Omega-3 e Vitamina A

Betacarotene e Vitamina A

Il corpo umano non è in grado di fabbricare da se gli acidi grassi Omega-3 (chiamati anche grassi Omega-3 e grassi n-3), infatti questi sono grassi essenziali, che  il corpo deve ricavare dall’esterno, o tramite l’alimentazione o per mezzo di supplementi.

Omega 3 alimenti ad alto contenuto di Omega-3 benefici sono i pesci, gli oli vegetali, le noci, i semi di lino, l’olio di lino e le verdure a foglia verde.

Essi sono parte integrante delle membrane cellulari in tutto il corpo e influenzano la funzione dei recettori delle cellule in queste membrane. Essi forniscono il punto di partenza per la produzione di ormoni che regolano la coagulazione del sangue, la contrazione e il rilassamento delle pareti dell’arteria.

Gli Omega-3 si legano anche ai recettori nelle cellule che regolano la funzione genetica. Probabilmente a causa di questi effetti, si è visto come i grassi Omega-3 forniscano un  aiuto nella prevenzione delle malattie cardiache e ictus, e  possono anche aiutare a controllare lupus, eczema e artrite reumatoide e infine avere ruoli protettivi nel caso del cancro.

I grassi Omega-3 sono una famiglia di grassi polinsaturi.

Ci sono tre principali Omega-3: l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA) che si trovano principalmente nei pesci (per questa ragione a volte sono chiamati Omega-3 marini). Poi vi è l’acido alfa-linolenico (ALA), il più comune acido grasso Omega-3 nella maggior parte delle diete occidentali, che si trova negli oli vegetali e nei frutti a guscio (soprattutto noci), semi di lino e olio di semi di lino, verdure a foglia.

Le prove più forti che sottolineano gli effetti benefici dei grassi Omega-3 riguardano i problemi cardiaci, aritmie, che possono provocare infarti (più di 500.000 morti ogni anno).

I grassi Omega-3 riducono anche la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, migliorano la funzionalità dei vasi sanguigni e, a dosi più alte, riducono i trigliceridi.

Diversi studi hanno osservato gli effetti degli oli di pesce sulle malattie cardiache.

Nel Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell’Infarto Miocardico, i sopravvissuti ad un attacco cardiaco, che hanno assunto una capsula di grassi Omega-3 da 1 grammo ogni giorno per tre anni avevano meno probabilità di avere un altro attacco di cuore, ictus o morte improvvisa rispetto a quelli che avevano assunto un placebo.

Grazie all’ausilio degli Omega-3 il rischio di morte cardiaca improvvisa è stato ridotto di circa il 50 per cento. Un altro recente studio in cui i  partecipanti hanno assunto EPA una statina per abbassare il colesterolo ha rilevato come queste persone abbiano una minore probabilità di avere un importante evento coronarico (morte cardiaca improvvisa, infarto ecc…) rispetto a coloro che hanno preso solo la  statina.

La maggior parte della gente consuma soprattutto acidi grassi Omega-6 essenziali rispetto ai grassi Omega-3. Alcuni esperti hanno sollevato l’ipotesi che questa maggiore assunzione di grassi Omega-6 potrebbe provocare problemi cardiovascolari, ma ciò non è stato provato sull’uomo.  Molti altri studi sugli esseri umani sostengono anche i benefici cardiovascolari dei grassi Omega-3.

Salmone selvaggio: fonte ricchissima di Omega-3

Tartine di Salmone, il pesce più ricco di Omega 3 al mondo

Un alimento molto ricco di Omega-3 è il Salmone Selvaggio dell’Alaska, un pesce  gustoso e sano, che   presenta carni eccellenti ed è ricco di vitamine, selenio e Omega -3.

Le sue proteine sono di altissima qualità, inoltre hanno una facile digeribilità e posseggono  amminoacidi utili all’organismo umano. Ad esempio, esso contiene moltissime vitamine, che vanno dalla vitamina D, poco presente nel cibo, al gruppo B (B6 e B12, niacina e riboflavina). Possiede altresì notevoli quantitativi di selenio, un toccasana per la salute grazie alle sue proprietà antiossidanti ma, soprattutto, preziosissimo per il suo contenuto di Omega 3, i quali hanno benefici molteplici.

Gli studi sostengono che mangiare pesce in modo regolare è una sana abitudine alimentare, ma mangiare nello specifico il salmone lo è ancora di più grazie al suo contenuto di Omega 3, i quali hanno molti vantaggi per la salute, ad esempio riducono ii rischi di malattie cardiache, migliorano il funzionamento del cuore  e del flusso sanguigno, arrestando il restringimento delle arterie.

In base alle ricerche condotte dagli studiosi oggi si può affermare  che consumare pesce almeno due volte a settimana è una buona abitudine alimentare sia per i bambini che per le donne in gravidanza.

Il Salmone selvaggio è un pesce sicuro da consumare, perché vive in acque molto pulite e con livelli di mercurio molto bassi. Esso si nutre esclusivamente di ciò che offre il suo territorio di caccia (gamberetti, plankton e piccoli pesci) e che quindi è assolutamente affidabile per naturalità.

Che cos’è la vitamina A?

La Vitamina A è una vitamina solubile in grasso ed è anche un potente antiossidante e si trova in due forme: Vitamina A attiva e il beta carotene. La Vitamina A attiva (reticolo) deriva da fonti animali, e può essere utilizzata direttamente dal corpo.

L’altro tipo di Vitamina A, il beta carotene, è contenuto in frutta e verdura, è in forma di carotenoidi, che viene poi convertiti in retinolo dal corpo dopo l’ingerimento del cibo.

Gli studi hanno dimostrato che gli antiossidanti come appunto la Vitamina A sono importanti per la buona salute e la longevità, infatti i loro benefici sono ad ampio raggio, ad esempio preservano la salute degli occhi,la crescita cellulare ecc…

Sintomi della carenza di vitamina A

La Vitamina A è fondamentale anche per la crescita ossea, per il benessere della pelle, per i problemi respiratori e contro l’infezione urinaria. Alcune persone possono soffrire di malassorbimento di tale Vitamina, e perciò possono svilupparne una carenza.

I problemi più comuni che causa il malassorbimento della Vitamina A sono problemi legati ad esempio alla sensibilità al glutine, alla malattia intestinale infiammatoria e disturbi pancreatici.

La carenza di Vitamina A può essere un grave problema per i bambini perché la sua mancanza provoca gravi lesioni visive e cecità ad esempio.

Vitamina A e salute degli occhi

Una carenza di Vitamina A può provocare un ispessimento della cornea e quindi anche la cecità. La Cheratomalacia, è una malattia dovuta alla carenza di vitamina A che colpisce solitamente entrambi gli occhi.

I primi sintomi della Cheratomalacia possono includere la cecità notturna e la secchezza degli occhi. Gli studi dimostrano anche che l’applicazione di gocce Vitamina A negli occhi è efficace per il trattamento della secchezza oculare.

Un altro studio condotto all’inizio del 2011 ha scoperto che una forma sintetica e alterata di Vitamina A potrebbe essere in grado di rallentare la progressione della malattia di Stargardt, una malattia ereditaria che provoca la perdita della vista nei giovani.

Vitamina A: protezione della pelle, apparato respiratorio, gravidanza

  • La carenza di Vitamina A provoca la cheratinizzazione della pelle, sarebbe a dire la secchezza delle cellule epiteliali.

La Vitamina A accelera la guarigione delle ferite e la ricrescita della pelle, inoltre combatte efficacemente l’acne e in generale migliora la salute complessiva della pelle. Inoltre essa favorisce la produzione di collagene, che aiuta a mantenere la pelle giovane.

  • La carenza di Vitamina A può portare a disturbi respiratori, la cui gravità aumenta col diminuire dell’età del paziente.
  • La richiesta di Vitamina A nelle donne  nell’ultimo trimestre di gravidanza risulta maggiore, infatti è proprio in questo periodo che esse soffrono di stati di carenza di tale Vitamina. Una donna incinta può soffrire di cecità notturna se la sua assunzione di vitamina A non è sufficiente.

Vitamina A: supporto immunitario e prevenzione del cancro

Prevenzione tumori

Molte funzioni del sistema immunitario sono legate alla Vitamina A, la quale aiuta a combattere  condizioni gravi come il cancro e le malattie autoimmuni, ma anche le malattie comuni come l’influenza o il raffreddore.

Il betacarotene stimola inoltre il sistema immunitario e previene le malattie croniche. La Vitamina A è utilissima per l’immunità dei bambini. Uno studio fatto a Londra ha scoperto che la Vitamina A ha provocato la riduzione della mortalità infantile del 24% nei paesi più poveri. Lo studio ha anche dimostrato come la carenza di Vitamina A nei bambini abbia provocato un aumento della loro vulnerabilità alle infezioni come la diarrea e il morbillo.

Un altro studio ha fornito a 100.000 bambini supplementi di Vitamina A, ciò ha provocato una notevole riduzione dei casi di morbillo e diarrea, con un notevole risparmio per la spesa sanitaria colombiana. Questo studio ha concluso quindi l’utilità del consumo di Vitamina A per il trattamento di questi problemi medici nei bambini.

Secondo i ricercatori, l’assunzione di Vitamina A potrebbe essere utile nel trattamento diverse forme di cancro grazie alla sua capacità di controllare le cellule maligne nel corpo.

Vari sudi hanno dimostrato come il cancro della prostata, del seno, della vescica e della pelle siano efficacemente trattati con l’ausilio dell’acido retinoico. Un altro studio ha ha notato l’efficacia di quest’ultimo anche contro melanoma, cancro al polmone, al seno e alla prostata, infatti dosi elevate di acido retinoico possono portare alla citotossicità, che  aiuta appunto la soppressione del tumore.

Succo estratto di carote: un vero integratore naturale

Il succo di carota è la più ricca fonte di Vitamina A che il corpo possa assimilare velocemente che stimola l’appetito e favorisce la digestione. Contiene inoltre tantissime altre vitamine: la vitamina B, la vitamina C, la D, la E, la G, e la K. Il succo di carota può essere assunto a volontà fino a 2 litri al giorno.

Aiuta anche a rafforzare le ossa e i denti, e a migliorare la qualità del latte materno. Il succo crudo di carota possiede tanti altri benefici, ad esempio combatte le ulcere e le  infezioni ed agisce in maniera efficace sulle ghiandole surrenali.

Omega-3 e Vitamina A nella cura della Retinite Pigmentosa

Alcuni pazienti affetti  da retinite pigmentose, una malattia oculare che può portare alla perdita della vista, i quali sono stati curati con Vitamina A e DHA, un grasso Omega-3, non hanno mostrato un rallentamento nella progressione della malattia.

Altri studi hanno evidenziato il fatto che i pazienti trattati con Vitamina A hanno un declino più lento nella funzione retinica e nella perdita della vista rispetto ai pazienti che non assumono Vitamina A. Altri studi ancora hanno sottolineato come i pazienti con le retinite pigmentose tendano ad avere nel sangue livelli più bassi di DHA, un acido grasso Omega-3.

Eliot L. Berson, della Facoltà di Medicina di Harvard e i suoi colleghi si sono chiesti se somministrare DHA  ai pazienti che già   assumevano Vitamina A poteva fermare o rallentare la retinite pigmentosa da cui erano affetti. I ricercatori hanno esaminato 221 paziente con le retinite pigmentose tra i 18 – 55 anni di età in un periodo di quattro anni. Ai pazienti sono stati somministrati 1.200 milligrammi al giorno di DHA e una dose Vitamina A.

I ricercatori, però, non hanno trovato differenze significative nella diminuzione della funzione oculare con la somministrazione simultanea di Vitamina A e DHA. Invece, un altro studio dice l’esatto contrario, infatti sostiene che l’assunzione di Omega 3 e Vitamina A rallenti la progressione della retinite. I ricercatori di Harvard hanno proprio messo l’accento sui possibili vantaggi della combinazione tra questi due elementi nei malati di retinite pigmentosa, una malattia che colpisce circa due milioni di persone in tutto il mondo.

In questo studio sono stati analizzati i dati di 357 pazienti con retinite pigmentosa, i quali hanno ricevuto la Vitamina A in un periodo compreso tra i quattro e i sei anni. I questionari dietetici completati all’atto dell’iscrizione e alle visite annuali sono state analizzate per l’assunzione di acidi grassi Omega-3. In quelli che assumevano regolarmente dosi elevate di Omega-3, è stata osservata una riduzione del 40% del tasso medio annuo di diminuzione dell’acuità visiva rispetto a quelli che ne consumavano quantità inferiori.

Il trattamento della Vitamina A combinato con una dieta ricca di Omega-3 dovrebbe aiutare molti pazienti affetti da retinite di migliorare la loro condizione.

 

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