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Omega 3 e colesterolo

Grassi saturi sono abbondanti di Omega 6 e possono innescare infiammazioni

Gli acidi grassi Omega 3 sono grassi essenziali necessari per la salute dell’uomo ma da introdurre attraverso l’alimentazione perché l’organismo non è in grado di produrli.

Gli Omega 3 svolgono un ruolo essenziale e fondamentale per l’uomo ed il bisogno di assunzione lo accompagna per tutta la sua vita.

Sono importantissimi per lo sviluppo psico fisico della persona e per la prevenzione di malattie cardiovascolari e immunitarie. Contrastano anche il progredire di molte malattie metaboliche come il diabete o patologie come ictus, Alzheimer, o autoimmuni come l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso. Sono fondamentali anche nella lotta contro il cancro e intervengono positivamente per tenere sotto controllo il colesterolo.

Gli Omega 3 si trovano in quantità sufficienti nei pesci grassi come salmone, tonno, frutti di mare, alghe, sgombri sardine e alici. Nel caso in cui, come suggerisce l’American Heart Association, almeno due volte a settimana non si dovesse riuscire a mangiare a base di pesce grasso, gli omega 3 possono essere integrati in quantità maggiori e concentrate, assumendo l’olio di pesce e l’olio di Krill.

Le cattive abitudini alimentari sono povere di omega 3

La scarsa informazione sull’importanza che gli omega 3 occupano nell’alimentazione e nella salute delle persone si possono notare già nell’età neonatale.

Il feto che durante la gestazione  non riceve sufficienti quantità di Omega 3 dalla propria madre, sviluppa la predisposizione ad avere disfunzioni al  nervo ottico con  annessi problemi di vista.

Il bambino che nei primi anni di vita non assume quantità sufficienti di acidi grassi polinsaturi Omega 3 potrebbe essere maggiormente esposto al rischio di contrarre malattie infettive o di sviluppare patologie. Anche lo sviluppo celebrale è fortemente influenzato dalla presenza o meno dell’Omega 3 nell’organismo.

L’adulto che non introduce quantità sufficienti di omega 3, potrebbe sviluppare patologie metaboliche, essere maggiormente a rischio di problemi cardiovascolari a causa del colesterolo in eccesso,  soggetto a sviluppare malattie autoimmuni e di riportare ai valori minimi i livelli di testosterone che se bassi limitano la qualità della sua vita sessuale e non solo.

L’anziano che non mangia abbastanza alimenti contenenti Omega 3 può essere soggetto al rischio di malattie senili e metaboliche che riguardano la sfera psicologica e quella fisica.

Anziani in salute

La carenza di omega 3 si può facilmente evincere dalla presenza contemporanea e combinata di alcuni sintomi come la scarsa facoltà di memorizzazione, l’affaticabilità esagerata, pelle secca, alterazioni dell’umore che conducono alla depressione, problemi cardiaci e altre sintomatologie che portano allo sviluppo di vere e proprie patologie potenzialmente molto pericolose per il mantenimento della salute.

La dieta contemporanea troppo spesso tende a privilegiare l’assunzione di cibi spazzatura saturi di omega 6, i quali contribuiscono a scatenare l’infiammazione che poi genera le patologie.

E’ importantissimo che nella dieta si riesca a mantenere giusto il rapporto tra l’assunzione di omega3 e di omega 6. La dieta americana, è famosa per essere una dieta a base di carboidrati e grassi,  ricca perciò di grassi cattivi che contiene una sproporzione del rapporto di 25 volte superiore a quella consentita.  Per esempio l’americano tipo se mangia pesce lo mangia fritto, impanato e condito con burro di arachidi o maionese. Il pesce cucinato in questo modo non è più salubre ma diventa cattivo come i condimenti in eccesso utilizzati per renderlo più appetitoso.

La sproporzione tra Omega 3 e Omega 6 di questo cibo cotto in quel modo è sproporzionassimo e i grassi cattivi mangiano letteralmente quelli buoni. 

Un altro alimento molto consumato in America è l’olio di arachidi. Se una quantità minima di frutta secca è buona, il concentrato di grassi cattivi che forma un cucchiaio di burro di arachidi è tale da mettere a rischio la salute di una persona quando si supera l’occasionalità dell’assunzione in piccole quantità . Sappiamo bene che le quantità del burro di arachidi assunto da un americano medio non sono ne occasionali ne tantomeno ridotte.

Anche i dolci americani sono ricchi di grassi derivanti dal burro di arachidi e di altri grassi che li rendono stucchevoli e potenzialmente dannosi per la salute. E’ inoltre palese anche la diversa conformazione fisica dell’obeso mediterraneo rispetto all’obeso americano. Da come si depositano gli accumuli adiposi si comprende quanto sia più pericolosa la possibilità dell’americano di morire a causa di malattie cardiovascolari derivanti da presenza spropositata di colesterolo cattivo e trigliceridi nel sangue.

Quanto sarebbe meglio se anche loro cominciassero ad apprezzare la bontà genuina dei cibi cotti in maniera sana e del buon pesce cotto nella griglia senza l’aggiunta di grassi come la maionese che tra l’altro offusca anche il buon gusto del pesce. Anche in quel caso è la disinformazione in età infantile che genera persone poco attente alla propria salute.

La dieta mediterranea, ricca di omega 3  invece, se seguita in maniera corretta, è considerata una dieta salubre che mantiene il giusto equilibrio tra omega 3 e omega 6. Gli studi scientifici di settore hanno dimostrato che le persone che seguono la dieta mediterranea sono meno soggetti a rischio d’infarto.

Omega 3 e colesterolo nella dieta mediterranea

La dieta mediterannea è il tipo di alimentazione più sano da seguire.

La dieta mediterranea è importantissima anche per il colesterolo. Infatti chi la segue correttamente ha livelli di colesterolo buono HDL molto più elevati rispetto a quanti seguono diete disordinate.

All’aumento del colesterolo HDL corrisponde la diminuzione dei trigliceridi che sono i grassi presenti nel sangue. Gli studi di settore dimostrano che oltre all’alimentazione a base di pesci grassi, assume un’importanza fondamentale anche la sana abitudine di integrare il bisogno di Omega 3, altamente benefico, attraverso l’ingestione di integratori di olio di pesce e olio di Krill che contribuiscono a ridurre i trigliceridi in modo sostanziale.

Giocano un ruolo importante nella lotta al colesterolo anche le noci, alimento ricco di acido linolenico alfa in grado di essere convertite in omega 3 e contribuire ad abbassare i livelli di trigliceridi e colesterolo nei soggetti che presentano valori più alti dei livelli massimi consentiti.

La dieta mediterranea consente di seguire la migliore delle alimentazioni a detta dei medici e secondo gli esperti culinari questa affermazione corrisponde al vero. Poter alimentarsi con il buon pesce grasso ricco di Omega 3 delizia cuore, arterie, ossa, mente e soprattutto il palato. Chi ha la fortuna di vivere vicino alle località di mare può contare sull’acquisto di prodotti ittici freschi e genuini che mantengono inalterate le loro qualità nutrizionali.

Tra l’altro non è assolutamente vera l’affermazione che sostiene che mangiare pesce non sia possibile per tutti. Le sardine e le alici sono i pesci forse più economici messi in commercio ma rappresentano anche un’ottima fonte di omega 3 utile per la salvaguardia della salute del proprio corpo e della prevenzione alimentare di alcune malattie e patologie croniche.

Perché è importante mantenere bassi i livelli di colesterolo cattivo nel sangue?

Colesterolo e trigliceridi alti sono killer silenziosi del nostro corpo che vengono lasciati liberi di circolare all’interno delle vene e del sangue. Nel tempo depositandosi in vari punti possono causare ingenti danni nel sistema cardiovascolare e celebrale. Il colesterolo cattivo presente in dosi massicce, è in grado di causare ictus, infarto, problemi cardiovascolari e favorire l’insorgere di numerose malattie metaboliche.

Per questo motivo si dovrebbe acquisire responsabilità e mangiare in maniera sana ed equilibrata.

Le numerose ricerche effettuate su topi di laboratorio e volontari umani, hanno evidenziato che i grassi omega 3 EPA e DHA presenti nel pesce e nell’olio di pesce, riducono i fattori di rischio cardiovascolari collegati alla presenza eccessiva dei libelli di trigliceridi e colesterolo alto.  Una dieta ricca di omega 3 riduce il rischio di morte per attacco cardiaco e ictus spesso dovuti a ostruzioni dei vasi sanguigni causati dal colesterolo ristagnatosi.

Alcune ricerche evidenziano che l’olio di pesce può essere somministrato anche per prevenire e curare l’indurimento e ispessimento delle arterie tipico dell’aterosclerosi. Gli omega 3 intervengono come spazzini in grado di ridurre le placche presenti e i coaguli di sangue che ostruiscono le arterie. Fungono anche da vigili speciali che impediscono la formazione e lo sviluppo di nuove placche che causano ictus e infarto.

Gli studi scientifici di settore effettuati dagli scienziati su gruppi di volontari ha dimostrato come assumere con regolarità due porzioni di pesce a settimana è sufficiente a prevenire il rischio di ictus del 50% avendo anche importanti proprietà antiossidanti..

Le persone che riscontrano nel proprio sangue dosi elevate di colesterolo, secondo l’associazione American Heart Association devono necessariamente assumere quotidianamente da 2 a 4 grammi di Omega 3 anche mediante la somministrazione di olio di pesce per un periodo non inferiore alle 3 settimane.

Se vogliamo pensare ad un esempio di tutti i giorni che consenta di comprendere meglio come gli omega 3 siano utili per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e trigliceridi possiamo immaginare di trovarci vicino a un fiume.

Se il fiume viene tenuto pulito regolarmente da arbusti e sterpaglie, il fluire dell’acqua sarà regolare e tranquillo ma nel caso in cui non avviene la corretta e regolare pulizia possono insorgere grossi problemi, comprese le inondazioni che possono distruggere l’ambiente circostante. Gli omega 3 nel sangue operano come gli operatori ecologici che aiutano a mantenere pulito il fiume da sterpaglie e arbusti che nel sangue si chiamano trigliceridi e colesterolo.

Le inondazioni sono dovute all’ostruzione del flusso fluviale dovuta all’accumulo di sedimenti di sterpaglie che hanno impedito il normale fluire dell’acqua fino a causare l’esondazione al di fuori del letto del fiume. Se ci pensiamo è ciò che accade quando una persona è colpita da ictus. L’accumulo di colesterolo crea placche e ostruzioni che a lungo andare provocano “l’esondazione” del sangue al di fuori del suo corso normale consentito.

Studi e ricerche sugli omega 3

Studi e ricerca

Per dimostrare l’attendibilità dell’affermazione che gli omega 3 riducono il livello di colesterolo cattivo e di trigliceridi ematici, sono stati condotti numerosi studi di ricerca basati su esperimenti effettuati in topi da laboratorio o volontari umani aventi o meno quantità di colesterolo e trigliceridi superiori o inferiori ai livelli normali consentiti.

A titolo esemplificativo si vuole si vuole esporre i risultati di uno studio scientifico effettuato per stabilire quale sia la portata e il grado di influenza che gli Omega 3 hanno nei confronti di colesterolo e trigliceridi.

Per il lavoro di ricerca. Uno studio volto a valutare i risultati degli Omega3 sul colesterolo e sui trigliceridi, scienziati e collaboratori hanno selezionato 10 soggetti che in tempi diversi sono stati sottoposti al regime alimentare di due diete diverse per la fonte di grassi presenti corrispondenti al 20 % della dieta totale.

Nella dieta n1 la fonde di grassi somministrati son stati rappresentati dall’olio di arachidi e dal burro di cacao;

Nella dieta n 2 la fonte di grassi presente nella dieta è stata data unicamente dalla presenza degli Omega 3.

Tutti i soggetti volontari partecipanti all’esperimento sono stati sottoposti a controllo  per la durata di ogni trattamento corrispondente a 5 settimane per  ogni dieta seguita.  Prima ancora di cominciare il trattamento sono stati sottoposti a controlli clinici utili per conoscere i livelli iniziali dei valori di colesterolo e trigliceridi presenti nel sangue.

Alla fine di ogni dieta si è evidenziato che durante il periodo in cui i soggetti seguivano la dieta n° 2 ricca di omega 3, i livelli di trigliceridi presenti nel sangue si erano ridotti del 66% mentre quelli di colesterolo del 26 mentre seguendo la dieta numero 1 in alcuni soggetti i livelli di trigliceridi e colesterolo cattivo avevano subito una notevole impennata.

Da questo si evince l’importanza della divulgazione di una corretta informazione alimentare che consenta di comprendere quanto sia fondamentale per la dieta quotidiana assumere alimenti ricchi di omega 3 come il pesce salmone, aringhe, acciughe, sgombri, tonno che consentono di condurre una vita sana e attiva riducendo insieme al colesterolo e ai trigliceridi, il rischio di sviluppare malattie metaboliche e croniche talvolta anche fatali.

 

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