Omega 3 puro e ultrapurificato

Capsule Omega 3 a forma di pesce

Si parla sempre più con insistenza di Omega 3, si studiano sempre di più le sue proprietà benefiche, e in questo sito troverete tutto quello che possa interessarvi a proposito di questi acidi grassi essenziali.

Essenziali perché sono indispensabili per la nostra salute, certamente, ma anche perché il nostro corpo non li produce da sé, e di conseguenza dobbiamo necessariamente assumerli attraverso la nostra alimentazione. Sempre più persone sono alla ricerca di cosa siano gli Omega 3 e di quali siano i loro aspetti benefici, se possano fare al caso loro, se affidarsi ad integratori Omega 3 e, se sì, quali prendere, per quanto tempo, di quale marca, se sono tutti uguali o tutti diversi … insomma, un guazzabuglio di domande e quesiti senza una vera linea guida da seguire.

Gli Omega 3, come dicevamo, sono acidi grassi essenziali altamente benefici e, oltre ad assumerli tramite il cibo, possono essere assunti anche tramite integratori, spesso indicati perché già dosati nel miglior modo e nel corretto apporto che dovremmo acquisire giornalmente .

Sì, ci sono integratori di vario tipo e no, non sono tutti uguali.

Esistono integratori Omega 3 di alta qualità così come altri di media qualità ed altri ancora di qualità infima, totalmente da evitare. Un po’ come ogni settore, anche in questo vi sono aziende che non rilasciano sul mercato il migliore dei prodotti, per risparmiare sui costi, così come vi sono aziende che rilasciano in commercio degli integratori Omega 3 validissimi, lavorati con cura ed attenzione e altamente benefici.

Integratori Omega 3: ecco come scegliere quelli giusti

La stragrande maggioranza dei prodotti venduti da supermercati, erboristerie, negozi online e perfino dalle farmacie sono spesso inefficaci, in quanto il livello di Omega 3 ogni 100 grammi è troppo basso e, vien da sé, dovremmo prendere un numero spropositato di pillole giornaliere per arrivare al fabbisogno minimo indicato!

Alcuni integratori Omega 3 viaggiano su numeri percentuali davvero ridicoli di Omega 3, che sull’etichetta possono anche essere indicati come EPA e DHA: alcuni hanno circa solo un 17%, altri non superano neanche il 12% di EPA e DHA ogni 100 grammi!

Ma se la capsula si chiama “ integratori Omega 3 ” e in essa ne abbiamo solo una minima parte, nei casi peggiori ovviamente, da che cosa è costituita la parte restante, che in questi casi sopracitati è quasi tutta la capsula?

Gli inquinanti: diffidare dagli integratori con bassi livelli di Omega 3!

Inquinamento

Se l’olio di pesce acquistato è di bassa qualità, che ricordiamo dipendere non tanto dalla marca quanto più dai livelli di Omega 3 ogni 100 grammi, il restante contenuta della nostra capsulina che tanto dovrebbe farci del bene, in realtà, ci sta solamente intossicando: al suo interno, infatti, in varie parti, troveremmo mercurio, diossine, pcb e tante altre cose poco raccomandabili.

Ma, ovviamente, per quanto il mercato sia pieno d’integratori Omega 3 pessimi vi sono anche integratori Omega 3 assolutamente consigliabili , con percentuali di EPA e DHA anche pari o superiori al 60%/70% (un ottimo risultato), le quali aziende produttrici permettono ad enti esterni di analizzare tutto il loro operato e i loro prodotti, affinché ne certifichino la qualità.

Omega 3 puro e ultrapurificato: le caratteristiche più importanti di un integratore Omega 3

Se quello che state cercando è il miglior integratore Omega 3, quello che faccia al caso vostro, la purezza di tale prodotto è sicuramente l’aspetto che conta di più e sul quale rivolgere le vostre attenzioni.

I pesci (specie il pesce azzurro e di piccola taglia) sono alimenti salutari perché ricchi di Omega 3, ma in essi, purtroppo, risiedono anche particelle di agenti inquinanti come mercurio, diossine, metalli pesanti, pcb e furano, tutte dovute all’inquinamento marino.

Tutti questi agenti inquinanti sono, purtroppo, bio-accumulabili : la loro presenza nelle capsule di olio di pesce degli integratori Omega 3 , specie se assunte in un periodo di tempo prolungato, può arrivare ad intossicarci e, quindi, risultare dannosi per la nostra salute.

Ecco perché è importante cercare bene, informarsi e andare a colpo sicuro quando si tratta di integratori Omega 3, cercando quelli che abbiano un olio di pesce puro e ultrapurificato , con percentuali alte di EPA e DHA . Ma non temete, non siete soli e abbandonati in questa ricerca!

L’ IFOS, infatti, è quell’ente, la cui autorevolezza è riconosciuta in tutto il mondo, che si occupa di analizzare tutti gli integratori Omega 3 delle aziende presenti sul mercato (per meglio dire, di quelle che spediscono la loro merce per farla analizzare, e da lì già si può

intuire tutto) e sarà proprio questa società a dare da 1 a 5 stelle di valore ai prodotti che valuterà, pubblicando il tutto sul loro sito.

GOED: chi regolamenta i valori che determinano l’Omega 3 puro e ultrapurificato

Se L’ IFOS certifica la validità di un integratore Omega 3, la GOED , sigla che sta per Global Organization for EPA and DHA, invece, è l’organizzazione che imposta i valori di metalli pesanti e contaminanti che non devono essere superati quando si produce un olio di pesce .

Anche se molte aziende vanno al risparmio e cercano di rivendere al meglio i loro integratori Omega 3 scadenti, vi sono tante altre aziende che i soldi li spendono per fare quello che andrebbe fatto, per assicurare la maggior percentuale di EPA-DHA e depurarle da tutti gli inquinanti del caso, in modo da offrire il migliore olio di pesce Omega 3 puro e ultrapurificato .

A questo punto penserete … quali sono questi livelli da non superare?

La GOED ha fissato come parametri generali che la presenza di metalli pesanti, piombo, mercurio, cadmio, arsenico non dovrebbe superare le 100 parti per miliardo mentre i policlorobifenili non dovrebbero superare le 90 parti per miliardo però un ottimo olio di pesce, definito ultrapurificato, può arrivare anche ad ottenere un ulteriore “pulizia” del 60 e addirittura 90% delle 100 parti consentite per miliardo di metalli pesanti (i policlorobifenili possono arrivare ad essere il 83%)!

Il pesce che mangiamo ha 100 volte più mercurio e 300 volte più piombo degli oli di pesce ultrapurificati!

Il pesce che mangiamo tutti i giorni è decisamente meno ‘dosato’ degli integratori Omega 3, che sono studiati con precisione, e contiene percentuali di mercurio e piombo di circa, rispettivamente, 100 volte e 300 volte superiore a quelli che incontreremo in integratori Omega 3 ad olio di pesce ultrapurificato !

Olio di pesce: ecco le due tipologie in commercio

Omega 3 integratori

In commercio vi sono, generalmente, due tipi di olio di pesce : quelli esteri etilici (EE) e i gliceridi naturali (trigliceridi, TG). La differenza tra questi due tipi di olio di pesce dipende dai diversi processi di produzione.

EE – gli esteri etilici

Gli oli concentrati vengono prodotti tramite un processo di purificazione in cui l’ olio di pesce viene fatto reagire con etanolo, la cui reazione forma un substrato sintetico chiamato “estere etilico degli acidi grassi Omega 3”.

Ciò che esce da questa reazione viene distillato sotto vuoto per separare i componenti, sfruttando il fatto che le molecole delle varie sostanze contenute hanno diverso peso molecolare. Il condensato che ne viene fuori è una soluzione concentrata di esteri etilici molto ricco in etil-EPA ed etil-DHA. Il livello della concentrazione degli etil-EPA ed etil-DHA è connessa alla distillazione.

TG – I gliceridi naturali

La struttura chimica in cui gli acidi grassi Omega 3 a catena lunga EPA e DHA si trovano naturalmente nell’olio di pesce, invece, è quella dei gliceridi naturali (meglio conosciuti con la sigla TG).

Dal punto di vista tecnico è possibile produrre dei concentrati di Omega 3 che siano nella loro forma naturale TG ma occorre un passaggio in più che, nella fattispecie, aumenta i costi dal 50% all’80 % rispetto agli EE, ma che lo rende più pregiato .

Esistono differenze tra un integratore con base EE ed uno a base TG?

La risposta è si perché una diversa struttura cambia la capacità di assorbimento degli acidi
grassi EPA-DHA
.

Lo studio Dyerberg confrontò la biodisponibilità di EPA-DHA rispetto all’olio di pesce naturale e concluse che, usando come termine di paragone l’olio di pesce naturale (100%), la base EE aveva una biodisponibilità del 73% mentre la base TG assicurò una biodisponibilità del 124%.

Lo studio Beckerman, invece, evidenziò che la biodisponibilità media relativa agli acidi grassi EPA-DHA della base TG era del 186% contro un 48% della base EE.

Questi studi hanno dimostrato che la struttura a base TG, dei gliceridi naturali, permette una migliore biodisponibilità fino al 250% per quanto concerne l’EPA e fino al 200% per il DHA rispetto alla struttura degli esteri etilici .

Come si ottiene l’olio di pesce?

Il pesce azzzurro è il più ricco di Omega 3

Abbiamo parlato tanto di integratori Omega 3 , ma come si ottiene l’olio di pesce, di cui gli integratori sono formati?

Il pesce pescato viene pressato e spremuto e da qui si ottiene un liquido, che viene poi inserito nel distillatore.

Le evaporazioni a cui questo liquido viene sottoposto consentono di ottenere un olio di pesce ultrapurificato e, soprattutto, con una forte concentrazione di EPA e DHA , riconosciute e famose per essere le sostanze più importanti per ottenere i benefici legati all’assunzione degli alimenti contenenti Omega 3 o degli integratori Omega 3 .

La distillazione molecolare dell’ olio di pesce non solo è molto delicata ma anche decisamente dispendiosa, e lo è ancora di più perché il compito delle aziende del settore (o almeno di chi ci prova realmente e fa il lavoro al meglio) è quello di eliminare o livellare al minimo le percentuali di sostanze contaminate presenti nel grasso dei pesci.

Processi di produzione dell’olio di pesce

I processi di produzione dell’olio non sono tutti i medesimi, perché diversa è la materia alimentare di partenza.

Premesso questo, che può sembrare scontato ma non lo è, l’olio di pesce utilizzato generalmente per la produzione di massa è principalmente quello che deriva da alici e sardine, che vengono sottoposti ad una veloce fase di vapore per coagulare le proteine ed espellere i liquidi dalle cellule, per venire poi pressati meccanicamente a freddo.

Da qui si ottiene lolio di pesce crudo, che però è ancora lontano dall’essere pronto per il consumo.

La distillazione molecolare multipla

I processi in cui l’olio di pesce crudo deve passare per potersi definire pronto per il consumo sono svariati.

Con la distillazione molecolare multipla (a pressione ridotta, quindi a ridotta temperatura di evaporazione) vengono eliminati dall’ olio di pesce tutti gli acidi grassi liberi, i metalli pesanti, i composti colorati e tante altre impurità, andando a renderlo più puro.

É il processo di distillazione molecolare multipla , il più lungo e costoso di tutti, a determinare la qualità ultima dell’ olio di pesce : in base a quanto un’azienda depura il proprio olio da tutti gli agenti inquinanti, i migliori che ne vengono fuori avranno una percentuale di Omega 3 deò del 60 – 70% ogni 100 parti .

Ma andiamo a vedere insieme quali sono le fasi della distillazione molecolare multipla, quella che crea l’ olio di pesce che sarà poi pronto per il consumo:

Deacidificazione
La deacidificazione rimuove gli acidi grassi liberi, causa della rottura dei trigliceridi per via

dell’ossidazione (irrancidimento)
Etil
esterificazione e concentrazione

Gli esteri etilici (EE) degli acidi grassi si ottengono trattando l’olio trigliceride con etanolo non acquoso e con un catalizzatore

Distillazione molecolare avanzata

Tramite una lavorazione a ‘sottovuoto spinto’ il punto di ebollizione degli esteri etilici diminuisce e ciò consente la separazione degli acidi grassi a catena lunga da quelli a catena corta: è questa lavorazione che permette una produzione diversificata degli oli di pesce con diversi rapporti e concentrazioni di EPA/DHA

Frazionamento

Il frazionamento, invece, è la fase di eliminazione dei grassi saturi

Filtrazione con urea

L’urea viene immessa nell’olio, si creano dei ‘complessi’ che vengono poi filtrati. Il fine ultimo di questo processo è di donare all’olio una più alta concentrazione possibile di EPA e DHA

Decolorazione

Nella decolorazione vengono eliminati dall’olio i pigmenti colorati e altri composti di ossidazione, che vengono assorbiti dalle terre decoloranti aggiunte e poi queste, a loro volta, verranno anch’esse rimosse per filtrazione. L’aggiunta finale di carbone attivo permette di rimuovere dall’olio la percentuale degli idrocarburi policiclici aromatici (meglio conosciuti con la sigla IPA)

Deodorizzazione

Nella fase di deodorizzazione, l’olio di pesce viene privato del suo forte odore originario tramite un flusso di vapore, per eliminare i componenti che rappresentano la principale causa del sapore ed odore dell’olio.

Aggiunta di vitamina E
Infine, nell’olio di pesce vengono aggiunti degli antiossidanti naturali conformi alle norme di 
legge.

Per garantire a noi stessi un’alimentazione sana ed equilibrata è importante che ci informiamo non tanto sulla tipologia di olio ma quanto più su come questo olio è stato estratto, perché, come abbiamo visto, è tramite questo processo che l’olio rilsulta più o meno puro. Andiamo a vedere assieme queste tecniche di estrazione.

Metodi di estrazione dell’olio di pesce: spremitura a freddo e raffinazione

L’estrazione degli oli avviene principalmente in due maniere: tramite la spremitura a freddo , una lavorazione che meccanica che non altera le caratteristiche naturali dell’olio, oppure con la raffinazione , che coinvolge l’uso di solventi chimici che trasformano completamente l’olio in questione.

Spremitura a freddo: la tecnica di estrazione ideale

Nel metodo di estrazione dell’olio a spremitura a freddo l a temperatura a cui avviene tale lavorazione è inferiore ai 27°C per quanto riguarda l’olio extravergine d’oliva mentre per gli oli di semi, invece, solitamente si tratta di una temperatura superiore ai 27°C, adattandosi perfettamente alle caratteristiche di ogni tipologia d’olio.

La spremitura a freddo elimina le proteine, le fibre, qualche minerale e qualche vitamina ma mantiene tutti gli altri nutrienti , quelle sostanze ricche di proprietà antiossidanti per l’organismo che contrastano i radicali liberi , prodotti di scarto che si formano all’interno di altre cellule e che tendono a danneggiare, specialmente, lipidi, proteine e gli acidi nucleici.

L’utilizzo in cucina di tali oli vegetali porta numerosi vantaggi per un miglior stato di salute: i vasi sanguigni rimangono più protetti, quindi più elastici e permeabili, e favoriscono il funzionamento della vescica biliare e dei reni e non ultimo, aiutano a contrastare l’insorgere del colesterolo.

Raffinazione: come cambia l’olio

Nei processi di raffinazione vengono eliminate dall’olio la maggior parte delle vitamine e dei minerali, i fitosteroli, ed altri micronutrienti importanti. In gran parte delle occasioni, con il processo di raffinazione viene anche alterata una parte degli acidi grassi essenziali presenti nell’olio, con la conseguente creazione di molecole dannose per il nostro organismo, quelli che vengono chiamati gli acidi grassi “trans”.

Siccome estrarre l’olio dai semi con procedure meccaniche è molto più difficile e laborioso, la maggioranza delle aziende ricorre alla raffinazione, decisamente più economica . Di conseguenza, ogni olio che nasce da questo processo è fortemente sconsigliato.

 

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