolare Avanzata , infatti, attraverso una lavorazione a sottovuoto, che il punto di ebollizione degli EE (gli Esteri Etilici) diminuisce e vi è una separazione tra acidi grassi a catena lunga (più difficili da digerire) e quelli a catena corta (più semplici da digerire) e, così, si vanno ad innalzare i livelli di EPA e DHA .

Come dicevamo prima, però, non tutte le aziende si dedicano a sufficienza a questa fase, la più delicata e dispendiosa, quindi ne vengono fuori i prodotti più disparati, dove i livelli di EPA e DHA cambiano in modo considerevole dall’uno all’altro, anche se ugualmente smerciati dai vari rivenditori e messi, erroneamente, tutti allo stesso livello.

Meglio informarsi prima di acquistare!

Infomazioni Google

Ciò che spinge all’acquisto è solitamente il prodotto in offerta, quello che si presenta al meglio, quello che sembra “carino” e per giunta anche meno costoso. Ed è proprio così che, alla fine, optiamo per il nostro integratore Omega 3, non badando ad altro che ad un nostro impulso e al senso estetico.

La tentazione è comprensibile, specie per chi non si intende di alimentazione e corre al supermercato a comprare la prima cosa che gli sembra più adatta o che gli ispira di più, però è importantissimo informarsi a dovere quando si tratta della nostra salute e di quello che introduciamo nel nostro corpo , e ancora di più quando si tratta di integ

Quello che dobbiamo guardare non è tanto l’involucro, neanche il prezzo, basso o alto che sia, ma la concentrazione di EPA e DHA contenute nelle capsule !

Una volta che ci saremmo sincerati di quanto EPA e DHA contenga quel determinato integratore, allora sì che potremmo fare la nostra scelta in completa sicurezza, sapendo di aver fatto la cosa giusta e di aver trovato il miglior integratore Omega 3 per noi.

Avendo analizzato il ruolo di EPA e DHA ed evidenziato come il DHA sia più operoso dell’ EPA , verrebbe più naturale consigliarvi di orientarvi sugli integratori che contengono più DHA.

Questo è solo una minuzia, certamente, perché l’importante è guardare la percentuale genere di entrambi EPA e DHA !

Se non si hanno obiettivi specifici o malattie che necessitano un maggior apporto di DHA sull’EPA, e si vuole solo rimanere in salute e in forma, scegliete pure gli integratori contenenti alte percentuali di EPA e DHA il cui rapporto fra i due si avvicini al 50:50 e sicuramente non sbaglierete.

IFOS: ecco chi certifica i migliori integratori Omega 3

IFOS International Fish Oil Standards logo Omega 3

Photo credit: IFOS official website http://nutrasource.ca/ifos/

 

Se il vostro dubbio finale, dopo aver letto l’articolo, è qualcosa come: “Ma chi mi dice, chi mi certifica, quale siano effettivamente i migliori integratori Omega 3”? eccovi la risposta.

L’IFOS , (International Fish Oil Standards) é la società , la cui fama è riconosciuta in tutto il mondo, che riceve e analizza tutti i prodotti a base Omega 3 prodotti da tutte le aziende esistenti (quelle che decidono di sottoporre la loro merce al vaglio, meglio precisarlo) e che, dopo aver analizzato tutto, affida da 1 a 5 stelle in base alla qualità riscontrata da quel determinato prodotto, creando un vero e proprio standard da rispettare..

Ogni stella IFOS rappresenta un valore diverso e uno di queste la si affida proprio a quelli prodotti con una maggior percentuale di EPA-DHA , che ne innalzano indubbiamente la qualità finale.

Chi è particolarmente curioso e volesse approfondire, sappia che l’IFOS mette a disposizione tutti i risultati delle loro analisi sul loro sito internet, in una forma perfettamente comprensibile anche per chi non è addetto ai lavori.

Non acquistate d’impulso, leggete prima sempre le etichette! Ne va della vostra salute.

 

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Per approfondire sui benefici degli Omega-3: omega 3 cervelloomega 3 umoreomega 3 stressomega 3 depressione.

Per conoscerne altri alimenti che contengono Omega 3 (che fanno parte degli Omega 3 vegetali)
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