Gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi sono detti essenziali perché il  corpo non è capace di produrli, ed è quindi essenziale, appunto, introdurli tramite l’alimentazione. Bisogna introdurre questi “grassi buoni” per mezzo del cibo oppure, se la dieta non è sufficiente, attraverso degli integratori.

I cibi più ricchi di Omega 3 sono: il pesce , in particolare quelli che vivono nei mari freddi come il salmone o il merluzzo e il pesce azzurro (sardine, aringhe, tonno, pesce spada ecc.), olio di pesce semi di lino, semi di Chia, e  frutta secca come le noci. Consumare questi cibi con Omega 3 o utilizzare integratori può quindi essere di aiuto sotto vari aspetti.

Omega 3 a cosa servono: per cuore e trigliceridi

L’assunzione di acidi grassi Omega 3 (nello specifico DHA ed EPA) può dare molteplici benefici al corpo:

insieme all’EPA, il DHA è un valido aiuto per il benessere del cuore e dei vasi sanguigni. Inoltre assumere almeno 2 g al giorno di DHA + EPA può dare una mano a mantenere nella norma i livelli di trigliceridi nel sangue: quanto siano importanti gli Omega 3 lo dicono anche alcune analisi condotte dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, la quale sostiene che assumere regolarmente gli Omega-3 aiuti a preservare il cuore e a controllare il livello di trigliceridi e colesterolo nel sangue.

I ricercatori dell’Università di Miami hanno, inoltre, pubblicato uno studio sulla rivista Journal of Obesity, dove si mette in relazione il ridotto apporto di Omega 3 nella dieta occidentale attuale con lo sviluppo dell’infiammazione (infatti il consumo di acidi grassi Omega-3, come l’EPA, ha avuto una notevole diminuzione nel secolo scorso). Questo insieme all’aumento del consumo di carboidrati raffinati e oli vegetali, che ha provocato un sostanziale aumento dell’infiammazione.

In base a questa ricerca, assumere regolarmente Omega-3 può essere di aiuto per combattere questo problema, ossia una condizione che non si manifesta in modo evidente con sintomi quali rossore, dolore o gonfiore.

La causa che scatena l’infiammazione silente è spesso legata a fattori quali stress, alterazione del ritmo sonno-veglia, inquinamento e in maniera maggiore ad una alimentazione scorretta.

I pesci sono alimenti che contengono Omega 3 in abbondanza

Omega 3 e problemi visivi

Gli Omega 3 sono importanti nutrienti per gli occhi: il DHA può infatti essere di aiuto per il mantenimento di una normale capacità visiva.

Ad esempio, la diminuzione della visione notturna può essere causata proprio da una carenza di acidi grassi Omega 3.

Sport e Omega 3

L’assunzione regolare di Omega 3 può avere effetti positivi anche a livello sportivo, come dimostrato da uno studio italiano condotto nell’Università di Siena. Alcuni atleti hanno preso per 35 giorni olio di pesce e mostrando tempi di reazione più veloci rispetto al gruppo che non ha assunto Omega 3.

Secondo i ricercatori l’assunzione di acidi grassi aiuta a migliorare le performance sportive, fornendo energia e riducendo la fatica.

frutti di mare e sushi, il pranzo medicina che ti rende più in salute

Quando assumere un integratore di Omega 3?

Se non si consumano giornalmente cibi ricchi di Omega-3, o si hanno problemi di assorbimento, oppure si è in gravidanza o l’allattamento ( l’organismo ha bisogno di maggiori sostanze nutritive e anche di Omega 3) bisogna ricorrere all’uso di integratori, attenendosi alle dosi consigliate (non superare i 5 g di DHA + EPA al giorno).

Sushi e Omega 3

Consumare sushi oggi è di monda un pò ovunque, anche in Italia.

Mangiare sushi è una buona abitudine, perché il pesce crudo mantiene inalterate tutte le proprietà dei suoi nutrienti. Bisogna però fare attenzione alla qualità del pesce che si mangia, infatti può accadere di scegliere ristoranti giapponesi che non rispettano le norme igieniche e che non conservano il pesce crudo in modo corretto.

Intossicazione da Mercurio: un problema mondiale

Intossicazione da mercurio: tutti i problemi che causa e come combatterlaLa diffusione del mercurio è estesa su tutto il pianeta terra e rappresenta una grave minaccia per la salute e per l’ambiente.

Oggi, si sostiene che le attività umane siano la causa principale delle emissioni di mercurio sia nell’aria che nell’acqua.

Le attività che provocano un alto tasso di inquinamento da mercurio sono la combustione di carbon fossile, alcuni processi industriali che utilizzano il mercurio e i suoi composti (industria chimica, cementifici, raffinazione del petrolio) e l’estrazione artigianale nelle miniere d’oro.

Molto pericoloso per la salute umana, il metilmercurio è un composto del mercurio che si trova negli organismi viventi, soprattutto nei pesci di grandi dimensioni (tonni, pesci spada ecc.).

Oggi l’esposizione ai metalli pesanti è notevolmente aumentata, infatti essi sono  presenti, anche se in piccole quantità, nell’aria, nell’acqua, nel pesce, nelle occlusioni dentali, e addirittura nei vaccini, ecc.

Il mercurio è un metallo pericoloso in quanto viene facilmente a contatto con il  corpo e si accumula lentamente, arrivando a creare una vera e propria intossicazione.

I principali sintomi di intossicazione da mercurio sono diversi:

Intossicazione da Mercurio: dolori articolari e muscolari

Il mercurio si deposita sui tessuti molto lentamente nel corso del tempo, quindi può generare dolori articolari e muscolari, infiammazioni e rigidità agli arti.

Un altro sintomo dell’intossicazione da mercurio può essere la stanchezza, la debolezza muscolare o i crampi. Naturalmente, non è semplice collegare questi sintomi ad un’intossicazione da mercurio, visto che esistono molte altre malattie che possono avere i medesimi sintomi come la fibromialgia, l’artrite, ecc.

Intossicazione da Mercurio: otturazioni dentali e problemi digestivi

Intossicazione da mercurio: tutti i problemi che causa e come combatterla Anche in presenza di problemi digestivi non è facile parlare di intossicazione da mercurio. Essa può verificarsi quando in bocca si hanno vecchie otturazioni dentali composte da mercurio (oggi non più in uso): alcuni piccolissimi frammenti di mercurio possono essere ingeriti durante la masticazione creando problemi sia allo stomaco che alla flora batterica intestinale.

Intossicazione da Mercurio: disturbi cerebrali

Gli Omega 3 nel cervello modulano il numero di cellule microglia e la loro morfologiaIl mercurio si deposita principalmente nei tessuti grassi come, ad esempio, il cervello.

Un’intossicazione da mercurio può creare problemi alle funzioni mentali. Essa può essere molto dannosa per lo sviluppo cerebrale dei neonati: in gravidanza si raccomanda di consumare con cautela tonno e altri pesci grassi proprio  per evitare che il mercurio presente possa raggiungere il feto e comprometterne lo sviluppo cerebrale.

I sintomi riscontrati, invece, negli adulti sono: emicrania, problemi di memoria e linguaggio, scarsa attenzione e problemi analoghi.

 

Omega-3, intossicazione da mercurio e problemi cardiaci

Omega 3 per il benessere delle arterie e contro il colesterolo cattivo

Gli Omega-3 svolgono un ruolo importante nella prevenzione di disturbi cardiovascolari, tant’è che come terapia post-infarto si usano spesso prodotti a base di Omega-3 come supporto terapeutico.

Consumare pesce fa bene al cuore perché contiene Omega-3 ma, allo stesso tempo, la presenza di mercurio può provocare problemi cardiovascolari.

Alcuni studi sostengono che la percentuale di mercurio nel nostro corpo, anche se bassa, a lungo andare possa andare a causare disfunzioni endoteliali, che provocano danni al sistema circolatorio aumentando la possibilità di incorrere in malattie cardiovascolari.

Un altro studio, invece, tende ad essere più tranquillizzante sotto questo punto di vista, sostenendo che gli Omega-3 del pesce proteggono naturalmente dai danni del mercurio e che non vi siano pericoli al riguardo.

Il Mercurio aumenta il rischio di infarto miocardico, gli Omega-3 lo riducono

Il Mercurio aumenta il rischio di infarto miocardico, gli Omega-3 lo riduconoLa conferma di questa protezione offerta dagli Omega-3 verso i danni provocati dall’intossicazione da mercurio deriva da un esame condotto su 1.500 future madri nelle Isole Seychelles (è stato scelto questo luogo perché il loro consumo di pesce è 10 volte superiore a quello europeo) che ha dimostrato come chi mangia tanto pesce, come queste donne incinte, non danneggia lo sviluppo cerebrale del bambino anzi, è stato confermato gli Omega tre portano molti benefici.

Sarebbe bene consumare solo pesci dal taglio piccolo o quelli di allevamento, evitando così i grandi predatori come tonno o pesce spada, che accumulano elevate dosi di mercurio.

Ma, in questo caso, il rischio sarebbe quello di assumere contemporaneamente pochi acidi grassi Omega 3 e troppo mercurio.

Oggi si è notato un notevole aumento del consumo di pesce di allevamento, che ha portato ad un cambiamento dei mangimi utilizzati per nutrire questi pesci, in precedenza prevalentemente ittici, oggi invece contenenti soprattutto soia e altri cereali, il che comporta l’impoverimento del valore nutrizionale della loro carne e, quindi, una notevole perdita di Omega 3.

 

 

Intossicazione da Mercurio: due studi specificiRisultati degli studi sull’assunzione simultanea di omega-3 e vitamina D

Nel primo studio, un gruppo ambientalista riporta i dati raccolti dopo aver osservato un gruppo di 250 donne in età fertile: alcune partecipanti erano state selezionate in base alla quantità di pesce consumata (compresa tra 220 e 350 grammi a settimana, o anche in quantità superiore), mentre solo una trentina di volontarie lo mangiavano non regolarmente.

Alle donne sono stati somministrati dei questionari alimentari, poi sono stati prelevati loro campioni di capelli ed inviati successivamente ad un’università danese, per verificare sia il quantitativo di mercurio che di acidi grassi nel sangue (Omega 3, DHA ed EPA).

I risultati hanno dato esito negativo: circa un terzo delle partecipanti possedeva livelli di mercurio superiori a quelli consigliati (avendo, quindi un’intossicazione da mercurio), mentre il 59% aveva livelli di queste sostanze nella norma. Gli studi sono giunti alla conclusione che mangiare pesce in modo regolare comporti un accumulo di mercurio e un’assunzione insufficiente di grassi Omega 3. I dosaggi confermano che anche le più accanite consumatrici di pesce spesso non raggiungono valori considerati efficaci.

Nel secondo studio pubblicato su Environment International i ricercatori discutono principalmente sull’impatto ambientale degli allevamenti e sul valore nutrizionale del pesce d’allevamento. Il quadro che viene fuori è allarmante. Ciò comporta  un maggior uso di ingredienti vegetali nei mangimi dati ai pesci (soia e mais) e provoca, altresì, l’aumento delle coltivazioni intensive di cereali che portano, a loro volta, ad un aumento del consumo di suolo e acqua e favorisce l’uso di erbicidi. Il risultato di ciò sono pesci le cui carni sono di gran lunga più povere di Omega 3.

La via migliore, più sicura, è di affidarsi ad integratori Omega 3 di qualità, che danno un giusto apporto del nutriente e hanno tracce di mercurio praticamente nulle.

Come evitare il problema del mercurio e del metilmercurio?

La presenza di mercurio nei pesci grossi è un dato ormai assodato.

I problemi più importanti sono legati in particolar modo alla presenza di metilmercurio, una forma di mercurio molto tossica. Il metilmercurio penetra con grande facilità nell’organismo umano, si accumula principalmente nei globuli rossi e viene poi trasportato in tutto il corpo per mezzo del sangue. Nel caso delle donne, esso giunge fino alla ghiandola mammaria passando nel latte materno.

A differenza del mercurio che è un composto inorganico, il metilmercurio è anche capace di penetrare all’interno della placenta, del cervello e sistema nervoso centrale. Alcuni studi recenti hanno confermato il legame esistente tra l’esposizione del feto al metilmercurio e il ridotto sviluppo neurologico del bambino. Anche nella popolazione adulta non si evidenziano effetti negativi a livello neurologico.

Il Salmone selvaggio è il pesce che contiene più omega 3 in assoluto

Per evitare il rischio di contaminazione e d’intossicazione da mercurio bisogna seguire 4 semplici regole:

1) Scegliere di acquistare pesci che sono meno esposti all’inquinamento da mercurio, come quelli di taglia più piccola e non carnivori; questo perché il mercurio si accumula soprattutto nei predatori, che si nutrono di altri pesci, ricavando dalle loro prede il mercurio contenuto in esse.

2) È buona regola non mangiare più di una porzione di pesci predatori alla settimana (come il pesce spada, il tonno, il luccio ecc). Queste specie sono da alternare con pesci a minor grado di contaminazione come sardine, sgombri, sogliole, trote, salmone ecc che, tra l’altro, sono quelli che contengono maggiori quantitativi di Omega 3!

3) Il consumo di tonno in scatola è sicuro perché vengono prodotti da pesci di taglia più piccola, quindi hanno un contenuto di mercurio più limitato.

4) Le donne che hanno programmato una gravidanza, attualmente incinte o in fase d’allattamento, e i neonati (almeno per i primi 9 mesi di vita) dovrebbero evitare di consumare pesci predatori per scongiurare i problemi che il metilmercurio può provocare sul sistema nervoso in via di sviluppo e non rischiare un’intossicazione da mercurio.

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