Omega 3: il segreto per fare crescere il tuo bambino sano e forte!

Bambino in salute

Omega 3 per bambini neonati e salute prenatale

Gli omega 3 sono importanti per i bambini sin dai primi giorni giorni di vita, in verità, ancora prima prima che nascano. Questo, per diversi fattori:

  • Sviluppo cognitivo: Alcuni studi mostrano che le pappe e il latte in polvere per neonati arricchiti con omega-3, in particolare DHA, hanno mostrato miglioramenti nei test di coordinazione occhio-mano, durata dell’attenzione, delle abilità a livello sociale e dell’intelligenza.
    Secondo altri studi i bambini nati da mamme che avevano assunto spplementi di omege-3 durante la gravidanza e durante i primi mesi di allattamento hanno avuto punteggi più alti in test cognitivi effettuati all’età di 4 anni rispetto ai bambini le cui mamme non avevano assunto supplementi di DHA e EPA.
  • Asma e allergie: Uno studio condotto nel 2008 ha rilevato che i figli adolescenti di donne che avevano assunto omega-3 durante la gravidanza erano meno propensi a sviluppare l’asma.I bambini che seguono una dieta ricca di pesce infatti, sono esposti in maniera minore alle allergie e all’asma. La ragione di questo fenomeno sembra essere l’incorporazione nelle membrane cellulari degli acidi grassi omega-3, con conseguente riduzione nella produzione di leucotieni e prostagliandine proinfiammatori. Un’alimentazione ricca in omega-3 durante la gravidanza è connessa ad una minore incidenza di questi disturbi nei bambini.
    Il consumo di cibi proinfiammatori contribuisce a determinare l’incidenza e la forza dei fenomeni asmatici e allergici. Nella dieta occidentale il consumo di omega-6 è compreso tra 20 e 25 volte quello degli omega 3, determinando una maggiore infiammazione dovuta ai metaboliti dell’acido arachidonico.
  • L’asma bronchiale provoca il restringimento dei rami bronchiali più piccoli ed è caratterizzata da tosse e difficoltà respiratorie.

La supplementazione di omega-3 ha mostrato la capacità di ridurre il restringimento bronchiale la produzione di mediatori dell’infiammazione.

  • Crescita : E’ stato provato che gli omega-3 aggiunti a latte in polvere promuovano la crescita e lo sviluppo del cervello nei menati prematuri.
  • Parto prematuro: Uno studio del 2003 ha provato che le donne che mangiano uova arricchite con omega-3 sono meno propense ad iniziare il travaglio prematuramente, rispetto alle donne che mangani uova normali.

Molti tipi di latte in polvere oggi sono arricchiti con DHA. Il latte del seno materno è la fonte ideale di omega-3, sebbene la quantità di omega-3 possa essere comunque influenzata dall’alimentazione della neomamma.

Omega-3 per bambini e adolescenti

Gli studi hanno preso in considerazione anche alcune malattie infantili tra cui:

  • AHDH (attention-deficit/Hiperactivity Disorder): l’ ADHD è la sigla che sta per sindrome da deficit di attenzione e iperattività. I bambini con l’ADHD spesso hanno livelli di omega-3 più bassi del normale e alcuni trattamenti prendono in considerazione l’uso di olio di pesce. E’ stato rilevato che i supplementi di olio di pesce possono migliorare il comportamento, ridurre l’iperattività e aumentare l’attenzione nei bambini sotto i 12 anni.
  • Depressione: l’olio di pesce viene spesso utilizzato come trattamento per la depressione negli adulti ma sono stati condotti studi anche sui bambini. Uno studio condotto nel 2006 che aveva come soggetti bambini dai 6 ai 12 in stato di depressione, ha rilevato un miglioramento dei sintomi con la supplementazione di olio di pesce
  • Diabete: le ricerche hanno dimostrato che i bambini ad alto rischio di sviluppare diabete di tipo-2 hanno abbassato la percentuale di rischio dopo aver iniziato una dieta con ricco contenuto di omega-3.

Omega 3 per combatte i disturbi di attenzione e comportamentali

Gli omega 3 possono essere definiti come i mattoni necessari per la costruzione di un cervello sano nei bambini e sono, quindi, nutrienti indispensabili per il loro benessere e il loro sviluppo.Una dieta inadeguata e povera di alimenti fondamentali influisce negativamente sul comportamento, sulla capacità di attenzione, sulla memoria e sul rendimento scolastico dei bambini.

La carenza di omega 3 viene spesso associata, più comunemente, ai disturbi di comportamento e di apprendimento dei bambini iperattivi. Alcune ricerche hanno, infatti, sottolineato come le concentrazioni ematiche di omega 3 nei bambini iperattivi risultino spesso ridotte.
I bambini che hanno meno omega 3 nel proprio sangue incorrono in maggiori possibilità di venire affetti da malattie come ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), disturbo ossessivo compulsivo e disturbo della condotta.Infatti, a dimostrazione di ciò, è stato appurato da studi che chi risiede in zone mediterranee e asiatiche, dove si consuma molto più pesce ed alimenti omega 3, mostra un’incidenza significativamente inferiore di tutta questa serie di malattie comportamentali.
L’assunzione di più omega 3, determina una minore possibilità di sviluppare caratteri violenti ed avere disturbi comportamentali.Recenti studi svolti in Svezia, inoltre, hanno dimostrato che gli omega 3 possono aiutare anche chi affetto da dislessia, specie i bambini.

Curare l’iperattività e il deficit di attenzione con gli omega-3

Impulsività, mancanza di attenzione e iperattività. Questi sono i segnali che indicano che un bambino soffre di ADHD (Attention Deficit/ Hyperactivity Disorder), ovvero la sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

I vostri bambini stanno seguendo una terapia a base di Ritalin? Molti insegnanti suggeriscono ai genitori questo farmaco perché è stato dimostrato efficace su bambini con scarsa concentrazione e basse capacità di apprendimento.

Sebbene gli insegnanti siano i primi ad accorgersi di questi sintomi, sono sempre i genitori ad avere l’ultima parola, dopo aver consultato uno specialista nel settore, e a decidere quale sia la cura migliore per il proprio figlio.

E’ fondamentale che i genitori considerino ciò che è meglio per la salute a breve termine e a lungo termine del bambino. Per alcuni bambini le terapie a base di medicinali sono efficaci, mentre per altri essa potrebbe portare a complicazioni, incluso un maggiore rischio di contrarre disordini del comportamento, inibizione della crescita e cancro ( sembra che alcuni effetti negativi del Ritalin sia la cancerogenicità ). Si può dire che in alcuni casi l’uso di farmaci deve essere visto come l’ultima spiaggia.

Ci sono infatti diversi fattori che possono essere identificati ed eliminati in anticipo. Questi includono cibi che contengono additivi, carboidrati raffinati e allergeni.

La convinzione generale sulla ADHD è che la causa sia biologica e multi-fattoriale.

Ma…ad una riflessione più profonda questo disordine può sembrare molto insolito.

Gli esseri umani hanno allevato i propri figli per centinaia di anni senza il bisogno di dare loro alcun tipo di medicinale. Perché questo accade proprio ai giorni nostri ? E perché accade solo nelle società occidentali industrializzate?

Alcune interessanti ricerche hanno rilevato che i bambini con l’ADHD sono stati allattati meno a lungo rispetto ai bambini che non soffrono di questa patologia. Il latte materno contiene DHA  in quantità che variano in base all’assunzione di omega-3 da parte della madre durante la gravidanza.

E’ stato anche scoperto che il quantitativo di latte materno nelle donne americane è il più basso al mondo, probabilmente perché la dieta americana è povera di pesce o carne di bestiame allevato all’aperto. Sorprendentemente, gli Stati Uniti sono l’unica nazione al mondo in cui l’arricchimento con omega-3 del latte in polvere non è obbligatorio, nonostante le raccomandazioni della World Health Organization.

E’ possibile che le basse performance scolastiche dei bambini statunitensi siano dovute ad una carenza di DHA?

Se fosse così allora, staremmo producendo generazioni di giovani americani che si ammaleranno sicuramente nel futuro a causa di deficit nutrizionali.

Latte in polvere, omega-3 e disturbi cognitivi

E’ ormai un fatto consolidato che il DHA,  acido grasso della serie omega-3, sia essenziale per lo sviluppo corretto e sano del tessuto nervoso in neonati e bambini.

Negli adulti in salute e senza carenze alimentari, il principale magazzino di DHA è il sistema nervoso, inclusi il cervello e la retina dell’occhio.

L’importanza degli acidi grassi omega-3 nella crescita, sviluppo e funzionamento del sistema nervoso, è diventata una questione rilevante nella produzione del latte in polvere per neonati.

Una buona parte del latte in polvere per neonati presenti in commercio contiene più omega 6 rispetto a omega 3. I neonati che ricevono un’adeguata quantità di omega-3 ottengono risultati migliori nei test attitudinali e sviluppano una maggiore acuità visiva.

Questa è una delle ragioni per cui si ritiene che il latte materno sia di gran lunga migliore rispetto a quello in polvere. Ma si può sfruttare di questi benefici solo se la mamma sta seguendo una dieta ricca di omega 3, che le permetta di fornire al suo bambino omega-3 sia nell’utero che attraverso il latte materno.

Sebbene gli omega-3 siano importantissimi per il processo di crescita e sviluppo del feto e del neonato, è stato dimostrato che la maggior parte delle donne incinta e che allattano sono spesso molto carenti di questa sostanza perché la loro dieta è pressoché priva di questo nutriente.

Inoltre, si stanno sviluppando di recente regolamentazioni che limitano l’aggiunta da parte delle case produttrici di DHA nel latte in polvere. Probabilmente queste tendenze cambieranno in futuro viste le sempre maggiori scoperte sui benefici degli omega-3.

E’ possibile che la mancanza di omega-3 nella dieta degli adulti sia legata a deficit neonatali e congeniti che successivamente si manifestano in disordini e deficit dell’attenzione?

Un’ importante osservazione dei ricercatori è che gli animali maschi richiedono una quantità di acidi grassi 3 volte maggiore rispetto agli animali femmina, al fine di raggiungere uno sviluppo fetale e neonatale ottimale. Quest’osservazione negli animali sembra valere anche negli esseri umani visto che l’iperattività è molto più presente tra i bambini rispetto che alle bambine.

Olio di pesce per bambini dislessici

Secondo l’International Health News Database la dislessia è una condizione abbastanza comune che riguarda difficoltà nell’apprendimento a leggere e a scrivere, rovesciamento a specchio di lettere e parole e scarsa memoria a breve termine.

La dislessia è strettamente correlata alla disprassia (che riguarda problemi con la coordinazione e il controllo muscolare)  e al disordine ADHD.

Si stima che circa il 10% della popolazione degli Stati Uniti e del Regno Unito soffra di dislessia. Di questa percentuale, il 4% ne soffre in modo grave.

Tra il 1976 e il 1993 si è registrato è triplicato l’aumento della presenza dei disturbi di apprendimento negli Stati Uniti e l’80% dei nuovi casi coinvolgeva la dislessia.

Jaqueline Stordy, dell’ Università di Surrey, ritiene che la dilessia, la disprassia e l’ADHD abbiano  un comun denominatore ovvero la carenza di acidi grassi a catena lunga. La dott.ssa Stordy fa riferimento ad uno studio che ha rilevato un miglioramento nell’adattamento al buio (ovvero l’adeguamento dell’occhio al buio, problematico tra i dislessici) dopo una supplementazione di 480 mg al giorno di DHA per un mese.

Un altro studio effettuato su 15 bambini dispratici ha rilevato che la supplementazione di un mix di olio di tonno, olio di enotera, olio di timo e vitamina E per la durata di 4 mesi, ha migliorato in modo marcato le abilità motorie.

La dott.ssa Stordy conclude che la somministrazione giornaliera di un mix di 480 mg di DHA, 35 mg di AA (acido arachidonico), 96 mg di acido alpha-linoleico, 80 mg di vitamina E e 24 mg di olio di timo, può aiutare bambini che soffrono di dilessia, disprassiae e ADHD.

Bambini sani e consumo di pesce

Ricercatori danesi affermano che le donne che consumano pesce o frutti di mare una volta alla settimana durante le prime 16 settimane di gravidanza hanno un rischio inferiore di 3 volte di dare alla luce bambini sottopeso (meno di 2.500 grammi) o prematuri (nati prima di 259 giorni). Lo studio ha preso in considerazione circa 9.000 donne, cui è stato fatto compilare un questionario di frequenza alimentare.

I ricercatori hanno hanno rilevato che le donne il cui apporto di pesce era inferiore ai 16 grammi, corrispondenti ad un’assunzione di 150 mg al giorno, erano molto più propense a partorire bambini prematuri o sovrappeso, rispetto a donne che assumevano un apporto maggiore.

In generale quindi, i ricercatori suggeriscono di assumere almeno piccole dosi di olio di pesce per prevenire la nascita di bambini prematuri o sottopeso.

Latte materno e supplementazione con DHA

Il DHA è fondamentale per lo sviluppo corretto del cervello e della retina dei neonati. Il DHA deve essere fornito tramite il latte materno o il latte in polvere. Infatti i neonati non sono in grado di sintetizzare questo elemento da altre sostanze come ad esempio l’olio di lino.

Il contenuto di DHA nel latte materno varia dallo 0,05% nelle donne vegetariane all’ 1,40% delle donne inuit. Il livello medio nelle donne onnivore è di circa 0,3% in peso.

Si ritiene che la dieta della madre abbia effetti sulla composizione del suo latte materno, ma non sono stati ancora fatti studi sul trasferimento del DHA al latte materno.

I ricercatori della Ludwing-Maximilian-Universitat hanno recentemente dichiarato che un maggiore apporto di DHA nella dieta delle donne che allattano sfocia in un aumento proporzionale di DHA nel latte materno.

Il loro studio ha coinvolto 10 donne in fase di allattamento che, tra la quarta e la sesta settimana della postpartum, hanno assunto 200 mg di DHA al giorno o 200 mg di una mistura di olio di soia/mais (olio placebo).

Alla fine delle due settimane il contenuto di DHA nel latte di chi aveva supplementato con DHA aveva subito un aumento del 28%. Il latte delle donne chi invece avevano assunto l’olio placebo conteneva il 25% di DHA in meno.

Non è stata rilevata nessuna differenza nella quantità di latte giornaliero prodotto tra i due gruppi.

Nota: gli integratori per aumentare l’assunzione di DHA sono fondamentali per le donne vegetariane in fase di allattamento.

Omega 3 per bambini: ecco come comportarsi e come scegliere gli alimenti giusti

L’assunzione degli omega 3, è risaputo, è fortemente consigliata alle donne in gravidanza, in quanto sono alimenti base per la crescita e il futuro sviluppo del nascituro e per la stessa salute della mamma.

Ma facciamo un piccolo ripasso prima di addentrarci nel tema omega 3 pediatrico.

Cosa sono gli omega 3?

Gli omega 3 sono acidi grassi essenziali, chiamati così perché non possono essere sintetizzati dall’organismo quindi devono provenire da ciò che mangiamo.

Gli omega 3 sono contenuti soprattutto nel pesce (in particolare in quello azzurro e nel salmone) e hanno capacità benefiche comprovate da molti studi del settore nutrizionale e medico:

  • facilitano le connessioni fra le cellule nervose,
  • aumentando le capacità di apprendere, di leggere e di ricordare, e
  • aiutano a prevenire, e contrastare, le malattie degenerative.

Gli altri grassi acidi essenziali sono gli omega 6, presenti soprattutto negli oli vegetali. Anch’essi sono importanti e primari per la nostra alimentazione ma, a differenza degli omega 3, non hanno proprietà benefiche per il cervello e, anzi, favoriscono le reazioni infiammatorie.

Per convivere assieme, omega 3 e omega 6 vanno equilibrati.

EPA e DHA: gli omega 3 di cui abbiamo più bisogno

Ci sono tre tipi di omega 3, che possono essere riassunti nelle sigle

  • ALA (acido alfa-linolenico)
  • EPA (acido eicosapentaenoico) e
  • DHA (acido docosaesaenoico).

A differenza degli ALA, che il corpo non riesce a sintetizzare in EPA e DHA in maniera soddisfacente e sono, tra l’altro, anche pro-infiammatori, gli DHA EPA omega 3 sono ciò di cui il corpo ha davvero bisogno per prosperare al meglio, nonché toccasana e coadiuvante terapeutico per molte malattie.

La fonte alimentare più ampiamente disponibile di EPA e DHA è il pesce azzurro, come il salmone, le aringhe, sgombri, acciughe, menadi, e sardine; anche i crostacei ne sono ricchi.

Gli integratori e gli oli ricavati da questi pesci hanno un elevato contenuto di omega 3, che è presente anche nel tonno, anche se in quantità leggermente inferiori.

É bene ricordare di prestare attenzione alla percentuale di metalli pesanti e inquinanti liposolubili come il mercurio presenti in determinati pesci, specie quelli di taglie grandi, perché potrebbero essere dannosi per la nostre salute.

Omega 3 per bambini: quando e come iniziare

Dopo la nascita, il neonato assimila gli omega 3 direttamente dal latte materno, ricco di nutrienti, o dal latte in polvere.

L’assunzione di pesce fresco o di capsule di olio di pesce, infatti, non è indicata nei lattanti, per via del rischio di contaminazione ambientale.

Attorno agli 8/9 mesi di vita, dopo il periodo di allattamento, i genitori iniziano ad educare il proprio bambino ai cibi veri e propri e, quindi, alla costruzione di una vera e propria dieta.

Ed è proprio questo il momento più opportuno per introdurre al proprio figlio gli alimenti contenenti omega 3, come ad esempio il salmone, inizialmente con porzioni equivalenti alla grandezza di un polpastrello.

Omega 3 per contrastare le allergie

Una ricerca condotta presso l’Università di Stoccolma in Svezia (su un campione di 4.100 bambini che sono stati seguiti per un periodo di otto anni) dimostra che mangiare regolarmente il pesce diminuisce il rischio che essi sviluppino allergie.

Dalla comparazione dei dati, i ricercatori hanno concluso che chi mangiava maggiori quantità di pesce ricco di omega 3 (in questo preciso caso, più d’una volta a settimana) era protetto dal rischio di allergie come in particolare la febbre da fieno, ma anche da altre forme allergiche.

Precedenti ricerche avevano già evidenziato come il consumo regolare di pesce (ma non di crostacei e molluschi) da parte della gestante durante la gravidanza riducesse il rischio dello sviluppo di malattie allergiche nella prole, ma questo studio apporta delle novità.

Esso è decisamente più innovativo perché ha valutato l’impatto di un regolare consumo di pesce a partire dalla prima infanzia sul rischio di sviluppo di allergie nel bambino (come la rinite, l’eczema e l’asma) negli anni successivi.

Gli omega 3 migliorano il sonno

Gli acidi grassi omega 3 offrono un supporto non soltanto nel tenere sotto controllo la pressione sanguigna e il colesterolo cattivo, cosa già nota da studi anteriori, ma aiuterebbero a migliorare anche la qualità e la quantità del sonno nei bambini riducendone i disturbi.

Questo è emerso da uno studio della Oxford University, pubblicato sul Journal of Sleep Research, che ha, inoltre, evidenziato come una maggiore assunzione di acidi grassi polinsaturi, oltre al sonno, abbia effetti positivi anche sulla salute di arterie e dell’apparato cardiocircolatorio.

La ricerca è stata svolta su un campione di 362 bambini appartenenti a 74 istituti scolastici di Oxford, nel Regno Unito, di età compresa tra i 7 e i 9 anni in un periodo di 16 settimane.

Dato il ridotto numero di partecipanti allo studio, è doveroso affermare che questi risultati, per quanto dimostrino la tesi e siano molto soddisfacenti, necessiteranno di un’ulteriore conferma su un maggior numero di casi per avere una maggiore veridicità.

Quali sono le dosi consigliate per i bambini?

Per i bambini si consigliano circa 340 grammi di pesce a settimana e/o da 500 a 1000 mg di integratori di oli contenenti omega 3 (oppure ancora maggiore, in base a quanto consiglia il dottore per quel determinato bambino).

Quali alimenti contentono omega 3?

Gli omega 3 si trovano meno facilmente nei cibi rispetto agli omega 6.
Tuttavia, non sono contenuti solo nel pesce (di cui consigliamo l’acquisto specialmente del pesce fresco, che è ancora più ricco di omega 3).

Ecco una lista di altri alimenti che contengono omega 3 in cui potrete trovare questi acidi grassi e inserirli nella vostra dieta e in quella dei vostri bambini:

  • PESCE, ciò che consigliamo maggiormente perché ricco di EPA e DHA (specie salmone, sardine, aringhe, sgombro, alici ecc)
  • Semi oleosi, in particolare semi di lino le noci
  • Frutta secca, come le mandorle
  • Alghe ed altri vegetali, specie le verdure a foglia verde

Consigli finali su pesce e cottura

  • Il pesce va cucinato in forno
  • E’ importante il tipo di cottura
  • La frittura di pesce, per esempio, elimina molti nutrienti, mentre la cottura in forno, in umido o alla griglia sono certamente più indicate.
  • E’ consigliabile privilegiare il consumo di pesci a ciclo vitale breve (aringa, acciuga, sgombro ecc) perché hanno meno tempo per ingerire gli inquinanti di cui sempre più spesso sono carichi i prodotti ittici.
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Omega 3 benefici
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