Lupus Eritematoso: malattia autoimmune che può regredire con l’Omega 3

Lupus Eritematoso prevenzione

Il lupus eritematoso è una malattia autoimmune cronica non contagiosa ma potenzialmente molto pericolosa che colpisce soprattutto la popolazione femminile in età fertile di tutto il mondo. Ci sono tuttavia casi di lupus che evidenziano come in realtà la malattia può colpire anche uomini e bambini di età compresa tra i 15 e i 44 anni di vita.

Il lupus è considerato una malattia genetica che nelle persone predisposte può essere innescata sia dall’inalazione delle sostanze tossiche cristalline di silice ma anche e soprattutto da fattori ambientali come l’esposizione al sole. Infatti l’individuo colpito , per evitare danni peggiori, non può esporsi alla luce del sole.

Sono particolarmente esposti a rischi di esposizione alle sostanze tossiche pericolose alcune categorie di lavoratori come i muratori,  i dentisti, e i medici e il personale che lavora nei laboratori; Estetiste e le parrucchiere; le persone che maneggiano vernici, i ceramisti, chi sviluppa fotografie nelle camere oscure, e i muratori, i quali vengono in contatto con polvere di quarzo, silice , talco, vernici e calcestruzzi che aggrediscono le cellule polmonari.

Recenti studi effettuati su topi da laboratorio e volontari umani, hanno portato in evidenza la reale potenzialità positiva degli omega 3 nel contrastare e in alcuni casi impedire l’insorgere e lo sviluppo del Lupus.

Ancora una volta gli Omega 3, se assunti con regolarità nel corso di un’alimentazione ricca di pesci e integratori derivati di pesci, si rivelano altamente benefici, delle vere e proprie armi contro le minacce che aggrediscono il corpo umano.

Come reagisce il corpo quando si presenta il Lupus?

Difese sistema immunitario

Il Lupus è una malattia autoimmune cronica che proprio per la sua natura manifesta i suoi effetti malattia cronica, i suoi effetti per una durata prolungata nel tempo che si può misurare approssimativamente nella durata minima di sei settimane e durare fino a molti anni.

Così come accade in tutte le malattie autoimmuni, anche per il lupus Eritematoso, il decorso e il modo di attacco all’organismo è simile. Il corpo attaccato dal lupus, infatti come nelle altre malattie autoimmuni, non è in grado di riconoscere e combattere i virus e i batteri che provengono dall’esterno stanziandosi nei tessuti interni, così crea anticorpi che attaccando i tessuti malati, distruggono anche i tessuti sani. 

Quando il sistema immunitario si prodiga per la produzione degli anticorpi, questi ultimi una volta attivi, nella reazione di difesa, procurano un’infiammazione che causa forti dolori nelle parti del corpo danneggiate che spesso abbassano notevolmente la qualità della vita della persona affetta. Queste persone in stato avanzato di malattia, spesso non sono in grado di compiere neppure le più semplici attività quotidiane come alzarsi, mangiare, uscire per la spesa etc.

Se volessimo spiegare quello che accade all‘organismo quando viene colpito dagli agenti che danno vita ad una malattia autoimmune potremmo pensare di trovarci di fronte ad uno schermo che proietta un film nel quale viene mostrato un campo di battaglia dove eserciti nemici e alleati si trovano a combattere nel buio più totale.

L‘esercito che tenta di difendere il popolo attaccato non è in grado di scorgere nel buio il volto del nemico, tantomeno riesce a comprendere chi sta accanto a lui. In questa situazione di buio infernale, accade l‘imprevisto catastrofico a causa del quale il generale dell‘esercito  nel disperato tentativo di salvare il popolo attaccato, comanda ai suoi uomini di sferrare l‘attacco che però colpirà a morte gli alleati e molti dei poveri innocenti abitanti.

A questo punto l’esercito che si è difeso ha commesso un grosso errore e si ritroverà disarmato e impossibilitato a difendersi dai nemici che saranno in proporzione numerica di gran lunga superiore ai superstiti.

Se adesso vogliamo spiegare cosa accade all’organismo colpito da malattia autoimmune in termini scientifici invece potremmo verificare  cosa accade quando l’organismo esposto a continui rischi finisce per respirare il silice, che notoriamente è un elemento tossico molto pericoloso.

Le cellule del polmone, come spiegato nella metafora in cui si parla di esercito e popolazione attaccata, vengono ammorbidite dalla sostanza tossica che uccide le cellule che ne vengono in contatto. Nel momento in cui avviene questa morte cellulare,  come nel caso in cui il generale viene a conoscenza che i nemici sono entrati nel paese, il sistema immunitario riceve le informazioni che qualcosa è andato per il verso sbagliato.

A questo punto il corpo reagisce come il generale che decide di attaccare il nemico al buio, produce una reazione spropositata e cieca volta alla difesa ma che colpisce e distrugge anche le cellule sane alterando il sistema immunitario.  A questo punto così come accade al popolo e all’esercito decimato dalla battaglia, anche l’organismo subisce negativamente i danni prodotti dalla lotta cellulare avvenuta all’interno del proprio corpo.

La persona affetta dalla malattia diventa fiacca, stanca e piena di dolori che gli rendono impossibile condurre una vita serena e normale.

Gli studi di settore hanno rivelato che gli Omega 3 possono intervenire per sollecitare la regressione della malattia.

Il DHA è il particolare acido polinsaturo Omega 3, contenuto nei pesci grassi e negli oli di pesce e di Krill, è un rimedio potentissimo che assunto attraverso corretta alimentazione quotidiana, interviene in soccorso delle cellule sane, ripristinando la modalità in cui le cellule Macrofagi si relazionano nell’organismo per evitare che continuino ad innescare le risposte autoimmuni . I macrofagi quando viene inibita questa reazione iniziando a inviare segnali anti-infiammatori.

La stessa cosa accade quando si viene in contatto prolungato con materiali come mattoni ceramici  e refrattari che rilasciano particelle, le quali una volta respirate, penetrano nei polmoni in maniera talmente tanto profonda da inserirsi nelle cellule, aumentando così il rischio di insorgenza di cancro ai polmoni e relativa reazione scatenante il lupus.

Ogni anno chi è colpito dal Lupus deve fare i conti con i segni evidenti della malattia che danneggia qualsiasi parte del corpo come la pelle, le articolazioni e gli organi.  La prognosi della malattia non può essere prevista anche perché la persona affetta alterna momenti di remissione a periodi di attività della malattia.

Tuttavia è dimostrato che con l’assistenza medica adeguata e una sana alimentazione ricca di nutrienti idonei come l’Omega 3 consentono alle persone affette da lupus di poter condurre una vita serena.

Quali sono i sintomi del Lupus? 

Non si può stabilire con precisione quali e quanti siano i sintomi principali che avverte la persona affetta da questa insidiosa malattia autoimmune e vascolare.

Tuttavia generalmente le persone che ne sono vittime presentano alcuni sintomi comuni come la forte astenia, la febbre, macchie cutanee, il dolore o il gonfiore alle giunture, problemi renali e disturbi del sistema cardiovascolare. Molto spesso infatti prima di arrivare alla diagnosi che conferma la presenza della malattia, molte persone vengono curate per reumatismi o forme di influenza particolarmente aggressive alle ossa.

Chi è affetto dal lupus ha una maggiore probabilità di avere problemi cardiovascolare. L’affaticamento è uno dei sintomi principali che accomuna tutte le persone malate dal Lupus Eritematoso Sistemico perché all’interno del proprio corpo prende vita una sfiancante lotta intestina tra il sistema immunitario e le cellule sane del corpo che non riconosciute come “presenze amiche”del corpo, vengono distrutte  come nemiche causando deficit e danni all’organismo.

Le manifestazioni cliniche principali che possono evidenziarsi nel paziente malato sono un evidente eritema a farfalla in viso posizionato sul naso e comprendente entrambe le gote e la forte fotosensibilità. Le persone affette dalla malattia infatti spesso, a causa della fotosensibilità conducono una vita lontana dall’esposizione diretta a luce e raggi del sole.

Dal Michigan la scoperta che l’Omega 3 combatte e contrasta il Lupus

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Michigan ha individuato un acido grasso Omega 3 in grado di bloccare il lupus e le altre malattie autoimmuni. L’acido Docosaeisanoico più comunemente definito DHA, è presente principalmente nei pesci grassi come salmone, sgombro, tonno, alici, aringhe e sardine nonché  in quantità concentrate nell’olio di pesce e nelle microalghe di cui i pesci si nutrono .

La conferma è arrivata anche dalla presentazione delle ricerche presentate alla riunione annuale dell’American College of Reumatology e pubblicate nella rivista scientifica di settore PLoS One, dalle quali è emerso che le assunzioni di omega 3 non solo aiutano alla regressione della malattia ma migliorano flusso e funzioni dei vasi sanguigni con conseguente riduzione di sviluppare malattie cardiovascolari.

La ricerca è stata condotta su topi di sesso femminile geneticamente predisposti a sviluppare la malattia. In questi topolini è stato analizzato in quali termini il DHA sia in grado di produrre effetti sulle lesioni a polmoni e reni causate dal lupus, ed è emerso che il 96% delle lesioni polmonari o renali, sono regredite in quantità e dimensioni grazie all’integrazione di questo speciale acido grasso contenuto nell’Omega 3.

 La ricerca conferma i benefici dell’Omega 3

Studi e ricerca

Dopo aver effettuato la ricerca sui topi, si è passati a un nuovo lavoro di ricerca svoltosi grazie alla partecipazione di 60 volontari affetti da lupus. A loro insaputa, si è suddiviso il gruppo di persone in due sottogruppi: il gruppo analizzato con assunzione di omega 3 e il gruppo al quale sarà somministrato panacea..

Ai volontari partecipanti appartenenti al “gruppo omega 3” è stata fornita 1 dose di 3 grammi al giorno per 6 mesi di integratori di olio di pesce omega 3 contenenti DHA. Al termine dell’esperimento la malattia  e lo stress ossidativo causa di malattie cardiache risultavano regrediti mentre la funzionalità dei vasi sanguigni era migliorata.

Gli appartenenti al “gruppo “Panacea” non hanno ottenuto alcun tipo di risultato e in alcuni la malattia ha continuato a svilupparsi.

Un‘altra ricerca effettuata presso l‘Università di Ulster, nellIrlanda del Nord, ha scoperto che l’assunzione di olio di pesce per un periodo di tempo non inferiore alle 24 settimane può essere sufficiente per ridurre i sintomi del lupus, restituendo alle persone affette, un generale miglioramento dello stato di salute e della qualità della vita.

Gli omega 3 si sono rivelati anche in questa ricerca degli ottimi cardioprotettori.

Come assumere le dosi necessarie di Omega 3?

Capsule omega3

Gli omega 3 sono degli acidi essenziali necessari per il buon funzionamento dell’organismo umano o animale. Il corpo però non è in grado di produrlo nelle quantità sufficienti per cui devono essere introdotti con l’alimentazione. Tuttavia gli esperti evidenziano la difficoltà oggettiva di assunzione quotidiana degli omega 3 necessari per assicurare il mantenimento dello stato di salute.

Gli alimenti che contengono gli Omega 3 in grado di ostacolare l’insorgenza e lo sviluppo del Lupus sono specialmente i DHA contenuti nei pesci grassi e nell’olio di pesce.

Nella vita quotidiana però quasi la totalità delle persone non conduce una vita sana che permette l’assunzione quotidiana nella propria alimentazione dei nutrienti utili per il mantenimento della propria salute. La dieta occidentale specialmente è satura di alimenti spazzatura ricchi di Omega 6 che nelle dosi massicce assunti,  inficiano gli effetti positivi dei pochi omega 3 introdotti.

Gli esperti consigliano di integrare l’assunzione degli Omega 3 con gli integratori di olio di pesce e olio di Krill, disponibili e pronti all’uso in qualsiasi momento della giornata.

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare consiglia di assumere ogni giorno una quantità di 5 grammi al giorno di DHA e di mangiare pesce grasso contenente questo acido grasso polinsaturo, almeno due volte a settimana. La dose consigliata di EPA invece è di almeno 250 mg quotidiani per mantenere un equilibrato e sano stato di salute.

Questo è stato dimostrato dall’Università di Ulster e in particolare dal professor Duffy che ha effettuato uno studio di ricerca nel quale 52 persone affette da lupus, divisi in 4 gruppi, hanno assunto  quotidianamente 3 dosi di diverse sostanze diverse per ogni gruppo.

Gruppo 1:  ha ricevuto 3 dosi giornaliere di olio di pesce;

Gruppo 2: supplemento di rame;

Gruppo 3: combinato di olio di pesce e rame;

Gruppo 4: placebo.

Per quanto riguarda coloro che hanno assunto l’olio di pesce sono stati riscontrati notevoli miglioramenti della qualità della vita compresa la riduzione dell’infiammazione e dell’astenia che debilitano i malati di Lupus.

Il rame non ha apportato nessuna variazione sullo stato di salute dell’individuo ne positivamente ne negativamente.

I partecipanti del terzo gruppo hanno ottenuto lievi miglioramenti che hanno permesso di condurre una vita semi normale come la capacità di alzarsi dal letto per andare a fare shopping mentre il quarto gruppo non ha ottenuto nessun beneficio e in alcuni casi lo sviluppo della malattia è progredito.

La supplementazione degli omega 3 per via alimentare dunque può essere consigliata in aggiunta alla terapia medica per combattere il progredire del Lupus, una malattia immunitaria vascolare e reumatica dagli epiloghi spesso molto gravi.

Conclusioni

L'olio di krill è un integratore Omega 3 molto consigliato per proteggere la salute cardiovascolare.

Photo credit: HealthGauge via Visualhunt.com / CC BY

In conclusione si può confermare che la sana abitudine di introdurre nella propria alimentazione gli Omega 3 contenuti nei pesci grassi come sgombri, sardine, acciughe, salmone, tonno, aringhe  o negli integratori ottenuti dai pesci e  alghe e crostacei come l’olio di pesce e l’olio di krill, aiutano l’organismo a mantenersi in salute.

Gli omega 3 contrastano l’insorgere dello stato d’infiammazione che nel corpo può dare origine a patologie metaboliche e non come diabete, cancro o malattie autoimmuni come il lupus eritematoso e l’artrite reumatoide.

Imparare a cibarsi privilegiando gli alimenti sani e gustosi che fanno bene all’organismo dovrebbe essere il principale obiettivo di ogni società civile e volta alla salvaguardia della salute dell’individuo. Anche nelle scuole si dovrebbe discutere sempre di più dell’importanza che gli Omega 3 dovrebbero avere nell’alimentazione quotidiana.

Si potrebbe spiegare ai bambini come questi importanti acidi polinsaturi introdotti nel loro organismo, aiutano il sistema immunitario a rimanere sano ed efficiente, invogliandoli attraverso il gioco e la fiaba alla più corretta e sana alimentazione.

 

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