Omega 3 Trombosi venosa profonda

Trombosi venosa profonda

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La trombosi venosa profonda è una patologia seria e frequente, chiamata anche “sindrome da classe economica” o “trombosi del viaggiatore“, e colpisce soprattutto gli anziani, ma anche giovani donne e bambini.

Questa patologia è provocata dalla formazione di un coagulo di sangue (trombo) che ostruisce il passaggio del sangue nelle vene profonde dell’organismo. La trombosi, di solito, si verifica nella parte inferiore della gamba o della coscia, ma però anche capitare in altre parti del corpo.

La formazione di questo coagulo produce dolore alle gambe e gonfiore e spesso guarisce senza nessuna terapia.

Una complicazione della trombosi è l’embolia polmonare, dovuta al distacco del trombo dalla sede di formazione (embolo), il quale, seguendo la circolazione venosa verso il cuore, ostruisce un’arteria polmonare, ostacolando in questo modo il normale afflusso di sangue ai polmoni.

Chi rimane immobile o seduto a lungo, è certamente a rischio trombosi

Trombosi: sintomi

In circa la metà dei casi non compare nessun sintomo, mentre, se presenti, i sintomi della trombosi sono:

  • gonfiore nella zona colpita
  • dolore
  • rossore e aumento della temperatura della zona colpita

Nella trombosi alla gamba il dolore si avverte all’altezza del polpaccio ed assomiglia a un crampo o ad uno stiramento, e può estendersi fino a caviglia e piede.

Trombosi venosa dell’occhio

L’occlusione vascolare è un’interruzione del flusso sanguigno nella retina, chiamata trombosi retinica, che può essere di due tipi: arterioso o venoso.

Il sintomo principale è la riduzione brusca e improvvisa della vista, dovuta alle alterazioni della parete dei vasi (perdita di elasticità, loro deformazione, interruzione del flusso sanguigno, ecc.), causata da ipertensione, arteriosclerosi e formazioni di trombi.

Nell’occlusione della vena centrale retinica (OVCR), le vene appariranno congestionate e la retina pallida, edematosa e con emorragie.

La diagnosi si effettua con l’esame del fondo oculare, e con la fluorangiografia, che aiuterà a capire il punto esatto dove si è bloccato il flusso sanguigno, oppure con un trattamento laser.

Trombosi venosa polmonare

La trombosi polmonare è l’ostruzione di una o più arterie polmonari, dovuta a coaguli di sangue che arrivano nei polmoni da altre parti del corpo.

Le cause sono diverse:

  • masse di tessuto tumorale
  • bolle d’aria
  • grassi provenienti dal midollo di un osso fratturato.

La sintomatologia, invece, comporta dolore al petto, mancanza di fiato e tosse. La trombosi polmonare può avere gravi conseguenze, specialmente se si formano diversi embol: il tessuto polmonare non riceve più le sostanze nutritive e, quindi, può andare incontro alla morte.

La diagnosi precoce è, dunque, importantissima, per evitare conseguenze potenzialmente fatali.

La cura per la trombosi polmonare deve iniziare il prima possibile, o per mezzo di anticoagulanti (eparina), al fine di prevenire nuovi trombi, oppure mediante trombolitici, che dissolvono velocemente gli emboli. Certe volte si deve, invece, ricorrere all’intervento chirurgico per rimuovere l’embolo, soprattutto, se di grandi dimensioni.

Omega 3 trombosi: EPA e DHA hanno potere antitrombotico

Capsule omega3

Gli Omega-3 EPA e DHA (acido eicosapentaenoico e acido docosaesaenoico) sono capaci di diminuire l’aggregazione piastrinica e favorire la dilatazione dei vasi sanguigni, portando avanti, così, un’azione antiemostatica (inibiscono la coagulazione) e antitrombotica.

Queste due funzioni degli Omega-3, acidi grassi polinsaturi definiti “essenziali” perché il nostro organismo non riesce a produrli autonomamente, sono molto utili per combattere e curare le conseguenze di malattie coronariche e attacchi di cuore: dosi di EPA e DHA pari a 3 grammi al giorno, tramite alimentazione e/o integratori Omega 3, garantiscono questi effetti, senza aumentare il rischio di emorragia.

Gli Omega 3 si trovano, soprattutto, nel pesce azzurro (ricchissimo di EPA e DHA, che consigliamo di consumare almeno 2/3 volte a settimana) e, anche se in minima parte, in alcuni vegetali, come noci, spinaci, mandorle, semi di lino ecc. (ALA). Gli integratori, invece, in capsule molli (meglio se rivestite con vitamina E per evitare il rischio di irrancidimento) o oli ultrapurificati (olio di pesce, di krill, olio di fegato di merluzzo ecc).

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