Combattere depressione, stress e cattivo umore con gli omega3

Sbalzi d'umore

Il ruolo svolto dagli acidi grassi polinsaturi è molto importante per la funzione che svolgono nelle nostre cellule celebrali e nervose. Ciò non deve destare meraviglia, in quanto essi sono considerate tra le sostanze più sensibili e più efficaci tra quelle presenti sul nostro pianeta.
Ancora oggi, animali marini come il krill o i pesci ricavano i loro acidi grassi dal plancton o dalle alghe per formare il loro sistema nervoso.

L’acido grasso DHA è considerato dai neurobiologi come fondamentale per le nostre funzioni vitali e per il nostro benessere mentale.

Secondo studi recenti, gli omega 3 costituirebbero la chiave per felicità, entusiasmo e ottimismo.

Questo fatto è riconosciuto dalla psichiatria moderna e dà nuova speranza anche a coloro che si trovano in uno stato di abbattimento o depressione.

Spesso si tratta solo di una carenza di acidi grassi ad alto valore nutrizionale nel cervello e nel sistema nervoso a rendere meno felici le persone o a ridurre il loro buon umore.

Infatti il nostro cervello consiste per il 15% di acidi grassi essenziali, che giorno dopo giorno sono distrutti nel tessuto nervoso e devono essere nuovamente sostituiti.

Nelle sinapsi tra le cellule cerebrali, ovvero dove sono trasmessi i segnali della felicità, la concentrazione di acidi grassi omega-3 è, nel migliore dei casi, del 45% o anche di più.

Le persone che soffrono di depressione o vivono in uno stato di tristezza costante hanno una percenutale di 3-4 % di acidi grassi essenziali nella zona attiva di quelle terminazioni nervose responsabili della gioia di vivere della secrezione degli ormoni del buon umore.

Gli acidi grassi nel sistema nervoso svolgono un’azione di tipo strutturale. Essi sono indispensabili per le funzioni della membrana neuronale. Il cambiamento degli acidi grassi che la compongono può influenzare le funzioni dei recettori e la trasmissione dei segnali intracellulari e intercellulari.
Il 20% del peso secco del cervello è costituito da acidi grassi polinsaturi.

La quantità di PUFA è assicurata da:

  • dieta: svolge un’azione sia diretta che indiretta (l’acido linoleico e l’acido alpha-linoleico sono denaturati nel fegato e trapsortati alle cellule celebrali);
  • sintesi di omega-3 nel cervello, attraverso l’acido alpha-linoleico.

Una carenza di omega-3 provoca disturbi comportamentali e peggioramento delle funzioni cognitive.

L’assunzione di integratori nelle dosi consigliate è un ottimo modo per sopperire a questa carenza

I tessuti nervosi sono la seconda sede maggiore di concentrazione di acidi grassi dopo i tessuti adiposi.
Circa il 50% dei fosfolipidi è costituito da DHA e, sebbene il cervello sia dotato di alcuni meccanismo che ne favoriscono la conservazione, per un funzionamento ottimale sono necessari continui rifornimenti.

Gli altri lipidi complessi sono i glicolipidi, che si distinguono in 3 categorie:

1. Cerebrosidi: formati da una sfingosina, un monosaccaride e un acido grasso. Sono i costituenti della mielina, lipide che riveste le cellule nervose.

2. Solfatidi: hanno una struttura analoga ai precedenti, con acido solforico esterificato allo zucchero. Compongono il tessuto nervoso.

3. Ganglisiosidi: sono costituiti da sfingosina, da un acido grasso, da un galattosio e da un aminozucchero. Intervengono nelle sinapsi per la trasmissione dell’impulso nervoso.

L’azione svolta dai PUFA è molto complessa e si esplica in diverse aree, come il sistema libico e la corteccia frontale. Si ritiene che agiscano sia direttamente ( interagendo sui segnali nervosi ) sia indirettamente ( modificando la permeabilità delle membrane cellulari).

Una caratteristica degli omega-3 è la loro capacità di agire come secondi messaggeri tra neuroni.

Una carenza di DHA può inibire la crescita e lo sviluppo dei nervi, mentre una carenza di EPA e DHA comporta una diminuzione dell’assorbimento del glucosio da parte del cervello del 30% e una ridotta attività del citocromo-ossidasi del 40%.
Questi valori sono direttamente correlati con la funzionalità neuronale.

Omega 3: il nutrimento preferito delle cellule celebrali

Il nostro cervello consiste prevalentemente di proteine, acqua e grasso. Già da tempo è noto che gli acidi grassi svolgono un ruolo particolare che si rilette sul nostro benessere psicofisico, sulle nostre energie e sulla nostra gioia di vivere. Grazie all’avanzamento in ambito tecnologico sono stati fatti passi avanti in materia di scoperta sulla nostra coscienza.

Nei nostri circa 100 miliardi di cellule celebrati e 800 miliardi di cellule glieli è d’importanza decisiva il ruolo degli acidi grassi, utili come riserva di energia e che sono inseriti nei nostri neuroni celebrali. I fosfolipidi che risiedono nel cervello contengo acido linolieco soltanto in quantità limitate.

Un cervello sano, ben allenato, ha un fabbisogno enormi di acidi grassi per lo più insaturi che sono reattivi e offrono al metabolismo celebrali gli stimoli giusti. Perciò il DHA, tra tutti gli acidi grassi è il cibo preferito dai nostri neuroni

Quindi, un pasto a base di pesce e insalata è il nutrimento ideale per il cervello.

Quando manca il DHA nei nostri pasti quotidiani il metabolismo cerebrale va a recuperare il nutrimento necessario da altri tessuti dell’organismo. Le conseguenze sono:

  • Il sangue diventa più denso, la circolazione incontra ostacoli, il rifornimento di sostanze nutritile alle cellule peggiora;
  • Il metabolismo produce più fosfolipasi A2, l’enzima chiave per la messa a punto delle protaglandine;
  • Si producono pochi eicosanoidi sani, che svolgono un’azione antinfiammatoria e preventiva per quanto riguarda disturbi di vario genere;
  • Le cellule celebrali hanno difficoltà con i processi mentali più complessi. Anche la trasmissione di segnali dei neurotrasmettitori, in grado di rasserenare l’umore, è ostacolata. Possono essere collegate a questo anche la mancanza di concentrazione e uno stato di apatia, in generale un comportamento troppo passivo nelle situazioni di stress.
  • Tutte le cosiddette qualità cognitive sono inibite. Tra queste annoveriamo facoltà mentali, intelletto, ragione, immaginazione, creatività e capacità di apprendimento.Se l’alimentazione si converte ai prodotti integrali, al riso naturale, alla verdure a foglie verde, ai legumi, al tofu e al pesce, si giunge spesso ad un buon livello di DHA per il nostro cervello e ad un rinnovamento delle mentali.


Sistema neurocelebrale

Quando eventi e agenti stressogeni si abbattono ripetutamente sul sistema nervoso, si ha come risultato una perdita di memoria e una ridotta efficienza intellettiva. Numerosi studi hanno dimostrato come il DHA riesca a migliorare le funzioni cognitive.

Una carenza di DHA porta all’alterazione delle proprietà biofisiche delle membrane neurali, determinando effetti diretti sulla traduzione del segnale, sui neurotrasmettitori, sull’uptake di serotonina, sulla trasmissione dopaminergica e serotoninerogica.

Una supplementazione di DHA, regolando l’attività dei neurotrasmettitori, può risultare utile in una pluralità di condizioni quali:

  • depressione,
  • memoria,
  • concentrazione,
  • capacità di mantenere l’attenzione,
  • apprendimento e deficit neurocelebrali.

Alzheimer e Parkinson

Queste patologie degenerative sono associate a notevoli perdite di PUFA delle membrane neuronali.

Il morbo di Alzheimer è una forma di demenza presentile dovuta a un processo degenerativo che colpisce i neuroni della corteccia cerebrale. E’ caratterizzato da decadimento mentale e si manifesta con turbe della memoria, alterazioni spazio-temporali, disturbi del linguaggio.

Con l’aiuto dei moderni metodi di ricerca i neurofisiologi stanno cercando di rintracciare le cause di questa patologia.

Da tempo è noto che i responsabili dell’Alzheimer sono i depositi proteici derivanti da scorie proteiche che si formano a placche. Secondo alcune nuove scoperte scientifiche, una carenza di acido grasso DHA è tra le cause scatenanti di questa malattia.

Quando al cervello manca questo elemento indispensabile, determinati enzimi penetrano nella doppia membrana protettiva delle cellule cerebrali. Essi asportano i amiloidi dal tessuto e rilasciano queste proteine non più utili nel liquido extracellulare al di fuori delle cellule cerebrali.

In questo modo si accumulano le pacche che difficilmente si riescono a debellare con i farmaci o altri tipi di trattamento.

Il morbo di Parkinson è una malattia cronica progressiva del sistema nervoso centrale. Causa sintomi quali: tremori, ipertono e acinesia.
Il tremore si manifesta a riposo con movimenti ritmici involontari.
L’ipertono comporta rigidità muscolare a collo, spalle e anche. L’andatura è compromessa, con alterazioni della postura e del movimento.

Le ricerche sono ancora in corso, tuttavia sembra probabile che il consumo di acidi grassi essenziali rappresenti una buona forma di protezione.

Uno studio durato quasi 4 anni su 815 anziani ha evidenziato come i soggetti con un consumo regolare di pesce mostravano il 60% in meno di sviluppare il morbo di Alzheimer rispetto a quelli con consumo minore o nullo.

Il Rotterdam Study, effettuato su 5386 soggetti a partire dai 55 anni di età e seguiti per due anni, ha dimostrato che la demenza senile è associata al consumo di grassi saturi e colesterolo, mentre al contrario il consumo di pesce è associato a una minore incidenza.

Disturbi comportamentali

Nell’uomo è stata osservata una bassa concentrazione di PUFA in associazione a disturbi psichiatrici e una correlazione inversa tra il consumo di pesce e la depressione.

Studi epidemiologici hanno confermato come l’incidenza della depressione sia maggiore nei soggetti con alimentazione povera di acidi grassi essenziali.

Riguardo la depressione gli studi non sono totalmente chiari sullo lo degli omega 3 e il loro potenti possibili benefici.
Alcuni hanno dimostrato come un supplemento di omega 3 in aggiunta agli antidepressivi abbia mostrato un miglioramento dei sintomi rispetto al gruppo che ha preso soltanto gli antidepressivi.

Altri studi hanno dimostrato come gli Omega 3 possono aiutare la depressione post parto.

Un altro studio che ha preso 30 persone con disturbo bipolare ha mostrato come un’integrazione di omega 3 per 4-6 mesi sei riuscita ad alleviare i cambiamenti d’umore.

E’ stato scoperto anche che i bambini con ADHD possono avere dei bassi livelli di alcuni acidi grassi compresi gli EPA e DHA. In uno studio clinico di circa 100 bambini, quelli con bassi livelli del sangue di omega 3 hanno dimostrato avere problemi di apprendimento, apprendimento e comportamentali, oltre che disturbi del sonno rispetto ai bambini con livelli ottimali di omega 3.

Altri studi hanno mostrato come gli omega-3 riescano a frenare il declino cognitivo o la comparsa della demenza senile.

Inoltre, è stato accertato che i livelli di PUFA nei soggetti depressi sono inferiori rispetto ai soggetti sani e che la gravità della depressione è direttamente correlata ai livelli di assunzione con la dieta.

La supplementazione di omega-3 in pazienti affetti da depressione bipolare ha mostrato un significativo miglioramento.

Inoltre, gli omega-3 svolgono un’attività anti-depressiva e stabilizzante.


Disturbi psicologici infantili

Livelli bassi di acidi grassi polinstaturi sono stati osservati nei bambini con deficit dell’attenzione, autismo e disturbi correlati.

Uno studio su 145 bambini affetti da deficit dell’attenzione ha mostrato che la supplementazione di olio di pesce e olio di enotera porta a miglioramenti nell’attenzione, nel comportamento e nel linguaggio.

Un altro studio su bambini effetti da autismo e sindrome di Asperger ha mostrato significativi miglioramenti a seguito dell’assunzione di PUFA e vitamina E.

(La sindrome di Asperger è un disturbo dello sviluppo caratterizzato da difficoltà significative nell’interazione sociali e da schemi inusuali e militati di interessi e di comportamento.)

In generale, la somministrazione di acidi grassi essenziali determina:

  • miglioramento della capacità di lettura;
  • migliore uso del linguaggio;
  • miglioramento del comportamento;
  • minori esplosioni di rabbia;
  • minori problemi di apprendimento;
  • riduzione dei disturbi del sonno.

Schizofrenia

Diverse sperimentazioni cliniche condotte su pazienti affetti da schizofrenia hanno dimostrato un miglioramento significativo.

I PUFA hanno la capacità di ristrutturare le strutture cellulari danneggiate.

Funzione cognitiva negli anziani

Con l’ invecchiamento si assire a un progressivo calo del DHA e in parallelo a una perdita di funzionalità celebrale.

Il DHA gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione dell’invecchiamento neurologico e nella protezione dai processi neurodegenerativi, aiutando a preservare l’efficienza cerebrale. Possieda la capacità di stimolare antiossidanti endogeni come il glutation-perossidasi.

Per queste ragioni una sua somministrazione periodica negli anziani è considerata di grande utilità nel mantenimento della funzione cognitiva. L’integrazione di DHA nella dieta porta ad un rovesciamento della senescenza neurocelebrale.

Uno studio condotto in Francia su 250 anziani di età compresa tra i 63 e i 74 anni, durato quattro anni, ha esaminato il declino cognitivo in rapporto al tasso di omega 3.

E’ emerso un collegamento diretto tra alti tassi di omega-3 e minor declino neuronale.

Attenzione e concentrazione

I disturbi dell’attenzione e la difficoltà a restare concentrati riguardano sempre più persone, sia bambini che adulti.
Le cause sono molto complesse e variegate, sicuramente influiscono in modo preponderante lo stress, il ritmo di vita, l’ambiente e anche, secondo gli ultimi studi, il crescente livello di inquinamento.

Un’integrazione di DHA permette di ottenere risultati apprezzabili nell’arco di poche settimane.

Memoria

La memoria è una facoltà psichica molto complessa, che consiste nella capacità di immagazzinare e richiamare dati ed esperienze. E’ alla base dei processi cognitivi e dell’apprendimento.

Il DHA si è dimostrato efficace nel sostenere e nell’incrementare la memoria, grazie alla sua capacità di proteggere il tessuto nervoso.

Una sua carenza determina disturbi nell’immagazzinamento dei dati e nel loro richiamo cosciente.

Depressione

La depressione è un disturbo del tono dell’umore caratterizzato da tristezza, astenia, abulia, indecisione, scarsa vitalità, problemi dell’attenzione e deficit mnemonici.

I soggetti affetti da depressione perdono interesse e piacere per qualsiasi ambito della vita o accadimento.
Possono presentarsi anche insonnia, sensi di colpa, fame nervosa, euforia e altre condizioni di squilibrio.
Si presenta sotto diverse forme e può spaziare da lieve a moderata a grave.

Il DHA è consigliato in tutte le forme depressive per la sua capacità di regolare e proteggere le funzioni nervose.

Il meccanismo d’azione sembra dipendere dall’azione inibitoria sul rilascio di citochine infiammatorie, lo stesso percorso seguito da alcuni farmaci antidepressivi.

Omega 3: nuovo prodigio della psicoterapia

Nel mondo dell’alimentazione le superstar moderne sono gli acidi grassi omega-3″.

Queste le parole della dottoressa Katherine Tallmadge, portavoce scientifico della famosa American Dietetica Association di Washington.

Il fatto che questi lipidi abbiano un ruolo significativo per la nostra salute fisica e mentale e che una percentuale notevole della popolazione del mondo occidentale civilizzato soffra di una carenza degli stessi è assolutamente indubbio. “

In precedenza i biologi molecolari indagavano soprattutto sul ruolo delle vitamine e delle proteine, ma dal 2005 gli acidi grassi essenziali suscitano sempre di più la curiosità degli scienziati che si occupano di genetica e biologia cellulare.

La responsabilità di questa svolta è delle apparecchiature più moderne per le analisi. Infatti,grazie ad esse i neurofisiologi sono in grado di guardare all’interno del nostro metabolismo celebrale e nervoso come attraverso una vetrina.

I ricercatori osservano il tessuto nel campo nanomolecolare, dell’ordine cioè del biliardesimo di grammo. Durante queste ricerche si è giunti a nuove scoperte riguardo all’origine della serenità interiore, della gioia, felicità e dell’ottimismo.

Il nuovo motto degli scienziati è: “ In ognuno di noi si nasconde una persona allegra, fiduciosa, come una promessa della natura scritta nel nostro programma genetico. Dobbiamo solo riattivare il nostro gente della felicità “.

Il metabolismo degli acidi grassi essenziali è scritto nei nostri geni

I geni sono programmati fin dai tempi antichi per metabolizzare gli acidi grassi essenziali. I nostri antenati, vivevano di caccia e pesca oppure della raccolta di tuberi e verdure.

Grazie alla loro alimentazione naturale quotidiana si approvvigionavano in misura elevata di preziosi acidi grassi, che a loro volta rifornivano di materie prime il sistema presente nel cervello e nelle cellule nervose responsabili della condizione di benessere psicofisico.

Oggi, molte cose sono cambiate. Prima fra tutte, l’alimentazione, che è determinata in varie misure dalle strategie di mercato dell’industria alimentare che di solito opta per combinazioni particolarmente dolci o salate, perché sono quelle che attraggono più compratori.

Gli scienziati spiegano che il consumo di acidi grassi essenziali si sta abbassando in modo consistente da decenni, da un indice di 100 dopo la seconda guerra mondiale a un indice compreso soltanto tra 18 e 23 nei primi anni del nuovo millennio.

Contemporaneamente aumenta in modo costante il numero di pazienti che soffrono di disturbi depressivi, di depressioni vere e proprie, di fobie o altri disturbi nervosi che richiedono cure mediche.

Gli esperti ritengono che la carenza di sostanze nutritive specifiche è elevatissima nel caso degli omega-3, ancora più di zinco, ferro e acido folico (le cui carenze sono già allarmanti).

Dormire meglio con gli omega 3

Una carenza di acidi grassi omega 3 porta ad un deficit di serotonina, messaggero nervoso che agisce in senso preventivo contro i sintomi depressivi e che è generato a partire dall’ormone del sonno, la melatonina.

Negli USA i disturbi del sonno sono già trattati molto semplicemente con gli acidi grassi omega 3. I successi in questo ambito sono un ulteriore indizio del fatto che in molti casi gli alimenti naturali sono la miglior medicina, in quanto spesso i medicinali possiedono molti effetti collaterali o controindicazioni.

La melatonina deriva dalla serotonina e questo processo avviene nella ghiandola pineale durante la notte. I sensibili meccanismi presenti in questa ghiandola dipendono dalla presenza degli acidi grassi essenziali.

I precisi meccanismi cellulari biochimici che, influenzati dagli acidi grassi essenziali, portano all’addormentarsi e alla continuazione del sonno, non sono ancora del tutto chiari.

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