Gli acidi grassi Omega-3 sono incredibilmente importanti. Essi posseggono moltissimi benefici per la salute del corpo e del cervello. Infatti, pochissime sostanze nutritive sono state studiate in modo accurato come gli acidi grassi Omega-3.

Gli Omega-3 apportano moltissimi benefici alla salute dell’uomo.

Gli Omega-3 possono combattere la depressione e l’ansia

donne in stato depressivoLa depressione è uno dei disturbi mentali più comuni nel mondo. I sintomi comprendono la tristezza, letargia e una generale perdita di interesse per la vita. L’ansia è anche un disturbo molto comune, ed è caratterizzato da preoccupazione e nervosismo costante.

Diversi studi condotti dai ricercatori hanno scoperto che le persone che consumano regolarmente Omega-3 sono meno inclini a essere depresse. Inoltre, quando le persone con depressione o ansia cominciano ad assumere supplementi di Omega-3, i loro sintomi subiscono un notevole miglioramento.

Esistono tre tipi di acidi grassi Omega-3 : ALA, EPA e DHA. Dei tre, l’EPA sembra essere il migliore nel combattere la depressione. Uno studio ha anche trovato che l’EPA sia efficace contro la depressione come il Prozac, un farmaco antidepressivo.

Omega-3 in gravidanza

omega 3 in gravidanza e quantità da assumereGli Omega-3 apportano molti benefici, come promuovere la salute del cervello durante la gravidanza, infatti essi sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo del cervello nei neonati.

Il DHA rappresenta il 40% degli acidi grassi polinsaturi nel cervello e il 60% nella retina dell’occhio, perciò non sorprende che i neonati alimentati con una formula forzata a DHA abbiano una vista migliore rispetto ai neonati alimentati con una formula senza di essa.

Quindi assumere abbastanza Omega-3 durante la gravidanza è stato associato a numerosi benefici per il bambino: spiccata intelligenza, migliore comunicazione e abilità sociali, minori problemi di comportamento, diminuzione del rischio di ritardi nello sviluppo, diminuzione del rischio di ADHD, autismo e paralisi cerebrale.

Gli Omega-3 possono migliorare i fattori di rischio per la malattia cardiaca

Omega 3 e benefici per il cuore

Gli attacchi cardiaci sono le principali cause di morte nel mondo. Decenni fa, i ricercatori hanno osservato che le comunità con un maggiore consumo di pesce hanno avuto un tasso molto basso di queste malattie. Questo risultato è legato  in parte al consumo di Omega-3.

Da allora, gli acidi grassi Omega-3 hanno dimostrato di avere numerosi vantaggi per la salute del cuore. Infatti essi agiscono su diversi aspetti della salute cardiaca, ad esempio causano una notevole riduzione dei trigliceridi,  riducono i livelli di pressione sanguigna nelle persone con pressione alta, aumentano i livelli di colesterolo HDL (“buoni”), mantengono le arterie lisce e prive di danni.

Nonostante vi siano tutti questi  benefici sui fattori di rischio che causano problemi cardiaci, non esistono prove convincenti del fatto che i supplementi di Omega-3 possono prevenire attacchi cardiaci.

Omega-3 e ADHD

Il disordine di iperattività di deficit di attenzione (ADHD) è un disturbo comportamentale caratterizzato da disattenzione, iperattività e impulsività, che colpisce i bambini.

Diversi studi hanno riscontrato nei bambini con ADHD dei livelli più bassi nel sangue di acidi grassi Omega-3, rispetto ai loro coetanei che non ne sono affetti.

Inoltre, numerosi studi hanno trovato che i supplementi di Omega-3  possono aiutare a ridurre i sintomi di ADHD, infatti essi contribuiscono a migliorare la disattenzione e la capacità di completare le attività. Inoltre riducono iperattività, impulsività e agitazione.

Recentemente, i ricercatori hanno valutato come l’integrazione di olio di pesce sia uno dei trattamenti più promettenti per combattere l’ADHD.

Gli Omega-3 possono combattere l’infiammazione

Gli omega 3 ci salvano la vita agendo contro l'infiammazioneIl corpo umano può essere colpito da infiammazione che a volte  persiste per molto tempo, anche senza infezione o lesioni presenti, in questo caso si parla d’ infiammazione cronica (a lungo termine).

L’infiammazione a lungo termine può causare diverse malattie croniche , incluse le malattie cardiache e il cancro.

Gli acidi grassi Omega-3 possono ridurre la produzione di molecole e sostanze legate all’infiammazione, infatti gli studi hanno dimostrato che esiste un legame tra una maggiore assunzione di Omega-3 ed una riduzione dell’infiammazione.

Gli Omega-3 possono combattere le malattie autoimmuni

Nelle malattie autoimmuni, il sistema immunitario attacca le cellule sane.

Il diabete di tipo 1 ne è un esempio, infatti in questa malattia, il sistema immunitario attacca le cellule che producono insulina nel pancreas.

Gli studi dimostrano che assumere abbastanza Omega-3 durante il primo anno di vita dei bambini aiuta a ridurre il rischio di molte malattie autoimmuni, tra cui il diabete di tipo 1, il diabete autoimmune negli adulti e la sclerosi multipla.

Inoltre, gli Omega-3 sono molto efficaci nel trattamento del lupus, dell’artrite reumatoide, della colite ulcerosa, del morbo di Crohn e della psoriasi.

Omega-3 e miglioramento dei disturbi mentali

Disturbi mentali e omega-3Sono stati riportati bassi livelli di Omega-3 nei soggetti con disturbi psichiatrici.

Gli studi hanno dimostrato infatti che gli integratori di Omega-3 possono ridurre la frequenza delle oscillazioni e delle ricadute di umore nelle persone con schizofrenia e disturbo bipolare. Il complemento con gli acidi grassi Omega-3 può anche ridurre il comportamento violento, combattere la diminuzione della memoria legata all’età e l’Alzheimer. Il declino della funzione cerebrale è una delle conseguenze inevitabili dell’invecchiamento,

Infatti diversi studi hanno dimostrato come una maggiore assunzione di Omega-3 possa aiutare a ridurre la demenza legata all’età e ad un rischio ridotto di Alzheimer. Inoltre, un altro studio sostiene che le persone che mangiano pesci grassi tendono ad avere più materia grigia nel cervello, ossia il tessuto cerebrale che elabora informazioni, ricordi e emozioni.

Omega-3 e prevenzione del cancro

cancro al seno ed omega 3Il cancro è una delle principali cause di morte nel mondo occidentale, e gli acidi grassi Omega-3 da tempo sono considerati efficaci nella riduzione del rischio di alcuni tumori. Gli studiosi sostengono che le persone che consumano Omega-3 hanno un rischio inferiore al 55% di essere colpiti dal cancro al colon.

Inoltre, il consumo di Omega-3 è stato collegato a un rischio ridotto di cancro alla prostata negli uomini e nel cancro al seno nelle donne. Tuttavia, non tutti gli studi concordano su questo punto.

 

Vitamina K: fondamentale per la coagulazione

Vitamina K

La vitamina K svolge un ruolo fondamentale nell’aiutare il coagulo di sangue, impedendo un eccessivo sanguinamento. A differenza di molte altre vitamine, la vitamina K non viene usata tipicamente come integratore alimentare .

La vitamina K è in realtà un gruppo di composti. Il più importante di questi composti sembra essere la vitamina K1 e la vitamina K2. La vitamina K1 è ottenuta dalle verdure. La vitamina K2 è un gruppo di composti ottenuti in gran parte da carni, formaggi e uova e sintetizzati da batteri.

La vitamina K1 è la forma principale del supplemento di vitamina K disponibile negli Stati Uniti.

Recentemente, alcune persone hanno usato la vitamina K2 per curare l’ osteoporosi e la perdita ossea indotta da steroidi, ma gli studiosi su questo punto sono in conflitto perché non ci sono dati sufficienti che inducono a consigliare l’ utilizzo della vitamina K2 per l’ osteoporosi .

Perché la gente assume la vitamina K?

Vitamina K e Omega 3 sono alleati per la nostre salute!Bassi livelli di vitamina K possono aumentare il rischio di sanguinamento incontrollato. Mentre carenze della vitamina K sono rari negli adulti, invece sono molto comuni nei neonati.

Anche se la carenza di vitamina K è piuttosto rara, tuttavia in alcuni casi essa si può verificare. Ad esempio in presenza di malattie che colpiscono l’assorbimento nel tratto digestivo, come la malattia di Crohn o la malattia celiaca attiva, se si assumono farmaci che interferiscono con l’assorbimento di vitamina K, in caso di malnutrizione, se si bevono alcolici ecc.

In questi casi è bene assumere un integratore di vitamina K.

È possibile ottenere la vitamina K dagli alimenti?

Le fonti alimentari di vitamina K includono verdure, in particolare verdure a foglia verde, oli vegetali e alcuni frutti. La carne, i prodotti lattiero-caseari e le uova contengono bassi livelli di vitamina K1, ma modesti quantità di vitamina K2. Il Nattō (un alimento tradizionale giapponese fatto con la soia fermentata) ha elevate quantità di vitamina K2, la quale è contenuta anche nel formaggio. Tuttavia, le forme e i quantitativi di vitamina K in questi alimenti possono variare a seconda dei ceppi batterici utilizzati per produrre gli alimenti e le loro condizioni di fermentazione.

Le fonti più comuni di vitamina K sono spinaci, broccoli, lattuga come iceberg grassi e oli, in particolare l’olio di soia e canola.

I dati sulla biodisponibilità delle varie forme di vitamina K dall’alimento sono molto limitate. Il tasso di assorbimento di vitamina K2 nella sua forma libera è di circa l’80%, ma il suo tasso di assorbimento dagli alimenti è notevolmente inferiore. La vitamina K1 negli alimenti vegetali è strettamente legata ai cloroplasti, quindi è meno biodisponibile di quella derivata da oli o integratori alimentari. Ad esempio, il corpo assorbe solo dal 4% al 17% di vitamina K1 da spinaci come da una compressa. Consumare verdure allo stesso tempo migliora l’assorbimento di vitamina K1 dalle verdure, ma la quantità assorbita è ancora inferiore a quella degli oli.

Quali sono i rischi di prendere la vitamina K?

Alcuni alimenti contenenti Vitamina K, che fa bene alla nostra saluteGli effetti collaterali della vitamina K  alle dosi raccomandate sono rari.

Può accadere che molti farmaci possano interferire con gli effetti della vitamina K, ad esempio gli antiacidi, i farmaci per diluire il sangue, gli antibiotici, l’ aspirina, i farmaci per il cancro, le crisi epilettiche, il colesterolo alto e altre condizioni.

Prima di prendere comunque i supplementi di vitamina K è bene parlarne col proprio medico curante. Le persone che utilizzano Coumadin per problemi cardiaci, disturbi di coagulazione o altre condizioni devono fare attenzione alla quantità di vitamina K che assumono o usarla sotto stretto controllo medico.

Esistono riscontri dell’efficacia della vitamina K sulla salute dello scheletro?

Scheletro umanoPurtroppo non vi è alcuna certezza di una reale efficacia della vitamina K nel prevenire le fratture ossee dovute alla loro fragilità.

Fino ad oggi, gli studi pubblicati sono stati eseguiti su diverse popolazioni, con varie abitudini alimentari, dosi diverse di vitamina K e vari fattori di rischio di frattura. La vitamina K è importante per la salute ossea e, in effetti, bassi livelli di essa sono stati collegati ad un aumento del rischio di fratture all’anca.

Tuttavia, i risultati delle ricerche non sono giunti a nessuna conclusione particolare sul fatto che la supplementazione di vitamina K1 o K2 diminuisca il rischio di fratture alle vertebre e non. Deve ancora essere chiaro quale tipo di vitamina K (K1, K2, K3) sia da usare come supplemento per migliorare la salute ossea. L’efficacia della vitamina K sulla qualità dell’osso e sulla prevenzione delle fratture dovrà essere confermata in futuro per mezzo di altri studi scientifici.

Attualmente, ci sono ancora dei limiti nella somministrazione di una dieta ricca di vitamina K che aiuti a migliorare la salute delle ossa e in particolare delle fratture dovute a fragilità. Quindi momentaneamente  non è  consigliabile usare supplementi per prevenire osteoporosi e fratture in donne che si trovano in  post menopausa e agli stessi uomini.

Inoltre, non vi è alcuna informazione chiara su quali marcatori biologici possono essere più sensibili nella valutazione degli effetti positivi o negativi sullo scheletro, legata appunto all’assunzione di vitamina K.

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