Omega 3 Colesterolo

Grassi saturi sono abbondanti di Omega 6 e possono innescare infiammazioni

Abbasso il colesterolo grazie agli Omega-3!

E’ stato fissato un nuovo limite di allerta per il colesterolo cattivo LDL che ora non deve mai superare quota 100” è la dichiarazione da parte di Francesco Romeo, Presidente della Società Italiana di Cardiologia. Le nuove linee guida dell’ESC (società europea di cardiologia) rivoluzionano i parametri della medicina moderna. Infatti, fino ad ora, il limite era fissato a 190 milligrammi per decilitro, quasi il doppio rispetto alla decisione attuale.

Prima però facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire che cos’è il colesterolo e perché è necessario controllarlo prima di superare la soglia critica.

Il colesterolo è una sostanza grassa necessaria al nostro organismo poiché partecipa alla sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D e costituisce le membrane delle cellule.

È una sostanza non idrosolubile dal momento che, per poter circolare nel sangue, è incapsulato in lipoproteine. Esistono due tipi di lipoproteine:

  1. LDL (Low Density Lipoproteins) che trasportano il colesterolo dal fegato alle cellule del corpo
  2. HDL (High Density Lipoproteins) che rimuovono il colesterolo in eccesso dai tessuti riportandolo al fegato dove poi verrà eliminato.

Le lipoproteine HDL trasportano il colesterolo HDL detto anche ‘colesterolo buono’ poiché agisce come da spazzino nel corpo umano. Un alto livello di colesterolo HDL ha effetto benefico sull’organismo e riduce il rischio di ictus ed infarto.

Le lipoproteine LDL trasportano invece il colesterolo LDL. Quest’ultimo è detto ‘colesterolo cattivo’ che, se presente in quantità eccessive, è molto pericoloso poiché si lega alle pareti delle arterie formando placche aterosclerotiche molto pericolose che ostacolano la circolazione sanguigna. Quando l’ostruzione delle arterie impedisce al cuore di ricevere abbastanza sangue ricco di ossigeno, il soggetto può essere vittima di malattie cardiovascolari potenzialmente fatali come infarto del miocardio, ictus e aterosclerosi cronica.

In molti casi, alti livelli di colesterolo non producono sintomi chiari ed identificabili, per questo molte persone ignorano di soffrire di ipercolesterolemia. Si parla di ipercolesterolemia quando il colesterolo totale (LDL e HDL) è troppo alto e supera la soglia critica di 200 mg/dl.

Esistono alcuni fattori di rischio che possono contribuire all’ipercolesterolemia quali:

  • Fattori genetici
  • Genere (è più a rischio il genere femminile)
  • Età
  • Concomitanza con malattie metaboliche (es. il diabete)
  • Sovrappeso
  • Mancanza di attività fisica
  • Fumo
  • Dieta poco equilibrata

Inevitabile sottolineare che il primo approccio fondamentale per abbassare il colesterolo è quello di un intervento dietetico.

Spesso la correzione alimentare produce risultati uguali, o addirittura maggiori, rispetto a quelli ottenuti con l’assunzione di farmaci.

I cibi in grado di ridurre il livello di colesterolo sono vari quali:

  • Avena: fonte di fibre vegetali che riducono l’assorbimento di colesterolo
  • Cereali integrali: ricchi di fibra accelerano il transito intestinale riducendo l’assorbimento del colesterolo
  • Legumi: ricchi di Lecitina, una fibra che ostacola il deposito di colesterolo nelle arterie
  • Frutta e verdura: ricche di fibre ed antiossidanti
  • Noci: in grado di ridurre il 6% di colesterolo in soli 6 giorni
  • omega 3: con azione antinfiammatoria sulle arterie.

Proprio gli omega 3 sono fondamentali nella riduzione della quantità di colesterolo, agendo senza alterare in maniera significativa i livelli di LDL ma contribuendo ad aumentare il livello di colesterolo HDL migliorando, di conseguenza, il livello di colesterolo totale e il profilo di rischio cardiovascolare.

In Omega 3 colesterolo vi spiegheremo come il rimedio ad alti livelli di colesterolo si trovi nell’alimentazione e come le sostanze ricche di omega-3 abbiano un ruolo fondamentale nel suo controllo e nella sua prevenzione.

Omega tre colesterolo: gli acidi grassi che fanno bene alla salute

I grassi sono molecole che combinano una di glicerolo e tre di acidi grassi che vengono utilizzati come fonte di energia principale del nostro corpo. Sono fondamentali per la crescita e per sviluppare le funzioni cellulari.

Esistono due tipologie di acidi grassi che hanno proprietà molto diverse: gli acidi grassi saturi e gli acidi grassi insaturi/lipidi. La differenza risiede nella loro struttura e nel loro effetto sul corpo.

I primi sono costituiti da un singolo legame, sono di olio di animale e generalmente dannosi per la salute poiché aumentano i livelli di colesterolo nel sangue aumentando di conseguenza il rischio di malattie cardiovascolari.

I secondi, invece, sono caratterizzati da un doppio legame, costituiti da olio vegetale e sono anche chiamati “grassi buoni” dal momento che contribuiscono a mantenere un livello normale di colesterolo e sono ottimi per la salute.

I professionisti della salute consigliano di limitare il consumo di grassi saturi e sostituirli con grassi insaturi nella propria dieta evitando il consumo eccessivo di burro, carne, salsicce, formaggio, latte e suoi derivati e incrementando nella dieta il consumo di alimenti vegetali, cereali e pesci di lago.

Tra i più importanti grassi insaturi troviamo gli Omega-3 che combinano una molecola di glicerolo e tre di acidi grassi, vengono definiti “grassi essenziali” dal momento che vengono utilizzati come fonte di energia principale del nostro corpo. Poiché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli spontaneamente, l’unico modo per garantire al nostro corpo la quantità di grassi essenziali di cui ha bisogno è introdurli con la dieta.

Gli acidi grassi sono di tre tipologie:

  1. acido alfa-linolenico (ALA)
  2. acido eicosapentaenoico (EPA)
  3. acido docosaesaenoico (DHA)

L’acido alfa-linolenico è di origine vegetale e si può trovare in alimenti quali: semi ed olio di lino, noci e cereali, vegetali a foglie verdi e in alcuni legumi mentre EPA e DHA si trovano solitamente nei pesci azzurri d’acqua salata e nelle microalghe, come la Spirulina.

Rapporto omega-3 e omega-6: la giusta quantità

Gli omega-3 sono indispensabili per il buon funzionamento dell’organismo poiché agiscono a molti livelli producendo effetti benefici e protettivi molteplici:

  • combattono l’acne e ritardano l’invecchiamento cellulare della pelle
  • hanno effetto antinfiammatorio alleviando l’affaticamento e i dolori articolatori
  • prevengono o rallentano la progressione di osteoartrosi
  • migliorano la capacità mnestica e la salute generale del cervello
  • regolano la pressione sanguigna
  • riducono la formazione di coaguli del sangue
  • riducono l’accumulo di trigliceridi
  • stimolano la produzione di leptina migliorando il metabolismo
  • impediscono la formazione e accumulo di colesterolo cattivo.

Affinché siano in grado di esercitare la loro funzione protettiva devono mantenersi in superiorità numerica nel sangue rispetto agli omega 6. Gli omega 6 sono presenti nell’organismo in quantità maggiori poiché presenti in alimenti quali carne, burro e condimenti vari molto utilizzati nell’alimentazione occidentale.

Il rapporto tra gli acidi grassi essenziale è un fattore molto importante che rappresenta un criterio di equilibrio nutrizionale fondamentale. Le linee guida suggeriscono un rapporto di omega 6: omega 3 di tipo 4:1 anche se attualmente le nostre abitudini alimentari sfiorano un rapporto minimo di 16:1 sino anche a più di 20:1! Se il rapporto è fortemente sbilanciato, gli omega 3 non riescono più a svolgere il loro ruolo protettivo e l’organismo si ammala.

La carenza di Omega 3 si può manifestare con sintomi quali:

  • stanchezza
  • pelle secca
  • cattiva circolazione
  • sbalzi d’umore
  • problemi di memoria

La dose giornaliera consigliata di Omega 3 è di 3 g per adulto, e produce un effetto benefico favorendo una maggiore elasticità dei vasi sanguigni e delle arterie e riducendo la produzione di placche.

Omega3 e colesterolo: studi a confronto

Abbiamo visto prima come il colesterolo sia una sostanza essenziale presente nel corpo umano, tuttavia se le concentrazioni nel sangue diventano troppo alte superando la soglia critica di 200 mg/dl diventa un pericolo silenzioso che espone il soggetto a rischio di malattie coronariche.

Infatti, livelli elevati di colesterolo portano ad un accumulo dello stesso nelle arterie che, di conseguenza, subiscono un restringimento (aterosclerosi) in cui le placche formatesi causano una limitazione del flusso sanguigno. In una condizione di questo tipo, al cuore verrà richiesto uno sforzo maggiore per pompare il sangue in circolo; uno sforzo che con il passare del tempo indebolirà inevitabilmente il nostro organo più importante.

Gli studi fino ad ora effettuati dimostrano come effettivamente gli omega 3 abbiano un ruolo importante nel ridurre il rischio delle patologie cardiovascolari. In particolare:

  • Riducono la trigliceridemia,
  • Riducono la pressione sanguigna sia in persone normale che ipertese,
  • Riducono i danni legati all’iperglicemia,
  • Fluidificano il sangue
  • Riducono la tendenza alla coagulazione.

Tuttavia gli studi che indagano specificatamente la relazione tra colesterolo e omega 3 non producono risultati chiari.

Alcuni studi mostrano come il consumo di omega 3, influenzando la composizione totale di lipoproteine, contribuisca ad aumentare il livello di colesterolo buono HDL migliorando così il profilo cardiovascolare.

Altri studi invece sottolineano, invece, come non ci siano effetti sufficientemente provati sull’abbassamento del colesterolo LDL o che una riduzione della quantità di colesterolo cattivo sia talmente minima da poter essere influenzata da molte altre variabili difficili da controllare.

In questo ambito i risultati sono ancora controversi e richiedono ulteriori indagini scientifiche, ma è indubbio che gli Omega 3 siano nutrienti assolutamente indispensabili per la nostre salute.

Omega-3 in popolazioni a rischio

Omega 3 in soggetti obesi

La diagnosi di obesità viene effettuata calcolando l’indice di massa corporea BMI (Body Mass Index). Si parla di sovrappeso quando la BMI è compresa tra 25 e 30 mentre se supera i 30 si ricade nell’obesità.

Gli ultimi dati pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano una prevalenza di quasi 2 miliardi di persone in sovrappeso e, di queste, oltre 600 milioni obese. L’obesità è una vera e propria malattia che porta a conseguenze anche gravi a livello cardiaco. Nei soggetti obesi, l’espansione del tessuto adiposo tra le cellule muscolari del cuore porta al rilascio di sostanze che innescano pericolosi processi infiammatori che indeboliscono il muscolo cardiaco.

Gli omega-3, grazie alla loro azione antiossidante ed antinfiammatoria, sono in grado di contrastare il meccanismo di adesione delle piastrine alle pareti dei vasi e la conseguente formazione della placca aterosclerotica.

Limitando la produzione delle molecole pro-infiammatorie, gli omega 3 sono anche in grado di spegnere quell’infiammazione cronica che è frequente nei soggetti obesi.

Omega 3 in soggetti diabetici

Il diabete mellito è una malattia cronica del metabolismo causata da un difetto nella produzione o nell’azione dell’insulina. La più comune forma di malattia è quella di tipo 2 che rappresenta il 90-95% di tutti i casi di diabete.

Un recente studio scientifico, pubblicato sulla rivista Diabetes Care, suggerisce una stretta correlazione tra livelli di omega-3, acidi grassi polinsaturi, ed una riduzione del rischio di diabete di tipo 2.

Prendendo in riferimento un campione di 2.212 uomini sani con un’età compresa tra i 42 e 60 anni gli studiosi hanno analizzato la quantità di omega 3 nel sangue. A distanza di 19 anni, il diabete di tipo 2 è stato diagnosticato a 422 soggetti ma negli uomini che anni prima avevano un alto livello di EPA e DHA il rischio di diabete era di 1/3 inferiore.

Secondo gli autori, questo effetto positivo potrebbe essere dovuto alla loro influenza su adiposità, ipertensione e profilo lipidico che sono importanti fattori di rischio per la malattia.

 

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