omega 3 | 20 000 studi scientifici a loro supporto. Non è opinione. È scienza.

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Due cenni veloci e scientifici sugli omega 3

Alla ricerca degli omega 3 (perduti) ? Saltiamo la parte noiosa sulle catene biochimiche (potete trovare queste informazioni su wikipedia) e andiamo dritti al sodo.

Il database comprensivo di medicina naturale ha mostrato che gli Omega 3 producono benefici positivi nell’ambito di, praticamente, ogni malattia classificata. Gli Omega-3, spesso nominati negli articoli scientifici sotto il nome di PUFA n-3 sono, alla fine, nient’altro che acidi grassi essenziali. Sono Omega-3 proprio perché i principali acidi grassi di cui sono formati sono 3:

ALA (acido alfa-linoleico);
EPA (acido eicoesapentaenoico);
DHA (acido docosaesanoico).

Cercando di semplificare un po’ le cose: vi siete mai chiesti perchè la membrana cellulare è chiamata membrana fosfolipidica? Essa è chiamata così perché è fatta principalmente di grassi, ed è qui che entrano in gioco i grassi EPA e DHA.

Essi sono importanti perchè aiutano la cellula ad essere più ‘elastica’ e a mandare e ricevere informazioni nel modo più efficiente possibile. Più fluida è la membrana attorno al nucleo e i mitocondri, più questi lavoreranno meglio e saremo più in salute. Se un numero elevato di cellule comincia ad essere disfunzionale, iniziamo a sentirne noi stessi i sintomi, che poi sfociano in malattia.

Gli Omega 3 apportano molti benefici, infatti sono cruciali per tutti gli ambiti della nostra salute.

Quando nasciamo le nostre membrane cellulari fanno in modo che i nutrienti entrino nella cellula e che gli scarti vengano, invece, mandati fuori da essa. Le nostre diete non salutari irrigidiscono queste membrane cellulari ed è per questo che integrare l’alimentazione con gli omega 3 sta diventando una scelta sempre più doverosa. QUI l’omega 3 che consigliamo

Gli anni ‘80 e la demonizzazione dei grassi (anche gli amici omega tre)

Negli anni ‘80 la politica ed i media hanno convinto tutti del fatto che i grassi facessero male alla salute, quindi hanno spinto tutti a sostituirli con i carboidrati. Ora, invece, si è più consapevoli del fatto che andavano fatte distinzioni riguardo ai tipi di grassi e che i carboidrati, specie quelli semplici (che sono in realtà zuccheri), se consumati in eccesso, sono i veri malfattori della nostra salute.

La giusta (s) proporzione fra omega-3 e omega-6

Gli oli di semi contengono alti livelli di acido linolenico, che è proinfiammatorio.

Gli oli raffinati una volta non esistevano, dato che non esistevano le aziende che si occupavano di queste elaborazioni chimiche, infatti i nostri antenati non soffrivano della malattie che oggi affliggono la popolazione e vivevano assumendo molti più Omega 3 di oggi!

Il problema non sono gli Omega 6 in sé, ma la mancanza di bilanciamento fra i due, che porta gli Omega 6 troppo ‘in vantaggio’ rispetto agli Omega 3. Gli omega 6 promuovono la crescita cellulare e l’infiammazione, a differenza degli Omega 3, famosi antinfiammatori.

Alcune cellule ogni tanto si rompono e gli omega 3 aiutano a ripararle.

Gli omega 6 e omega 3 sono metabolizzati dagli stessi enzimi: se vi sono troppi omega 6 da metabolizzare l’apporto di omega 3 diventa nullo, anche se li consumiamo mediante dieta.

L’olio di krill ha un rapporto di omega 6 / omega 3 di 1:12.  L’olio di mais, invece, è il peggiore perché ha un rapporto di omega 6 / omega 3, pensate, di 46: 1!

Gli Omega 6 non sono il male assoluto di per sé: infatti vi sono casi in cui necessitiamo che il corpo generi un’infiammazione, ad esempio quando siamo attaccati da virus o batteri, in questi contesti ci fa bene. La proporzione corretta fra Omega 3 e Omega 6 sarebbe di 4:1.

Purtroppo noi, a causa della tipica dieta dei Paesi occidentali industrializzati, consumiamo questi due acidi grassi in un rapporto totalmente sballato e ben lontano dall’ideale, ovvero di 20:1.

Gli oli come quello di girasole, di soia, di mais, ovvero quelli che vengono utilizzati nella produzione di cibi industriali, sono proprio coloro che provocano sbilanciamento e infiammazione, con il loro contenuto super sbilanciato tra Omega 3 ed Omega 6: ciò comporta poi, a lungo termine, l’insorgere di patologie quali attacchi di cuore ed infarti.

Nella letteratura è dimostrato che quando abbiamo più omega 3 che omega 6 nel corpo siamo in salute.

Gli omega 6 rimangono nel corpo a lungo e producono infiammazione. Per questo, la scienza sta guardando verso una strada che introduca sempre di più gli Omega 3 nella dieta occidentale attuale, spingendo ad assumere fino a 9-12 grammi di omega 3 al giorno per ribilanciare questa sproporzione di omega 6 rispetto agli omega 3.

Gli omega 3 sono cruciali per la salute delle persone e sicuramente ne avrete già sentito parlare.

Il problema principale, quindi, è che abbiamo in corpo troppi omega 6 e troppi pochi omega 3 e questo causa infiammazione. Recenti studi dimostrano, inequivocabilment,e come l’infiammazione generi molti problemi, anche gravi, a noi esseri umani.

Migliorare la nostra alimentazione con la sola aggiunta di pesce però non è sufficiente a livellare questa sproporzione: per questo vi consigliamo di scegliere e usare uno dei migliori integratori di omega 3.

Spesso gli oli in cui vengono cotti i cibi, anche quelli più salutari e nei migliori ristoranti, sono sbilanciati e colmi di omega 6.
Questo sbilanciamento provoca incapacità di attaccare i virus, di mandare le cellule cancerose in apoptosi e ridurre il rischio di arteriosclerosi.

 

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essere umano beneficia di omega 3

Fonti vegetali di omega 3. La nostra sincera opinione

Le fonti vegetali di omega 3 non sono così disponibili come quelle animali. Detto questo, siccome siamo attenti anche alle scelte degli amici vegetariani e vegani, vi mettiamo al corrente di alcuni fatti.

Dove trovare i preziosi omega 3 in fonti vegetali?  La nostra risposta è: semi di lino, semi di zucca, noci.

La grande differenza tra Omega 3 vegetali e gli Omega 3 che derivano dal pesce è che gli Omega 3 vegetali, anziché contenere più EPA e DHA sono, invece, fonti più importanti di ALA: sì, è vero che esso può essere poi convertito dal nostro corpo in EPA e DHA, i veri nutrienti ricchi di Omega 3, ma è altrettanto vero che questa trasformazione avviene solo nel 10% dei casi!

Non che consumare frutta secca sia pericoloso, è senza dubbio una scelta salutare, ma abbondare di essa, magari preferendola al pesce, credendo di introdurre, così, uguali quantità di Omega 3 nel corpo è completamente falso. Anzi, negli ultimi anni è stato dimostrato da vari studi come le fonti animali siano assolutamente necessarie all’essere umano.

Gli EPA e DHA sono infatti acidi grassi a catena lunga e vengono detti “essenziali” perché il nostro corpo non è in grado di produrli da solo.  Gli ALA, al contrario, sono abbondanti nella dieta e difficilmente siamo in carenza di essi.

Un’ultima informazione tecnica: DHA ed EPA sono grassi polinsaturi a catena lunga: il primo ha 22 atomi di carbonio, il secondo 20. Gli ALA invece (omega vegetali) sono a catena corta poiché hanno solo 18 atomi di carbonio.

Dato che la catena biochimica degli ALA è di 18 atomi di carbonio, gli enzimi del corpo umano hanno bisogno di denaturarla e farla diventare una catena più lunga.

Sfortunatamente, in molte persone questi processi enzimatici non sono ottimali e, quindi, ecco che l’assunzione di omega 3 non può fare affidamento solo su fonti vegetali ma è necessario assumerne tramite la dieta e/o con una integrazione appropriata.

Dopo avere mangiato un piatto ricco di omega 3, il livello di acidi grassi nel sangue rimane elevato per circa 3 giorni. Gli ALA, invece, vengono assorbiti e scompaiono dal nostro corpo entro 10 ore. Questo ci fa capire che ALA ed Omega 3 animali hanno scopi totalmente diversi.

Anche un altro tipo di omega, gli omega 9, è utile nel supporto di livelli sani di colesterolo: alcune risorse includono avocado, noci di macadamia, semi di chia, olive ed olio di oliva. Gli omega 9, inoltre, contengono acido oleico.

Per quanto riguarda gli omega 3, invece, li troviamo soprattutto nei pesci, ma anche nei crostacei, nelle uova e nella carne.

Gli omega 7 sono un nuova categoria di acidi grassi che include l’acido palmitoleico e sono contenuti ad esempio nelle noci di macadamia.

Benefici e studi scientifici come se piovesse e per tutti i gusti

Perché si sente tanto parlare di omega 3?

Uno dei primi motivi è perché persino alcuni medici li prescrivono ai loro pazienti come supporto terapeutico, in quanto apportano parecchi benefici per il sistema cardio-vascolare , tutti comprovati da una vasta letteratura scientifica e ricerche a riguardo.

Oltre a questo, gli omega 3 hanno anche dimostrato di aiutare le donne che si avvicinano alla menopausa, bilanciando l’apporto e la distribuzione del calcio, che declina con la riduzione di ormoni femminili prodotti. Uno studio italiano ha trovato che le persone sopravvissute ad un attacco cardiaco che hanno assunto un grammo al giorno di omega 3 per tre anni hanno ridotto il rischio di improvvisa morte cardiaca del 50%.

Per quanto riguarda il cuore gli omega 3 :

  • prevengono e controbilanciano l’aritmia;
  • prevengono la trombosi
  • prevengono depositi grassi e la fibrosi all’interno delle arterie. In generale, gli effetti principali degli omega 3 sono l’attività antinfiammatoria, e la comunicazione fra le cellule.

L’olio di pesce, poi, promuove anche la secrezione di serotonina, l’ormone della felicità. In particolare, l’olio di fegato di merluzzo, oltre a contenere abbondanti quantità di EPA e DHA, porta con sé vitamine come la A e la D, che sono responsabili per la promozione della salute visiva e della pelle.

La mancanza di omega 3 infatti, produce pelle secca, capelli fragili, senso di stanchezza e scarsa circolazione. Riguardo l’infiammazione e le articolazioni, uno studio tedesco effettuato su 43 persone affette da artrite reumatoide ha dimostrato come assumere 1 grammo al giorno di olio di fegato di merluzzo al giorno risultati in una riduzione della rigidità articolare e del dolore alle articolazioni.

Diversi studi hanno notato come diete ricche di acidi grassi omega 3 riescano ad abbassare la pressione arteriosa
Uno dei modi migliori per evitare problemi di cuore è quello di consumare una dieta povera di grassi saturi e ricca invece di grassi mono e polinsaturi, come gli omega 3.  A livello di problemi di cuore, gli omega 3 aiutano anche a regolarizzare il ritmo cardiaco, prevengono l’indurimento delle arterie e, quindi, l’arteriosclerosi.

Il tipo di omega 3 contenuto nella frutta secca e nei semi si chiama ALA. Esso aiuta a migliorare la nostra salute con i seguenti effetti benefici:

riduce i sintomi dell’artrite reumatoide
riduce l’incidenza di cancro,
aiuta le cellule a mantenersi giovani rallentando il processo di duplicazione e l’accorciamento dei telomeri
migliora la salute della pelle e impedisce la formazione di acne e brufoli,
aiuta le persone che soffrono di disturbo di deficit dell’attenzione
alleviano i sintomi premestruali

Generalmente, gli omega 3 vengono assunti per aiutare la salute cardiovascolare, ma molti non conoscono gli altri benefici che questi preziosi acidi grassi procurano.

Molt,i ad esempio, non sanno che questi grassi sono di aiuto sia alle mamme che ai bambini. Il DHA, infatti, è presente anche nel latte materno e aiuta lo sviluppo neurologico del bambino.  I bambini che devono sviluppare materia grigia, la quale è composta in larga parte da DHA, hanno assoluto bisogno di ricevere questi grassi dalla dieta. I bambini che non ricevono abbastanza omega 3, invece, rischiano di avere problemi di vista.

E’ stato dimostrato, poi, che gli Omega 3 non hanno effetti benefici solo sulla vista, ma migliorano anche la concentrazione, la salute mentale, la velocità, la lucidità e sembrano prevenire anche Parkinson ed Alzheimer e che hanno una funzione di chelazione e detossificazione.

Come dicevamo prima, spesso gli oli in cui vengono cotti i cibi, anche quelli più salutari e nei migliori ristoranti, sono stracolmi di omega 6. Per questo, non possiamo fare altro che consigliare sia una dieta ricca di pesce, possibilmente piccolo e pescato, sia di carne allevata allo stato brado (libera da stress, contaminanti ed antibiotici), sia di una integrazione di alta qualità (spesso integratori scadenti possono fare più male che bene).

La scienza ha poi mostrato come gli omega 3 aiutino a ridurre l’infiammazione e ad invertire, ad esempio la distruzione delle cartilagini ossee da parte degli enzimi che causano l’artrite.

Omega 3 alla tavola rotonda: gli alimenti

Innanzitutto, è necessario ricevere omega 3 da fonti naturali, dal cibo che ogni giorno compriamo e mettiamo in tavola. Fondamentale è nutrirsi di prodotti di animali che siano stati allevati all’aria aperta, che siano stati nutriti con erba e abbiano vissuto alla luce solare. La carne bovina allevata libera, ovvero grass-fed come dicono gli americani, ha proprietà nutritive incredibilmente migliori rispetto a quella della carne nutrita a mangimi ed antibiotici ed allevata in batteria! Le uova di galline ruspanti, biologiche e allevate all’aria aperta hanno dimostrato di apportare innumerevoli benefici alla salute.

Passando dalla terra al mare, ci dobbiamo concentrare sui pesci marini pescati, come il salmone o le sardine. Con l’inquinamento marino è indicato cercare di consumare pesci più piccoli, che non sono stati contaminati da mercurio o altre sostanze tossiche. Via libera quindi a sardine, sgombri, gallinelle di mare, sgombri, sardine, salmone, aringhe, tonni. Non abbiate paura di consumare anche 2-3 volte alla settimana pesci pescat: essi, sono un ottimo modo di fare il pieno di omega 3!

I bambini soprattutto dovrebbero cercare di evitare pesci che contengono alti livelli di mercurio come lo squalo, il pesce spada e dovrebbero cercare di limitare l’apporto di tonno. Per gli adulti, invece, la American Health Association suggerisce che quelli in sana forma assumano pesce 2 volte alla settimana, che quelli con un disturbo coronarico assumano in aggiunta un supplemento di un grammo al giorno di EPA e DHA. Nel caso specifico di adulti con alti livelli di colesterolo è consigliato assumere da 2 a 4 grammi di EPA e DHA.

Integrazione di Omega 3: cosa ne pensiamo

In un mondo ideale, ci piacerebbe dire che basterebbe andare in pescheria o, addirittura, cacciarsi i propri pesci per fare il pieno di acidi grassi e di salute. Il problema è che viviamo in un mondo inquinato e frenetico, e per raggiungere i migliori livelli di omega 3 nel nostro corpo non possiamo non indirizzarci verso un’integrazione moderna, di prodotti di prima fascia come quelli che abbiamo analizzato.

Ricordiamo, infatti, che omega 3 e 6 non vengono prodotti naturalmente dal corpo e per questo vengono definiti essenziali. Quindi, accanto ad una dieta ferrea (e non solo bilanciata come dicono tutti), abbiamo bisogno anche di un’integrazione adeguata.

Riteniamo che gli Omega 3 siano uno dei 4-5 integratori da cui chiunque voglia ottenere il meglio dal proprio corpo debba partire.

Studi hanno dimostrato che, attraverso l’integrazione di omega 3, si può ridurre il rischio di attacchi cardiaci: non a caso, la American Heart association ha incoraggiato tutta la popolazione ad assumere. quotidianamento, un supplemento di omega 3.

Altri studi hanno anche mostrato come gli omega 3 riducano i trigliceridi nel sangue e, quindi, il rischio di arteriosclerosi.

donna bellezza omega 3

Acidi grassi, EPA E DHA (omega tre), psicologia e salute del cervello

Gli omega 3 migliorano la concentrazione e la funzione cognitiva.

Il DHA, uno dei componenti dei nostri fantastici omega, ha dimostrato migliorare la funzione cognitiva nei soggetti presi in esame. Nei paesi  dove vi è un alto consumo di pesce, e quindi di omega 3, è stato notato come i casi di depressione siano molto inferiori alla media. I pesci, a loro volta, prendono gli omega 3 dal plancton.

Gli omega 3, secondo vari studi, riducono anche i sintomi dell’artrite reumatoide. Studi in doppio cieco hanno mostrato come un’ integrazione di omega 3 possa significativamente ridurre la osteoartrite e la rigidità articolare. Studi preliminari hanno anche dimostrato come l’olio di pesce possa rallentare la progressione del cancro al colon su soggetti nelle fasi iniziali della malattia. Anche nel caso del cancro al seno e cancro alla prostata, nonostante non tutti gli studi siano concordi, si dimostra un positivo effetto di prevenzione da parte degli omega 3.

Infine, gli omega 3 migliorano la sensitività all’insulina. Aiutano a convertire i nutrienti nei muscoli piuttosto che nel grasso.  Gli omega 3 sono essenziali anche per il sistema nervoso: il cervello è fatto al 60% di grassi, per la maggior parte DHA, che le cellule utilizzano per comunicare e dipendenre da neurotrasmettitori come la dopamina.

Gli omega 3 sono utili anche per bambini dislessici e ad altri con ADHD, ovvero disturbi di apprendimento in quanto è stato dimostrato il miglioramento nella capacità di leggere, scrivere ed articolare il pensiero.

Omega 3: quanti assumerne?

É veramente difficile fidarsi di tutto quello che si dice riguardo la dose di omega 3 da assumere.

La dose “sicura” e classica è di 1-2 grammi al giorno, ma studi recenti hanno anche mostrato come in molti casi sia sicura ed ottimale una dose anche di 6-10 grammi al giorno (è sempre bene chiedere al vostro medico per sicurezza). In ongi caso, 1000 mg di integratore omega 3 al giorno assicurano un buon bilanciamento dell’infiammazione, e aiutano a tenere alla larga malattie cardiache, cancro, aiutano a perdere peso e migliorare la resa muscolare nella attività sportiva e possono contribuire ad un miglioramento della prestazione mentale. La lista potrebbe andare avanti all’infinito.

E’ importante ricordare che, quando consideriamo i vari supplementi di omega 3, dobbiamo sempre focalizzarci sugli EPA e DHA invece che sulla quantità totale di olio di pesce. Sono proprio gli EPA e DHA che fanno veramente la differenza in termini di benefici per l’organismo. Fra le varie scuole di pensiero c’è anche chi dice che, per notare degli effetti importanti, bisognerebbe aumentare considerevolmente le dosi fino a 6-10 grammi.

Omega 3 ed eschimesi

Una delle principali ragioni che ha scaturito questo interesse è stato un vecchio studio osservazionale sugli eschimesi. Ebbene, questa popolazione ha una dieta ricca di questi acidi grassi e, storicamente, ha sempre presentato una bassissima incidenza di patologie cardiovascolari ed una minore incidenza del cancro al colon, proprio in virtù della loro dieta ricchissima di pesci pescati. Questo perchè gli eschimesi, che mangiano in grandi quantità pesci grassi, hanno grandi quantità di HDL nel sangue e trigliceridi bassi. Ricordiamo che secondo statistiche non troppo datate l’infarto del miocardio rappresenta il 12% di tutte le morti in Italia, nei soggetti di età compresa tra i 35 ed i 74 anni!

Fondamentale, poi, è l’effetto dal punto di vista anti-infiammatorio; in questo ambito agiscono principalmente l’EPA ed il DHA: essi hanno potere nella modulazione della risposta dei neutrofili e dei macrofagi nei confronti dell’infiammazione causata da un danno di un tessuto (per esempio).

Aumentando la nostra quantità di tessuto adiposo e di grasso corporeo anche il nostro profilo dei macrofagi cambia; essi infatti vanno piú facilmente a creare molecole che perpetrano e aumentano l’insieme dei processi infiammatori.

Ci sono diversi studi secondo i quali gli Omega-3, specialmente EPA e DHA possono aiutare a non alimentare questa ”reazione a catena”. Gli omega 3 riducono i marcatori della proteina c-reattiva, uno degli indicatori di infiammazione nel corpo umano.  Buona parte dei migliori ricercatori moderni si stanno proprio concentrando sul ruolo che ha l’infiammazione nella creazione e sviluppo delle malattie. Sempre più studi stanno poi dimostrando il ruolo nefasto di questa infiammazione senza controllo.

Studi a favore degli omega tre

É stato condotto uno studio molto interessante a riguardo. E’ stato preso in analisi un gruppo di persone e gli è stata data una dieta ipercalorica (introito calorico giornaliero superiore al fabbisogno) con un’alta percentuale di grassi, allo scopo di farle ingrassare ed aumentare i processi infiammatori. Nel gruppo di osservazione, dove è stato sostituito il 15% dei grassi della dieta con EPA, si è stranamente assistito ad una diminuzione della percentuale di grasso corporeo, una diminuzione del peso corporeo, un calo delle dimensioni degli adipociti ed un abbassamento dei livelli di infiammazione. E’ stato, quindi, vagliato da questo studio, e anche da altri, che l’EPA ha incrementato il potere lipolitico (brucia-grassi) e la potenza ossidativa nell’organismo umano.

Omega 3, sport e muscolatura

il pesce ricco di omega 3 viene cacciato in natura

Gli Omega-3 potrebbero anche aiutare anche sotto il profilo muscolare?

Secondo alcuni studi si! È stato svolto uno studio su un campione di soggetti con livelli bassi di IGF-1 (insulin-like growth factor). Esso è un ormone peptidico con potenti proprietà anaboliche, strettamente dipendente dal GH stesso. Ebbene, dopo una somministrazione della durata di due mesi, di 720mg di EPA e 480mg di DHA, i livelli basali sierici del suddetto ormone si sono innalzati nei soggetti sottoposti a ”terapia”. Per alcuni potrebbe sembrare una cosa da poco ma non lo è.

L’IGF-1, infatti, ha potere sull’aumento della massa muscolare e sulla rigenerazione dei tessuti.

Motlo spesso, anche il solo stile di vita ha un’influenza negativa sui livelli di questo ormone; difatti situazioni di stress cronico, mancanza di sonno, carenza di proteine, allenamenti eccessivamente intensi e prolungati hanno un impatto negativo! Queste condizioni aumentano l’infiammazione e ci trascinano in un circolo vizioso che ci conduce ad un plateau nella crescita muscolare, nella performance e anche all’arresto di un eventuale dimagrimento oltre che alla perdita di un benessere psico-fisico.

Per lo sport, gli omega 3 hanno dimostrato anche una moderata azione anabolica (più muscoli), ottima notizia per corridori, ciclisti, e persone che praticano sport di forza e dove è necessario costruire un corpo forte e resistente.Gli omega 3 fanno anche perdere peso: è stato notato come gli acidi grassi mandino un segnale al cervello quando si è mangiato abbastanza, ed in più rendono gli allenamenti più efficaci facendo bruciare più calorie.

Per tutti questi motivi, bisogna considerare l’implementazione degli Omega-3 nella routine giornaliera.

Capsule, niente aghi !

Il metodo migliore per l’integrazione degli Omega-3 al di fuori della nostra dieta è l’assunzione di capsule (solitamente softgel) di olio di pesce (fish oil). Questa è indubbiamente tra le fonti migliori, specialmente riguardo il profilo di EPA e DHA. Noi monitoriamo costantemente il mercato e abbiamo creato per voi una lista dei migliori integratori di omega 3

Quanti assumerne

Il margine d’intervallo indicato, a scopo sia preventivo che terapeutic,o varia dai 1.000mg ai 5.000mg die. Solitamente (99% dei casi), le capsule di olio di pesce sono da 1000mg l’una, quindi si va da un minimo di una ad un massimo di cinque capsule al giorno. Generalmente, è comunque considerata sicura una dose fino ai 15.000mg die senza incorrere in effetti collaterali.

Omega 3 a tutto tondo

In ogni caso, possiamo essere sportivi,persone che fanno attenzione a ciò che mangiano, chehanno un occhio di riguardo alla salute, che ctengono al benessere o  persone con un trascorso familiare di problemi cardiovascolari, non possiamo non essere interessati a ciò che gli Omega-3 possono fare per aumentare la qualità della nostra vita e quindi anche la durata della nostra vita.

Avere cura del proprio corpo e di sé stessi parte anche da questo! La prevenzione è la prima cura!

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Per approfondire sui benefici degli Omega-3: omega 3 cervelloomega 3 umoreomega 3 stressomega 3 depressione.

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