Come gli Omega 3 nel cervello modulano il numero di cellule microglia e la loro morfologia in risposta all’amiloide – β 1 – 40 intracerebroventricolare nei topi

Premessa

La neuroinflamazione è un meccanismo che viene proposto, nel quale la patologia del morbo di Alzheimer (noto con la sigla abbreviata AD) va a rinforzare e potenziale la morte neuronale ed un conseguente declino cognitivo progressivo.

Il consumo di acidi grassi polinsaturi dell’ omega-3 (conosciuti con la sigla abbreviata PUFA) viene solitamente associato ad un rischio relativamente ridotto di manifestazione della malattia di Alzheimer, specie negli studi di tipo osservazionale negli esseri umani, ed esercita effetti protettivi sul fattore della cognizione e sulla patologia stessa nei modelli animali.

Questi acidi grassi ed annesse molecole derivate da essi sono noti per avere proprietà anti – infiammatorie e pro – risolutive, andando a presentare un potenziale meccanismo per questi effetti protettivi.

Metodi

Qui viene esplorato nel dettaglio questo meccanismo, creato usando dei topi transgenici di grasso – 1 ed altri tipi di cavie selvatiche da una parte nutriti con una dieta di olio di pesce (che presenta una percentuale piuttosto alta negli acidi grassi polinsaturi di tipo n – 3), dall’altra con una dieta  base di olio di cartamo (con un quantitativo di acidi grassi polinsaturi di tipo n – 3 trascurabile).

I topi nutriti con grasso – 1 vanno a trasportare un transgene, che consente di convertire l’omega – 6 in acidi grassi polinsaturi di tipo omega – 3. Arrivati a 12 settimane di età, i topi sono stati sottoposti ad un’ infusione intracerebroventricolare (abbreviata con l’utilizzo della sigla ICV) di amiloide – β 1 – 40.

I loro cervelli sono stati raccolti tra 1 e 28 giorni post – icv e i vari microgasmi ippocampali, astrociti e neuroni degeneranti sono stati quantificati mediante un sistema immunistochimico con microscopia epifluorescenza, mentre la morfologia di microglia è stata valutata con microscopia confocale e una successiva analisi scheletrica.

Risultati

Come gli Omega 3 nel cervello modulano il numero di cellule microglia e la loro morfologia in risposta all'amiloide – β 1 – 40 intracerebroventricolare nei topi

I topi selvatici caratterizzati da grasso – 1, che sono stati alimentati con la dieta dell’olio di cartamo e gli altri topi selvatici alimentati con la dieta a base di olio di pesce avevano una componente DHA del cervello decisamente più elevata rispetto ai topi alimentati con la dieta data dall’olio di cartamo.

Rispetto ai topi selvatici alimentati con la dieta a base di olio di cartamo, i topi con grasso – 1 mostravano un picco molto più basso nel numero complessivo di microglia etichettati, mentre, diversamente, i topi selvatici che sono stati alimentati con olio di pesce avevano un numero minore di neuroni degeneranti, ed entrambi presentavano delle alterazioni nella morfologia microglia a 10 giorni dal post – operatorio.

Non c’erano differenze nel numero di astrociti in nessun momento e nessuna altrettante differenza nel corso del tempo nella microglia o nell’attivazione degli astrociti dopo l’infusione dell’amiloide – β 1 – 40.

Conclusioni

L’aumento del DHA omega 3, dai molti benefici, del cervello, attraverso l’utilizzo di mezzi dietetici o transgenici, va a ridurre alcuni elementi caratteristici della risposta infiammatoria all’amiloide – β in un tipo di modello come quello di un topo a cui è stata iniettato il morbo dell’Alzheimer.

Questo va a supportare l’ipotesi che gli acidi grassi polinaturi di omega – 3 possono essere effettivamente protettivi rispetto alla malattia di Alzheimer, modulando la loro risposta immunitaria in funzione all’amiloide – β.

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