Omega-3 per prevenire e combattere i tumori

 

Il cancro è una delle prime cause di morte nei Pesi sviluppati e colpisce un numero molto elevato di soggetti. Sebbene la medicina abbia compiuto dei grandi passi in avanti, sono ancora milioni le persone che si ammalano e muoiono ogni anno nel mondo.
E’ indubbiamente una delle malattie più temute, per la sua natura aggressiva e per l’impatto delle cure per combatterlo.

stetoscopio

Le principali forme sono il cancro ai polmoni, allo stomaco, all’intestino, al seno e alla prostata.

 

Cos’è il tumore: capire per poter prevenire

Con il termine tumore si intende un accrescimento progressivo di tessuto, determinato da una proliferazione cellulare incontrollabile.

I tumori vengono distinti in benigni, quando le cellule che li compongono non hanno la capacità di staccarsi; e maligni, quando invece le cellule hanno questa capacità e quindi invadono i tessuti vicini e colonizzano a distanza.

omega 3 contro lo sviluppo delle cellule tumorali

La  colonizzazione delle cellule a distanza si chiama metastasi.

Il cancro si diffonde attraverso tre vie principali:

  1. per proliferazione e invasione diretta degli organi e dei tessuti circostanti,
  2. attraverso i vasi linfatici e
  3. attraverso i vasi sanguigni

Per quanto riguarda le cause del cancro, il fumo da solo spiega circa il 30% dei tumori che affliggono le persone.
Con il fumo non è favorito solo il  cancro del polmone ma anche quello della laringe, bocca, faringe, esofago, pancreas, rene, vescica e mammella.

Altri fattori cancerogeni sono l’inquinamento urbano e le sostanze cancerogene utilizzate e prodotte dall’industria, come per esempio l’amianto, l’arsenico, il benzopirene e altre sostanze che si trovano nelle fonderie, nel catrame, nella manifattura della gomma.

Anche alcuni composti che si formano nei cibi sono cancerogeni, come alcune sostanze che si producono nella cottura delle carni ad alta temperatura, dette ammine eterocicliche.

Un’altra causa di cancro sono le radiazioni, tanto più se l’esposizione avviene in giovane età.

Quali sono i fattori principali che provocano il cancro ?

I fattori primari che causano lo sviluppo dei tumore sono quattro:

  1. alimentazione (additivi, grassi saturi e altre sostanze nocive)
  2. sostanze tossiche ambientali ( metalli pesanti, prodotti industriali)
  3. fumo (attivo e passivo)
  4. infezioni (virus)

Si calcola che circa l’80% dei tumori sia causato o collegato a fattori nutrizionali, in primo luogo la carenza di vitamine, minerali, acidi grassi essenziali e altre sostanze antiossidanti.

Una crescita cancerosa è causata da un cambiamento fisico o chimico del DNA o dall’inserimento nel genoma di una sequenza inappropriata a opera di un retrovirus. Alcune forme tumorali hanno una causa certa, ma per la maggior parte la causa scatenante o originaria rimane un mistero.

Tre gruppi di nutrienti in particolare sono stati studiati in relazione alla loro attività biochimica:

  • vitamine (soprattutto A,C,E)
  • antiossidanti (da diverse fonti)
  • lipidi (acidi grassi polinsaturi)

Vitamine

Il ruolo delle vitamine nella protezione e nella cura dei tumori è stato ampiamente studiato e risulta ormai assodato che un corretto apporto di tutte le vitamine è necessario per mantenere l’organismo in buona salute.

le vitamine contenute nei vari cibi

Pioniere degli studi sulla vitamina C è il due volte premio Nobel Linus Pauling, che ha dimostrato che l’assunzione di adeguati livelli di vitamina C neutralizza gli agenti cancerogeni e inibisce la proliferazione delle cellule maligne.

La vitamina E è fondamentale per l’immunità e svolge un’efficace azione protettiva nei confronti di diverti tipi di cancro. E’ infatti un eccellente detossicante, contrasta gli effetti dei metalli tossici, dei farmaci, degli agenti inquinanti e del fumo.

Una singola molecola di betacarotene può alimentare fino a 1000 molecole di ossigeno singoletto, un radicale libero che danneggia le strutture organiche. Inoltre, potenzia la risposta immunitaria, migliorando l’azione delle cellule natural killer dei linfociti T e B.

Antiossidanti

Gli antiossidanti sono un gruppo eterogeneo di sostanze che hanno la proprietà di ridurre la crescita tumorale e possiedono attività antitumorali.

Le più note sono le OPC, o proantocianidine-oligometiche, presenti nei semi dell’uva rossa. Esse proteggono sia contro i radicali liberi generati dall’ossigeno e dalla perossidazione dei lipidi, sia contro la degradazione del DNA. Studi preliminari hanno dimostrato un’attività antitumorale con azione citotossica selettiva.

Chicchi di uva rossa contro il tumore

Anche i polifenoli contenuti nel tè verde proteggono l’organismo dai radicali liberi e dalle radiazioni, incrementando l’attività detossicante. Svolgono azione antimutagenica e inibiscono la crescita delle cellule tumorali.

Lipidi e alimentazione

I lipidi sono stati ampiamente studiati, sia in relazione al loro effetto protettivo, sia in relazione al loro effetto sull’incremento dell’incidenza dei tumori.
Già i primi studi epidemiologici si è avuta la conferma di questa tendenza, con un rapporto diretto tra il livello di grassi alimentari e la comparsa dei tumori. 

In particolare, si è stabilito un nesso tra un alto consumo di grassi saturi e una maggiore incidenza di tumori al colon, al seno e alla prostata.

ECCESSO DI GRASSI SATURI=TUMORE

Evidenze epidemiologiche rappresentano una valida indicazione dei benefici degli acidi grassi omega-3. L’incidenza del cancro al seno nelle donne giapponesi e inuit è molto bassa. Il dato che le accomuna è un’alimentazione con forti apporti di pesci ricchi in omega-3.
L’incidenza del tumore aumenta rapidamente negli stessi gruppi con l’assunzione della dieta occidentale.

Il tasso di tumore al seno in Giappone è raddoppiato in soli vent’anni tra il 1955 e il 1975, come conseguenza delle mutate abitudini alimentari.

Nonostante ciò, nello stesso periodo in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, il tasso era maggiore di ben 4,5 volte, in presenza di un’alimentazione molto più ricca di acidi grassi saturi e un modesto apporto di omega-3. Appare quindi evidente il profondo legame tra dieta e tumore.

Alimentazione e tumori

Si è notato che l’incidenza di tumori è più alta nei paesi dove la dieta è più ricca, infatti mangiare troppo è causa di obesità e si è visto che le persone obese si ammalano più facilmente di cancro.

Il meccanismo che lega l’obesità al cancro è condizionato dall’insulina, infatti, le persone in sovrappeso hanno alti livelli di insulina nel sangue.
L’iperinsulinemia stimola la produzione di fattori di crescita che stimolano la proliferazione cellulare.

Nota bene: una dieta che riduce il rischio di ammalarci di cancro è una dieta che ci fa rimanere magri, povera di carne rossa, salumi, pochi cibi ricchi di grassi e zuccheri, povera di bevande alcoliche e ricca di frutta, verdura e pesce ricco di acidi grassi essenziali omega-3.

Correlazione tra acidi grassi e tumore 

Gli acidi grassi hanno un enorme impatto fisiologico e possono agire in moltissimi modi per inibire un tumore a più livelli metabolici, tra cui:

  • Funzione delle membrane. (essere regolano la fluidità e la permeabilità delle membrane cellulari, ostacolando o favorendo lo scambio tra cellule);
  • Sintesi degli eicosanoidi;
  • Produzione di radicali liberi;
  • Consumo energetico;
  • Modificazioni del quadro ormonale.

Gli eicosanoidi proinfiammatori PGE2 e TXB4 sono presenti in alte concentrazioni nei tessuti cancerosi. In particolare, le prostaglandine E2 hanno un effetto immunosoppressivo che può ridurre l’attività delle cellule del sistema immunitario, inibendo natural killer e macrofagi. Questo consente al tumore di crescere e proliferare, rallentando le funzioni del sistema immunitario.

L’acido linoleico è il precursore nella sintesi di queste sostanze. Secondo alcuni autori molti tipi di tumori sono caratterizzati dalla riduzione o dall’inattività dell’enzima 6-desaturasi, che converte l’acido linoleico in GLA, evitando la sintesi degli eicosanoidi proinfiammatori.

Quindi, una prima mossa consiste nell’assunzione diretta di GLA, tramite olio di enotera o borragine.

Effetti sulla crescita e sullo sviluppo dei tumori

Gli omega-3 hanno la capacità di inibire e rallentare lo sviluppo di molte forme tumorali. Alcune evidenze segnalano che EPA e DHA sono in grado di prevenire la formazione delle metastasi.

Il meccanismo d’azione è ancora sconosciuto, ma sembra che derivi dalla capacità di modificare la sintesi degli eicosanoidi, promuovendo quelli con minore effetto immunosoppressivo, constando all’organismo di difendersi al meglio.

I tumori al seno e alla prostata sono caratterizzati rispettivamente da un elevato livello di estrogeni e testosterone. L’acido linoleico e i suoi derivati PGE2 sono dei potenti regolatori per questi ormoni e possono portare a una sintesi ridotta, determinando un abbassamento nei livelli.

Uno studio randomizzato condotto presso il dipartimento di medicina della Patras University (Grecia, 1998) ha indagato l’effetto degli omega-3 su un gruppo di 60 pazienti affetti da tumore.

Gli omega 3 hanno dimostrato un buon effetto immunomodulante, incrementando il numero dei linfociti-t e migliorando la sopravvivenza del gruppo, soprattutto nei soggetti più debilitati e malnutriti.

Cachessia

Si tratta di un processo di perdita continua di peso, correlato con le patologie tumorali e aggravato durante le chemioterapie.

L’assunzione di integratori di omega 3 costituisce un ottimo sistema per la prevenzione di questo disturbo.

Omega-3 e tumore al seno

Evidenze epidemiologiche ed esperimenti di laboratorio mostrano che un apporto considerevole di acidi grassi omega-3 e omega-9 riduce l’incidenza del cancro al senso.

omega 3 per combattere il tumore al seno

Il meccanismo d’azione sembra coinvolgere una modificazione della biosintesi di alcuni eicosanoidi della serie omega-6.

Sembra inoltre che gli omega-3esercitino un effetto soppressivo sulla crescita maligna.

Uno studio condotto presso l’Istituto di Ricerche Mario Negri di Milano tra il 1991 e il 1994 su un gruppo di oltre 5000 donne ha evidenziato la relazione esistente tra alimentazione e rischio di cancro al senso, dimostrando che i PUFA sono inversamente correlati al rischio tumore.

Inoltre, ci sono prove convincenti che i livelli di vari acidi grassi nel tessuto adiposo del seno e il presentarsi di metastasi aggressive siano altamente correlate.

La University School of Medicine di Yale ha condotto recentemente uno studio caso-controllo per indagare sull’associazione tra apporto di acidi grassi e rischio di cancro al seno. Sono stati usati i dati di 1.119 donne prese in esame (565 casi e 554 controlli). Le informazioni sulla dieta sono state ottenute attraverso un questionario su alimentazione e frequenza dei pasti. In tutte le persone dello studio non c’erano tendenze significative per nessun acido grasso nella comparazione tra livelli di apporto più alto e più basso. Tra le donne in pre-menopausa, il consumo del livello maggiore comparato al quartile della proporzione di omega-3 su omega-6 è stata associata con un rischio molto più basso di contrarre cancro al seno.

Il team di Yale ha concluso che una maggiore proporzione omega-3/omega-6 può ridurre il rischio di cancro al senso, specialmente nel caso delle donne in pre-menopausa. 

I migliori amici di una donna

Ogni donna preoccupata di contrarre tumore al seno deve entrare a conoscenza dello studio rivoluzionario condotto da Jefferey Bland e Ewan Cameron, circa più di dieci anni fa.

Omega 3 per combattere il tumore al seno

Usando una particolare specie di topo da laboratorio geneticamente predisposta al cancro al seno, Bland e Cameron hanno raccolto 350 di questi topi e li hanno divisi in sette gruppi sperimentali di 50 topi ciascuno.

Il gruppo di controllo è stato alimentato solo con il cibo per topi standard come fonte esclusiva della dieta. Agli altri 6 gruppi è stato iniettato un agente cancerogeno. Inoltre, ognuno di questi gruppi ha ricevuto una fonte dietetica diversa di acidi grassi.

Un gruppo ha ricevuto l’ALA e un altro ha ricevuto l’EPA. I gruppi rimanenti hanno ricevuto acidi grassi da una varietà di oli vegetali consumati comunemente da esseri umani negli Stati Uniti.

Né Bland né Cameron sapevano quale gruppo avesse ricevuto cosa; solo i tecnici di laboratorio ne erano al corrente.

Alcune settimane più tardi, i ricercatori sono stati informati che dei sette gruppi, due avevano mostrato una percentuale di sopravvivenza del 100% e i rimanenti cinque gruppi una mortalità del 100%.

Balnd e Cameron tirando ad indovinare pensarono che uno dei due gruppi sopravvissuti fosse il gruppo di controllo. Si sbagliavano. Con loro grande stupore, tutti i topi allevati con il solo cibo per topi standard sono morti di cancro geneticamente indotto.

I due gruppi “vincitori”, nonostante la predisposizione genetica e l’infezione del tumore, erano quelli del gruppo ALA e EPA. Tutti gli altri gruppi nutriti con i classici grassi acidi provenienti da oli vegetali sono morti nella percentuale del 100%.

Risultati talmente sorprendenti, che gli editori delle riviste mediche in cui i ricercatori volevano pubblicare un articolo riguardo questo esperimento, hanno insistito sul fatto che si doveva assolutamente ripetere l’esperimento.

L’esperimento è stato ripetuto e i risultati non sono cambiati.

Questo è un chiaro segnale che quando si migliora la qualità degli acidi grassi nelle cellule e le membrane nucleari e mitocondriali impiegano gli omega-3, si hanno potentissimi benefici sul modo di risposta cellulare alle tendenze patologiche genetiche e alle influenze ambientali.

Tumore alla prostata

Il risultato di molti studi epidemiologici indica come il livello e la natura dei grassi alimentari siano correlati con il cancro alla prostata.

omega 3 contro il tumore alla prostata

Gli acidi grassi della serie omega-3 esplicano un effetto inibente nella crescita del tumore e nel processo di metastasi. Per queste ragioni si consiglia un’integrazione con omega-3 a tutti i soggetti a rischio.

Ma un alto consumo di acidi grassi di origine animale e marina può davvero ridurre il rischio di cancro alla prostata?

Sembra di sì. Lo afferma il Dipartimento di Nutrizione della Harvard School of Public Health, ha seguito un gruppo di 47.882 uomini che hanno preso parte allo studio Health Professionals Follow-up. L’apporto dietetico è stato verificano negli anni 1986, 1990 e 1994 usando un questionario di frequenza alimentare convalidato.

Durante i 12 anni di controlli medici, sono stati diagnosticati 2.482 casi di tumore alla prostata, di cui 617 erano di stadio avanzato, inclusi 278 casi di metastasi.

Mangiare pesce più di 3 volte a settimane è stato associato con un ridotto rischio di cancro alla prostata e l’associazione più forte era col cancro a livello di metastasi.

L’assunzione di acidi grassi da fonti marine ha mostrato un’associazione simile ma più debole. Ogni assunzione giornaliera aggiuntiva di 0,5 g di acido grasso marino da fonti alimentari è stato associato ad una diminuzione del 24% del rischio di metastasi della prostata.

Omega 3 contro il tumore alla prostata

Gli uomini che avevano assunto un’elevata quantità di pesce hanno manifestato un rischio più basso specialmente per il caso di metastasi (il tipo di cancro che si diffonde da un organo attraverso tutto il corpo). Gli acidi grassi marini contano sicuramente come parte del risultato, ma altri fattori presenti nel pesce possono essere stati rilevanti.

Si consiglia agli uomini preoccupati per la salute della loro prostata di ridurre il consumo di carne rossa e aumentare l’apporto di una vasta gamma di cibi freschi e biologici. Assicuratevi di assumere supplementi che contengono vitamine potenti come lo zinco e l’uso di oli di pesce.

Alimentazione e rischio di cancro: c’è correlazione ?

Si sente spesso parlare della connessione che esiste tra assunzione di grassi e malattie cardiovascolari, ma pochi pochi hanno consapevolezza della relazione tra assunzione di grassi e cancro.
Questa interazione è basata sul fatto che i tipi di grasso che ingeriamo determinano il tipo di grassi disponibili alle cellule. I grassi acidi che assumiamo diventano i blocchi costituenti per i tre principali strati della membrana cellulare e influenzano le loro proprietà più importanti.
Esse sono:

  • flessibilità
  • risposta dei recettori della membrana ai composti metabolici (i.e. cellule endocrine)
  • tipo di postaglandine sintetizzate sulla base di acidi grassi disponibili come materia prima;
  • segnalazione del nucleo del DNA dai recettori sula membrana cellulare.

Questi tipi di influenze possono avere profondi effetti nell’ambito del rischio di cancro e della sua progressione.

Il ruolo degli omega-3 nell’alimentazione anticancro

Gli acidi grassi essenziali appartengono alla famiglia dei grassi.
Vengono chiamati essenziali perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli da solo e quindi devono essere assunti con l’alimentazione.

Omega-6

Gli acidi grassi omega-6 si trovano in diversi alimenti come carne,latticini, uova, oli di semi.

Gli omega-6 producono due tipi di prostaglandine:

  1.  le prostaglandine di tipo 1(PGE1) che hanno un’attività antinfiammatoria e
  2. le prostaglandine di tipo 2(PGE2), che derivano soprattutto dai grassi animali, che producono infiammazione e crescita cellulare. Esse provocano l’irrigidimento della mebrana cellulare e inibiscono il sistema immunitario, agendo soprattutto sulle cellule NK(natural killer).

Le cellule natural killer, dette anche linfociti citotossici,sono fondamentali per evitare la comparsa di metastasi ,meno sono attive e più rapidamente cresce il cancro.

Nota bene: troppi omega-6 nella dieta possono compromettere la formazione degli omega-3, perché gli enzimi che sono coinvolti nell’elaborazione degli omega-6 e degli omega-3 sono gli stessi, quindi se si assumono troppi omega-6 l’attività degli enzimi si concentra su questi ultimi e non sugli omega-3.

Omega-3

Gli acidi grassi omega-3 si trovano nel pesce azzurro(sardine,alici,aringhe,sgombro), nel tonno, nel salmone, nelle alghe, nei semi di lino e nel relativo olio, nelle noci e nelle verdure a foglia verde.

Gli omega-3:

  • sono antinfiammatori e anticoagulanti,
  • fanno in modo che la membrana cellulare sia più flessibile,
  • stimolano lo sviluppo del sistema nervoso(il cervello è costituito prevalentemente da acidi grassi),
  • stimolano le difese immunitarie,
  • combattono la crescita delle cellule tumorali.

Quando c’è  un eccesso di omega-6 nella nostra dieta aumenta il rischio di tumori e di altre patologie infiammatorie. Un ‘assunzione elevata di omega-3 si associa a una minore possibilità di sviluppare il cancro.

In uno studio condotto in Francia si è notato che le donne malate di cancro al seno che avevano livelli elevati di omega-3, avevano meno metastasi.

Gli omega-3 inducono l’autodistruzione delle cellule tumorali e rendono il tumore più sensibile all’azione della chemioterapia.

Per concludere, abbiamo visto  come un ambiente “infiammato” faciliti la proliferazione delle cellule tumorali, oltre a provocare molte altre malattie.

Per evitare questo stato infiammatorio è importante soprattutto mangiare bene evitando le carni rosse, i formaggi, gli zuccheri raffinati, lo zucchero e l’eccesso di acidi grassi omega-6 che hanno un’azione infiammatoria.

Pesce e omega 3 per un'alimentazione anti-tumorale

Ricordiamo quindi che è consigliato adottare una dieta ricca di frutta, verdura, e pesce ricco di acidi grassi omega-3. Questi alimenti favoriscono l’azione antinfiammatoria.

Efficacia dimostrata in laboratorio

Negli ultimi due decenni le prove che gli omega-3 prevengono e intervengono nella crescita del cancro sono cresciute in modo esponenziale.

Un ricercatore ha scritto che gli esperimenti condotti prendendo in considerazione modelli sia cancerogeno indotti, che di tumori mammari trapiantati in animali, oltre che a studi in vitro, dimostrano che gli omega-6 promuovono maggiormente lo sviluppo del tumore rispetto agli omega-3.

Aumenti del livello di omega-6 nella dieta promuovono lo sviluppo del tumore, mentre un aumento equivalente di omega-3 spesso lo ritarda o addirittura riduce.

Infiammazione cronica e tumori

L’infiammazione cronica detta anche”silente”è una condizione che può perdurare per vari anni e cosi può danneggiare gli organi.

L'infiammazione è correlata di tumori

Questo tipo di infiammazione è responsabile di varie malattie quali:

  • Diabete
  • Malattie autoimmuni
  • Malattie cardiovascolari
  • Malattie respiratorie croniche
  • Depressione e morbo di Alzheimer

L’infiammazione silente è legata anche al cancro, infatti le persone con stato infiammatorio cronico hanno un rischio maggiore di ammalarsi e se sono già ammalate hanno una prognosi peggiore.

L’infiammazione è un fenomeno naturale e permette al nostro corpo di difenderci da traumi, ferite, avvelenamenti, infezioni.

In questo processo i macrofagi producono sostanze come le citochine e le prostaglandine, sostanze che producono l’infiammazione per eliminare gli agenti patogeni e per riparare i tessuti danneggiati.

Quando la presenza di sostanze infiammatorie è continua i tessuti si irritano, e se nel tessuto infiammato ci sono cellule precancerose, queste ne approfittano per crescere e diffondersi.

Le cellule tumorali infatti costringono i macrofagi a lavorare per loro, producendo sostanze infiammatorie e fattori di crescita che permetteranno al tumore di crescere.

Anche le cellule tumorali producono delle sostanze infiammatorie come il fattore nucleare-kappa beta.
Questa sostanza ha il compito di richiamare i macrofagi del corpo per farli lavorare per il tumore stesso e inoltre stimola la produzione di sostanze infiammatorie associate ai tumori come le interleuchine e il fattore di necrosi tumorale alfa.

Si può affermare che il fattore nucleare–kappa beta è il principale responsabile della crescita e della proliferazione del cancro nel corpo, infatti se si blocca questa sostanza il cancro non forma metastasi.

L’eccesso di sostanze infiammatorie nel sangue inoltre blocca l’apoptosi, cioè il meccanismo che conduce la cellula al suicidio quando non serve più al corpo o la sua crescita avviene in modo anomalo.

Quindi, si può affermare che il cancro cresce se trova un ambiente favorevole per farlo; un ambiente antinfiammatorio  blocca lo sviluppo del cancro.

Attraverso la dieta si può fare molto per eliminare questa infiammazione cronica che fa proliferare le cellule tumorali.

 

Cosa provoca l’infiammazione?

L’infiammazione è provocata da vari fattori quali il fumo, l’inquinamento, le sostanze tossiche presenti nell’ambiente come le radiazioni.

Anche lo stress, l’ansia e la paura producono infiammazione in quanto inducono la secrezione di due ormoni: adrenalina e cortisolo.
Questi due ormoni producono sostanze infiammatorie che creano un ambiente favorevole alla proliferazione del cancro.

Anche l’alimentazione di tipo “occidentale” è causa di infiammazione cronica.

I principali cibi pro-infiammatori sono quelli di provenienza animale(tranne il pesce ricco di omega-3) come le carni rosse e i formaggi, perché sono ricchi di acido arachidonico che produce prostaglandine infiammatorie.

Omega 3 e alimentazione occidentale

Altri alimenti responsabili dello stato infiammatorio sono quelli ricchi di zucchero, come i dolci, le bevande zuccherate, le patatine, i prodotti preparati con farine raffinate come il pane bianco, il riso bianco, il cibo industriale, i grassi idrogenati come la margarina.

Altra causa di infiammazione è un’assunzione eccessiva di acidi grassi omega-6 a discapito degli acidi grassi omega-3 che hanno azione antinfiammatoria.  

La dieta antinfiammatoria

Per diminuire questo stato infiammatorio cronico, responsabile oltre che della proliferazione del cancro, anche di molte altre patologie, è importante seguire un’alimentazione antinfiammatoria.

Questo tipo di alimentazione sarà ricca di frutta,verdura,spezie come la curcuma (che ha un’attività antinfiammatoria) e ricca di pesce azzurro.
Tonno e salmone ad esempio, sono ricchi di  acidi grassi omega 3 che producono prostaglandine “buone” che riducono l‘infiammazione.

Omega 3 e tumori: un nuovo alleato contro il cancro

Gli omega 3 sono un alleato per combattere contro i tumori

L’azione benefica degli acidi grassi Omega 3, è risaputo, irradia l’intero organismo.

Grazie all’ Omega 3 il nostro corpo si scopre più forte e protetto dalle infiammazioni, pronto a combattere contro il possibile insorgere di svariate malattie, spesso riducendone gli effetti e, in altri casi, impedendone lo sviluppo. Il cancro è una di queste malattie.

I tumori rappresentano ancora oggi un grande mistero per la Medicina, ma se c’è una cosa che sappiamo è che alcuni di noi nascono con una predisposizione genetica verso certi tipi di cancro e altri no.

Il gene del cancro può svilupparsi o meno in una persona (se è portatrice sana essa può non essere colpita dalla malattia ma trasmetterla ad altri individui, se infettiva, o ai discendenti, se genetica), questo non si può prevedere con totale sicurezza, ma se c’è qualcosa che può influire sulla diminuzione della possibilità che insorga è proprio l’assunzione di Omega 3.

Ci sono tanti studi e motivazioni che individuano l’ Omega 3 come alleato contro il cancro, vediamo come.

 

Omega 3 detossinanti, Omega 6 “fertilizzanti” per il cancro

I ricercatori sostengono che le cellule di Omega 3 fungano da detossinanti mentre le cellule Omega 6, al contrario, da “fertilizzanti” per il cancro.

Ed ecco che, ancora una volta, al centro di tutto, anche in malattie come il cancro, abbiamo il giusto bilanciamento degli acidi grassi Omega 3 e Omega 6: questo equilibrio, infatti, che salvaguarda il nostro corpo dalle infiammazioni, aiuta la crescita di nuove cellule sane che ci aiuteranno a prosperare al meglio e a combattere gli effetti di questa devastante malattia.

Ma facciamo un passo indietro per capire meglio il bilanciamento degli acidi grassi Omega 3 e Omega 6 e il nesso fra Omega 3 e tumori.

 

L’acido linolenico e il cancro

Gli Omega 3 competono con l’acido linoleico, un acido grasso Omega 6, che promuove lo sviluppo del cancro.

 

Attraverso questa competizione tra Omega 3 e 6, gli Omega 3 sarebbero in grado di ridurre le quantità di acido linoleico che la massa tumorale preleva dal circolo sanguigno.

Infine, mentre l’acido linoleico promuove la sopravvivenza delle cellule neoplastiche (cellule tumorali che seguono un loro programma autonomo di riproduzione) attivando un gene che ne previene la morte, gli Omega-3 favoriscono l’autodistruzione di quelle cellule tumorali, limitando così l’espansione del cancro.

Ma la disputa tra Omega 3 e Omega 6 non si limita solo a questo fenomeno. Infatti Omega 3 e Omega 6 competono anche a livello dell’attività di alcuni enzimi (che fungono da catalizzatori dei processi biologici) che promuovono la formazione di molecole che favoriscono lo sviluppo del cancro.

 

L’ Omega 3 favorisce l’autodistruzione delle cellule cancerose

Senza voler proclamare l’ Omega 3 come la ’medicina’ anticancro per eccellenza, perché è doveroso precisarlo, è stato testato come l’assunzione di Omega 3 possa, effettivamente, aumentare il processo di autodistruzione delle cellule cancerose (l’apoptosi) anche, e soprattutto, grazie alla sua forte capacità anti-infiammatoria.

Ad esempio, in un articolo pubblicato su Cancer Nutrition a proposito degli adenocarcinomi, (tumori maligni del tessuto epiteliale, che include lo strato superficiale della pelle, le ghiandole e altri altri tessuti presenti nelle cavità e negli organi del corpo) è emerso che l’assunzione di pesce e di integratori di olio di pesce Omega 3, se assunti per lunghi periodi di tempo, portavano alla riduzione del rischio di sviluppare tumori.

Le caratteristiche biologiche e molecolari degli Omega 3, nonché la capacità di interagire con altri nutrienti come gli acidi grassi Omega 6 e gli antiossidanti, dimostrano che essi possono ostacolare in modo significativo la comparsa di alcune forme di tumore e, non solo, allo stesso tempo potenziare l’effetto di alcune terapie anticancro.

 

Omega 3 in radioterapia e chemioterapia

Un altro esempio significativo è stato fornito dagli scienziati dell’Università dell’Iowa (Iowa City, Stati Uniti), che hanno analizzato l’utilità degli Omega 3 nel potenziamento della radioterapia e della chemioterapia.

Sia le radiazioni che alcuni farmaci chemioterapici uccidono le cellule tumorali generando un’elevata quantità di radicali liberi.

I radicali liberi, che rappresentano i veri ‘killer’ delle nostre cellule, ossidano la membrana delle nostre cellule, distruggono i mitocondri, che sono la centrale elettrica della cellula, e ledono il nucleo dove risiede il DNA condannando la cellula ad invecchiare e morire.

 

Gli Omega-3 combattono anche i radicali liberi e ciò porta ad un’amplificazione sia degli effetti della radioterapia, sia a quelli della chemioterapia.

Anche se gli Omega 3 non possono, certamente, essere la risposta ad ogni tipo di cancro, né l’unica terapia da seguire, questi acidi grassi possono dare ottimi risultati se vengono utilizzati in combinazione con le cure tradizionali.

 

Omega 3 e tumori al colon, al seno e alla prostata

È stata confermata, da uno studio dell’Università Cattolica di Roma, l’utilità degli Omega 3 in casi di cancro al colon.

Lo studio ha dimostrato che il trattamento giornaliero con Omega-3 (in particolare 4,1 grammi di EPA e 3,6 grammi di DHA) di pazienti con polipi al colon precancerosi è in grado di diminuire significativamente la proliferazione cellulare in sole 2 settimane.

Altre forme tumorali contro cui gli Omega-3 sarebbero efficaci sono il cancro alla prostata e il cancro al seno.

 

Omega 3 e molecola di lignano

Nel caso del cancro al seno l’Università di Toronto (Canada) ha rilevato effetti significativi riguardo l’assunzione dei semi di lino, studiati in esperimenti condotti sui ratti.

I ricercatori hanno rilevato che i semi di lino, ottima fonte di omega-3, contengono anche il lignano, una molecola che blocca la produzione degli estrogeni (ormoni femminili).

L’acido alfa-linoleico e il lignano, secondo gli esperti, sarebbero in grado di ridurre la dimensione dei tumori al seno del 50%.

E’ rilevabile però una lieve differenza tra le due sostanze, ovvero: l’acido grasso omega-3 è più efficace sulle forme di cancro già diagnosticate, mentre lignano blocca la formazione di nuove neoplasie (ovvero nuove cellule tumorali) e quindi gioca, per così dire, in “anticipo”.

 

Omega 3 sotto accusa: il potere della disinformazione

omega 3 disinformazione

Uno studio del 2013 ha mandato in subbuglio il web e la stampa, dichiarando gli Omega 3 addirittura responsabili della possibilità di contrarre tumori alla prostata, causando una disinformazione a catena.

Questi risultati erano completamente in contraddizione con tutto ciò che si sapeva e si sa, a livello di studi e di test scientificamente provati, degli effetti molecolari degli acidi grassi omega 3 e della loro capacità di modulare i processi infiammatori, i quali, è noto, contribuiscono anche alla nascita dei tumori.

La verità è che numerosissimi studi hanno proprio confermato il contrario, ovvero che l’ Omega 3 ha un effetto fortemente protettivo nei confronti dello sviluppo del tumore prostatico.

 

É doveroso, a questo punto, qualche esempio pratico, in modo che capiate al meglio.

  • Un’analisi del 2010 indica una riduzione del 63% nelle morti per tumore prostatico nei soggetti che consumano la quantità maggiore di pesce;
  • uno studio del 2004 (su 47.866 uomini) indica una tendenza ad un ridotto rischio di tumore prostatico con valori crescenti di EPA e DHA (contenuti nell’ Omega 3);
  • uno studio di Harvard del 2007 (su 14.916 uomini) indica una minore incidenza di tumore prostatico nei soggetti con livelli più elevati di Omega 3;
  • uno studio di Harvard del 2013 (su 293.464 uomini) indica che una maggiore assunzione di Omega 3 è associata ad una riduzione significativa dei casi fatali di tumore prostatico e via dicendo.

Potremmo citare ancora molti altri studi effettuati da altrettanti ricercatori di punta del settore per la cura del cancro e il risultato sarebbe sempre il medesimo: l’Omega 3 fa bene al nostro corpo.

Gli omega 3 fanno bene al nostro organismo

ATTENZIONE: Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica; si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull'uso di un medicinale è necessario contattare il proprio medico.

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