Schizofrenia resistente ai farmaciGli integratori alimentari a base di olio di pesce contenente acidi grassi omega3 sono tra i nutraceutici più’ comunemente usati nel mondo. Il loro ruolo nell’aumentare l’effetto dei farmaci nel trattamento della
schizofrenia e’ già’ stato studiato, ma non se ne conoscono gli effetti benefici nel trattamento di casi resistenti ai farmaci.

Presentiamo qui un caso di un paziente affetto da schizofrenia resistente ai farmaci che ha ottenuto una remissione della malattia tramite l’assunzione di omega3.

Il signor M.e’ un messicano di 52 anni,di razza bianca,a cui e’ stata diagnosticata la schizofrenia quando aveva circa 20 anni. Secondo quanto riferiscono la famiglia e le cartelle cliniche, nei primi 5 anni della sua malattia non ha risposto molto bene a vari cicli di trattamento con farmaci antipsicotici e 2 cicli di elettrochoc a cui è stato sottoposto nel corso di alcuni ricoveri. Ha avuto una remissione parziale per circa 15 anni grazie alla clozapina, senza manifestare effetti collaterali.

In seguito, i sintomi si sono presentati in maniera subdola, menomandolo seriamente e obbligandolo a stare in istituto nei 5 anni successivi. 3 anni fa, in seguito ad una trombosi venosa profonda,ha avuto una
embolia polmonare acuta che lo ha costretto al ricovero in unità intensiva per 5 giorni. E’ stata sospesa la clozapina, e si è passati ad  altri farmaci che lo hanno aiutato a combattere gli stati allucinatori e la
disorganizzazione,ma che non hanno influito su altri sintomi negativi e sugli effetti collaterali extrapiramidali. Continuando ad alternare i farmaci si è arrivati a prescrivere il flupentixolo (20 mg) che si è
dimostrato il più efficace.

Gli Omega 3 aiutano nei casi di schizofrenia resistente ai farmaci

I migliori integratori Omega 3 devono avere un'alta percentuale di EPA e DHAUn anno fa abbiamo cominciato a somministrare integratori di acidi grassi omega3 (EPA e DHA). Grazie alle capacità benefiche degli omega tre, dopo 4 settimane, abbiamo osservato un miglioramento quantitativo e di contenuto nella sua capacità  di parlare. Dopo 10 settimane, il signor A. ha cominciato a prendersi cura di sè con aiuto minimo, a disegnare, ad avere conversazioni articolate,ad avere più’ appetito e ad andare in chiesa o al ristorante
accompagnato.

Al momento la situazione è stabile e la sua famiglia ha accettato di rendere pubblico il suo caso. Gli acidi grassi polinsaturi omega3 sono substrati essenziali nel metabolismo neuronale e nel controllo dell’ossidoriduzione.

Le anormalità nella loro concentrazione contribuiscono a creare stati infiammatori in risposta a stress di tipo psicologico, contribuendo potenzialmente ai disordini di tipo psichiatrico.

La somministrazione di omega3 polinsaturi in casi di schizofrenia ha mostrato esiti positivi anche in altri studi. Diversamente dal signor A, i pazienti rispondevano bene ai farmaci ed erano ammalati da molto meno tempo di lui. I nostri studi contrastano con quelli di altri colleghi che non hanno mostrato effetti benefici sul deterioramento cognitivo. Ipotizziamo che alcuni,ma non tutti, i pazienti con carenza di omega 3 e che non rispondono ai farmaci possano beneficiare in maniera notevole della loro somministrazione.

I segnali più’ promettenti nell’uso degli omega3 in pazienti affetti da schizofrenia riguardano individui ad alto rischio di psicosi, o dopo un primo episodio psicotico trattato con risultati positivi.

Ci auguriamo che efficaci misure preventive in pazienti inclini alla psicosi riducano il bisogno di studiare pazienti affetti da schizofrenia e resistenti ai farmaci come il nostro signor A.

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